E’ arrivata l’ora della liquidazione giudiziale per l’apricenese Moteroc srl. Una storia d’impresa il cui tracollo è stato determinato dalla realizzazione a Manfredonia del porto turistico Marina del Gargano. Anni fa Moteroc rappresentava il secondo socio di maggioranza relativa grazie al 34,97% del capitale sociale di Gespo spa (che oggi è diventata Gespo srl). Il primo era la cooperativa sipontina Mucafer, pure fallita per via della faraonica operazione del porto dopo aver rappresentato per decenni una delle realtà cooperativistiche più importanti dell’intero Mezzogiorno. Moteroc finì il 2015 in concordato preventivo in continuità aziendale per l’impossibilità di riscuotere i propri crediti milionari da Gespo, pari a quasi 3 milioni di euro. Una tegola pesantissima per un’impresa che pure aveva sempre lavorato proficuamente nel settore della movimentazione terra e roccia e realizzazione di opere di urbanizzazione in genere, fluviali, marittime e civili. Grazie anche all'acquisizione di diverse commesse di sbancamenti roccia acquisite nel bacino cave di Apricena, Moteroc disponeva di grande quantità di materiale lapideo di risulta, sufficiente per eseguire forniture di pietrame di ogni tipo. Grazie all'esperienza acquisita negli anni e ai numerosi attestati di stima e fiducia da parte di enti, committenti e imprenditori locali, la srl poi era passata da fornitrice di pietrame (come avvenuto con la fallita coop Mucafer e la Gianni Rotice srl) ad esecutrice materiale delle opere stesse. Fino alla crisi attuale, emersa a partire dal 2014.
Lo scorso 31 ottobre è stata pubblicata la sentenza con cui il Tribunale di Foggia ha dichiarato inammissibile l’istanza di risoluzione del concordato preventivo proposta da Moteroc srl e ha disposto l’apertura della liquidazione giudiziale nei confronti dell’impresa apricenese, nominando quale giudice delegato Antonio Lacatena e come curatori il commercialista Alberto Camporeale e l’avvocata di Trinitapoli Maria Rosa Porcaro. E’ stato fissato per il 16 gennaio 2024 l’esame dello stato passivo davanti al giudice delegato.
“Moteroc srl, nata nel 2006, grazie agli sforzi profusi nel tempo, era diventata un’impresa florida”, spiegarono nel 2018 a l’Attacco i due titolari, Giovanni Ortuso e il suo socio (nonché cognato) Eliseo La Torre. “La costruzione del porto turistico di Manfredonia ha trascinato la nostra società in uno stato di grave crisi finanziaria a causa della mancata riscossione dei crediti relativi ai lavori eseguiti, al punto tale da dover essere costretti a chiedere l’ammissione al concordato preventivo”.
Moteroc non faceva mistero del proprio giudizio su come Gespo era stata gestita. “Riteniamo che le politiche adottate dalla vecchia gestione si siano rivelate inefficaci. Abbiamo assistito ad una progressiva diminuzione del capitale sociale di Gespo e, conseguentemente, del valore della nostra partecipazione, fatto che con tutta evidenza ha arrecato ulteriori danni alla nostra impresa. Ci aspettiamo che la nuova gestione possa portare ad una inversione della rotta di Gespo, per la salvaguardia dei soci, dei creditori e del territorio”, dissero in riferimento all’accordo stretto con Finappula, holding dei fratelli Gelsomino che si prese dapprima il controllo del 79,94% del capitale sociale e che oggi è socio unico di Gespo srl col 100% del capitale sociale.
Se Mucafer e Moteroc non sono sopravvissute a Marina del Gargano nemmeno la situazione finanziaria di Gespo srl, oggi, può dirsi serena. Nell’ultimo bilancio, relativo all’esercizio 2022, chiuso con l’ennesima perdita (-543.399 euro, superiore ai -448.413 euro dell’esercizio 2021), si cita Moteroc parlando degli accordi con il ceto creditorio.
“Gli accordi che erano stati sottoscritti con il ceto creditorio di Gespo srl e che erano già stati posticipati al 31 marzo 2021 per effetto dell’emergenza sanitaria da COVID-19 sono stati ulteriormente prorogati stante il periodo di odierna incertezza. Tutti i creditori si sono resi disponibili a modificare le date degli accordi già siglati stante la fiducia nutrita nella governance societaria di Gespo e nell’ottimo lavoro portato avanti sino ad ora. Le trattative di definizione degli accordi più importanti per Gespo srl sono tuttavia ostacolate dallo status di liquidazione coatta amministrativa di Mucafer e di concordato preventivo di Moteroc, per il quale è stata chiesta la causa attualmente in attesa di decisione, mentre la socia Finappula srl, nell’interesse della Gespo, ha acquistato i crediti vantati dalle società Gianni Rotice srl ed Antonio Rotice srl relativi alle esecuzioni delle opere di edificazione del porto turistico. Attualmente i debiti verso i fornitori ammontano a 4,3 milioni di euro circa”. Era pari a 5.528.467 euro il debito nei confronti delle imprese appaltatrici delle opere connesse alla realizzazione del porto turistico, di cui 5.317.158 euro verso i costruttori dell’appalto principale: Consorzio Cooperative Costruzioni – Soc. Cooperativa, Moteroc srl in concordato preventivo. Mentre 211.309 euro sono debiti verso fornitori correnti.
La variazione consistente nella voce “Fornitori terzi Italia e Fatture da ricevere da fornitori terzi” deriva dall’acquisto da parte di Finappula del credito delle due imprese di Gianni e Michele Rotice, ammontante a 703.262 euro, avvenuto a gennaio 2022. Finappula ha successivamente optato per la rinuncia a parte di questi crediti acquisiti nel corso del 2022 per una maggiore patrimonializzazione della società.
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