C’è una questione che più di ogni altra sta a cuore da mesi a diversi imprenditori e referenti istituzionali. E’ l’allargamento delle zone ASI di Capitanata, un tema che si connette strettamente alla riperimetrazione da tempo sollecitata rispetto alla ZES Adriatica. La Zona economica speciale coinvolge prevalentemente le aree industriali del Consorzio foggiano di via Farina: il polo di Foggia infatti coinvolge l’area portuale di Manfredonia, aree demaniali dell’aeroporto, l’ASI di Manfredonia-Monte Sant’Angelo, l’Area PIP/D46 di Manfredonia, l’ASI di Foggia Incoronata e le aree industriali di Cerignola, Ascoli Satriano e Candela.
Non a caso nei giorni scorsi, in occasione del convegno sulla ZES a Palazzo Dogana, il presidente del Consorzio ASI Agostino De Paolis ha parlato chiaramente: “Le ZES attirano gli investimenti e gran parte di esse insistono nelle zone ASI che vanno necessariamente ampliate. L’area industriale di Incoronata attualmente è satura e molti investitori arrivati a Foggia hanno dovuto rinunciare all’investimento per la mancanza di disponibilità di aree in zona ASI. Pertanto chiediamo l’ampliamento delle zone ASI, ma anche delle ZES perché questa provincia ha necessità assoluta di creare nuove opportunità di lavoro”. Ad oggi l’ASI comprende gli agglomerati di Bovino con circa 800mila mq, Incoronata (che interessi i territori di Foggia, Carapelle e Orta Nova), Lucera con circa un milione di mq, San Severo con un altro milione di mq, Manfredonia.
Non è dato sapere quali siano i “molti investitori” citati da De Paolis, quel che è certo è che ci sono diversi imprenditori noti che premono per l’ampliamento. E’ noto come la Sistemi Energetici spa dell’ingegnere foggiano Marcello Salvatori abbia presentato istanza al commissario ZES affinché venga ricompresa l’area di Borgo Cervaro, dove ha dato vita a KmVerde, Polo delle rinnovabili e dell’economia circolare.
L’area vicina all’ASI è oggetto di iniziative industriali della Fortore Energia spa di Antonio Salandra, legate in particolar modo al fotovoltaico e al biometano, dunque ritenute “assolutamente compatibili con quella che è la programmazione consortile”. Forti sono anche gli interessi di un altro big dell’imprenditoria di Capitanata quale De Bellis, molto attivo a Foggia nelle opere stradali, civili e industriali.
Nella zona c’è anche la storica fonderia Romolo e Romeo.
A tutti fanno gola i benefici legati alla ZES, ma la riperimetrazione resta al momento ancora bloccata, come ha spiegato a Foggia Manlio Guadagnuolo, commissario straordinario del Governo della Zona Economica Speciale Adriatica interregionale Puglia-Molise.
Per la Regione Puglia è necessaria l’emanazione del Dpcm per la riperimetrazione ZES, già predisposto dal governo Draghi, sul quale è stato acquisito il parere della Conferenza Unificata il 12 ottobre 2022. Lo schema di DPCM in materia di ZES e ZLS definisce, in particolare le modalità per l’istituzione delle ZES e delle ZLS, la loro durata; i criteri per l’identificazione e la delimitazione delle aree ZES e ZLS, le misure di organizzazione e di funzionamento della ZES e della ZLS, le misure di semplificazione applicabili alla ZES e alla ZLS.
Come evidenziato dallo stesso presidente della Regione Michele Emiliano, “il ritardo nell’approvazione del DPCM rischia di far perdere alla Puglia importanti investimenti esteri, in quanto il mancato avvio della procedura che aggiorna e rivede le perimetrazioni delle aree ZES, includendo nuovi lotti e particelle sulla base dell'effettivo interesse da parte di potenziali investitori, aumenta sensibilmente il rischio che gli stessi, prevalentemente esteri, decidano di investire altrove”.
“Stiamo attendendo che venga emanato un decreto del presidente del Consiglio dei ministri, in modo tale che si possa dare l’avvio alla modifica della perimetrazione delle aree, in aumento ma anche in diminuzione”, ha sottolineato Guadagnuolo. “In Capitanata abbiamo le aree su Foggia, Cerignola, Manfredonia, Monte Sant’Angelo, Candela, Ascoli Satriano. Tutti territori che hanno grandi potenzialità. Stiamo incontrando parecchio interesse. Siamo pronti ad accogliere tali istanze per favorire lo sviluppo economico di quelle imprese che vogliano presentare investimenti seri e concreti, supportati da piani finanziari realistici e bancabili, ma anche che siano vocati al rispetto dell’ambiente”.
Oggi c’è chi collega il pressing del mondo imprenditoriale di Capitanata e l’attivismo di mondo politico e istituzionale locale ad altre partite. “Tutti si fanno garanti dell’ampliamento, è una questione che si incrocia con le elezioni in Camera di commercio, attese per dicembre. E’ chiaro che il punto è dove allargare, dunque chi rientrerà e chi invece resterà fuori. E’ probabile che possa esserci una rivalsa delle associazioni agricole”, spiega un beninformato a l’Attacco.
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