Il Tavoliere delle Puglie, il “Granaio d’Italia”, tale era già dai tempi dell’antica Roma e, ancora oggi, oltre al grano duro di cui è rinomata la coltivazione, ci sono tanti produttori che stanno tornando a riscoprire i grani antichi come può essere il “Miscuglio di Aleppo”, ad esempio. In Capitanata, oltre al Senatore Cappelli e diverse varietà, il Miscuglio di Aleppo è coltivato da Giuseppe Lembo, in agro di San Paolo di Civitate. Si tratta di un grano evolutivo che produce solo per Fabio Boncristiano, titolare del forno “Pastamadre” di San Severo. Ma la notizia è stata oggetto, insieme ad altre, di “Striscia la notizia”, il tg satirico di Antonio Ricci, andato in onda su Canale 5 venerdì scorso, nella rubrica “Paesi, paesaggi…”. Davide Rampello é venuto a San Severo a girare il servizio, in cui il paesaggio di Capitanata ha fatto da sfondo alla storia di Fabio Boncristiano e della sua famiglia, fornai da ben cinque generazioni. Lui ha ereditato la filosofia dei suoi padri e il loro pane è unico grazie all’utilizzo di farine biologiche, integrali e macinate a pietra, un processo che permette di conservare intatte le proprietà del germe di grano. Una delle farine più speciali è il Miscuglio di Aleppo, un grano frutto del lavoro di una coppia di agronomi italiani che, in Siria, hanno selezionato circa 2.000 varietà di frumento. Fabio Boncristiano segue una precisa filosofia anche la dimensione e la cottura del pane: le pagnotte devono pesare almeno due chili e la cottura deve avvenire a un massimo di 90 gradi “al cuore”, per mantenere la giusta umidità.
“Parlare di pane e mangiarlo, non fa mai male – ha esordito a l’Attacco, Fabio Boncristiano -. Ho scritto a Striscia proprio per far sì che ci fosse un focus sul Miscuglio di Aleppo, la cui particolarità è quella di adattarsi a qualsiasi terreno e microclima. La redazione s’è incuriosita, anche perché raccontando la storia della mia famiglia è emersa la tavola lignea con la scultura della ‘Madonna del pane’, datata 1500, conosciuta con questo titolo e tramandata nella nostra famiglia, fino alla donazione, nel 1999, da parte di mio padre Elio e mio zio Vincenzo (titolari dell’antico forno ‘Il Fornaio’) alla Diocesi di San Severo, che l’ha riportata al suo splendore”.
L’icona è conservata, e si può ammirare, nel Museo Diocesano, a San Severo, così come fatto vedere molto bene nel servizio di Striscia. “Il racconto che è seguito, durante l’intervista del grande Davide Rampello, è che l’icona della Madonna del Pane è stata tramandata nella nostra famiglia e donata alla Diocesi di San Severo, nel 1998, essendosi salvata dall’incendio che ha distrutto il forno – ha evidenziato Fabio Boncristiano -. Ma tra sacro e profano, è giunta nelle mani di mio nonno, come baratto per sfamare dei bambini di una famiglia e altri del quartiere, nell’immediato dopo guerra. Ciò sta a significare una sorta di ‘miracolo’ fatto grazie a quel baratto con la tavoletta con la Vergine e il pane che era raramente abbondante”.
La troupe e Davide Rampello, sono stati a San Severo a luglio ed hanno girato una clip bellissima sulla città e la sua campagna: “Una troupe giovane ma tanto professionale – ha ripreso il titolare del forno Pastamadre -. Siamo stati nei campi di Giuseppe Lembo, tra San Paolo di Civitate e Serracapriola, per vedere ondeggiare le spighe del Miscuglio di Aleppo. Personalmente, non solo perché faccio il fornaio, sono un appassionato di grani antichi e ciò mi porta costantemente alla loro ricerca, fino a quando non ho scoperto ciò che si ottiene da quel grano. Noi siamo gli unici a lavorare, insieme alle altre varietà di pane di nostra produzione, in provincia di Foggia, il Miscuglio di Aleppo”.
Un tipo di farina, e quindi di pane, che risulta molto digeribile e con un particolare sapore: “Al gusto risulta un sapore nocciolato – ha precisato Fabio Boncristiano – lavorato con lievito madre, ha un basso contenuto di glutine ed è molto digeribile. Le pagnotte, nel forno, tendono ad aprirsi normalmente, non naturalezza, e non c’è bisogno di lavorarlo tanto. Il Miscuglio di Aleppo è un esempio tipico di grano evolutivo. Miscela di semi di grano duro è stato sviluppato a partire dagli anni '80 dai genetisti Salvatore Ceccarelli e Stefania Grando che ha lavorato in Siria per migliorare la resistenza del grano alle condizioni difficili di quel territorio – ha sottolineato Boncristiano -. Il miscuglio è composto da centinaia di varietà diverse di grano, che nel tempo, si sono adattate alle condizioni del suolo, clima e gestione agricola, favorendo biodiversità e resilienza”.
Quindi, grazie alla sua varietà genetica, il Miscuglio di Aleppo si adatta bene a diverse condizioni climatiche, rendendosi utile per affrontare le sfide del cambiamento climatico. Viene coltivato in Italia, soprattutto in contesti agricoli biologici, e il suo utilizzo è in crescita, come nel caso di San Paolo di Civitate. I grani evolutivi sono varietà di cereali che derivano da un processo di adattamento e selezione naturale nel tempo. Al contrario delle varietà moderne, selezionate per specifiche caratteristiche come la resa o la resistenza ai parassiti, i grani evolutivi sono il risultato di un’evoluzione dinamica che gli permette di adattarsi alle condizioni ambientali variabili, come il clima, la tipologia del suolo e la chimica stessa del suolo.
Tornando a Striscia la Notizia, e “Paesi e paesaggi…”, queste le conclusioni di Fabio Boncristiano: “L’accoglienza non è mancata, visto che Davide Rampello è stato ricevuto a Palazzo di Città ed omaggiato con un libro sulla storia di San Severo e della Madonna del Soccorso. Per noi, invece, per tutto lo staff di Pastamadre, è stata una bellissima esperienza perché abbiamo vissuto, seppur per una sola giornata, in un vero e proprio set cinematografo. Una piccola nota critica, relativa a quella puntata, in cui ci sono stati due servizi su San Severo, rarissimo in una trasmissione come Striscia, di cui uno a tratteggio negativo, realizzato da Pinuccio, che si poteva evitare”.
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