Sono ben 311 le specialità alimentari tradizionali presenti sul territorio regionale nel 2021 in Puglia salvati dalla pandemia grazie agli agricoltori per sostenere la rinascita del Paese.
E’ quanto emerge dal nuovo censimento delle specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni, presentato dalla Coldiretti al Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione a Villa Miani a Roma.
Ai raggi “X” tutti i diversi tipi di pane, pasta, formaggi, salumi, conserve, frutta e verdura, dolci e liquori tradizionali che compongono il patrimonio enogastronomico nazionale, classificati per regione e tipologia con gli esempi più curiosi, più rari, più antichi, più ricchi di proprietà salutistiche nella più ampia esposizione della variegata offerta territoriale mai realizzata prima.
Grazie all’opera di intere generazioni di agricoltori sono state salvate eroicamente - spiega Coldiretti Puglia - le ostie ripiene, divenute il gioiello della tradizione culinaria di Monte Sant’Angelo, un ottimo croccante realizzato con mandorle e miele, un dolce che pare sia nato casualmente grazie alle monache del Monastero della Trinità di Santa Chiara.
Dei lampascioni – aggiunge Coldiretti Puglia – parlava anche Plinio nel suo Naturalis Historia: “I bulbi di Megara stimolano al massimo grado il desiderio amoroso”, con i Romani che offrivano lampascioni nei pranzi nuziali come cibo augurale per i poteri afrodisiaci, una tradizione che vuole il prelibato e ricercato bulbo tipico della terra di Puglia.
L’agricoltura pugliese è leader per valore aggiunto – riferisce Coldiretti Puglia – ma anche per la leadership indiscussa nella qualità alimentare con 311 prodotti riconosciuti tradizionali dal Mipaf, 10 prodotti Dop, 29 vini Doc e sei Igp ed è la seconda regione più bio d’Italia, con 266mila ettari coltivati e 9.380 operatori, una incidenza del 20 per cento delle superficie biologiche sul totale, dove – aggiunge Coldiretti Puglia – sono aumentati i consumi familiari di alimenti biologici, ma è anche una regione da primato per la biodiversità, promossa dalla rete di vendita diretta degli agricoltori più estesa grazie alla Fondazione Campagna Amica che ha sempre continuato a garantire prodotti sani, genuini e a chilometro zero alla popolazione.
Per quanto riguarda le varie categorie si tratta di 13 bevande analcoliche, distillati e liquori, 24 carni fresche e loro preparazione, un condimento, 17 formaggi, un olio extravergine aromatizzato, 120 prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati, 79 paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria, 43 prodotti della gastronomia, nove preparazioni di pesci, molluschi e crostacei e tecniche particolari di allevamento degli stessi, oltre a quattro prodotti lattiero caseari: la ricotta fresca, la ricotta forte, la ricotta marzotica leccese e la ricotta salata o marzotica.
Si tratta di un bene comune per l’intera collettività e di un patrimonio anche culturale con il turismo enogastronomico che è divenuto il traino dello sviluppo economico della Puglia – conclude Coldiretti Puglia – con il primato dei prodotti tradizionali che si aggiunge a quello dei prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) riconosciuti dall’Unione europea, con la Dop e Ig Economy pugliese che vale oltre 439 milioni di euro.
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