Correggere le criticità derivanti dal correttivo al codice degli appalti. E’ questa la richiesta che oggi verrà lanciata da Ance Foggia, l’associazione dei costruttori edili, tramite la tavola rotonda organizzata dalle ore 09.00 presso la sala conferenze Formedil Foggia in via Napoli. Il convegno ha il patrocinio di Ance Puglia e vi prenderanno parte i presidenti degli enti bilaterali Massimo Lanotte per Formedil Foggia e Michele Gengari per Cassa edile di Capitanata, il presidente di Confindustria Foggia Potito Salatto, Domenico De Bartolomeo vicepresidente ANCE, Luigi Schiavo vicepresidente ANCE alle opere pubbliche. Interverranno sul tema l’avvocato Arturo Cancrini e Francesca Ottavi, direttrice nazionale Area opere pubbliche Ance. Con loro, alla tavola rotonda, Daniele Ricciardi presidente ASSORUP, Massimo Milani segretario VIII commissione (ambiente, territorio e lavori pubblici) della Camera dei deputati, Stefano Torraco presidente Ordine degli ingegneri di Foggia, Gianluca Ursitti presidente Ordine degli avvocati di Foggia, Francesco Faccilongo presidente Ordine degli architetti di Foggia, Antonio Troisi presidente Collegio geometri di Foggia, Cosimo De Troia presidente Collegio geometri di Lucera. “Sicuramente dei passi avanti ci sono stati col correttivo, ma restano diverse criticità. Possiamo dire che siamo al 60% soddisfatti mentre per un altro 40% riteniamo che le cose vadano sistemate”, afferma a l’Attacco Ivano Chierici, presidente di Ance Foggia.
“Se c'è un ritrovamento archeologico o un problema geologico, ovvero i classici imprevisti, ora le varianti in corso d'opera sono rese molto più rapide dopo questo correttivo alla normativa ed è un fatto importante. Come pure è importante l'automatismo rispetto alla revisione dei prezzi, che sembrava andasse a scemare. Sono stati inseriti dal legislatore adesso criteri che creano una sorta di automatismo. Ma, come detto, ci sono diversi problemi che andrebbero risolti e per i quali noi sollecitiamo il legislatore ad intervenire. Il primo è quello dei subappalti”, continua Chierici.
“Finora il certificato di esecuzione lavori era utilizzabile in parte anche dall'impresa che aveva concesso il subappalto. Ora, invece, è utilizzabile solo dal subappaltatore, viene intestato soltanto a lui. Inoltre c'è stata una stretta ulteriore sui consorzi, che erano diventati una sorta di avvalitori. C’era un cumulo alla rinfusa per cui chi aveva una categoria poteva partecipare ad una gara per altra categoria tramite un consorzio. Era diventata una stortura, specie dopo la nascita dei consorzi sul web. Noi di Ance volevamo incentivare, invece, i consorzi organizzati, che hanno poche imprese, senza trucchi. Invece con il correttivo è stato buttato via il bambino insieme all'acqua sporca: non c'è più il cumulo alla rinfusa, ma il consorzio oggi dà lavoro a quella impresa che ha la categoria richiesta e che quindi potrebbe partecipare anche da sola alla procedura. Inoltre il consorzio dà l’avvalimento, che era proprio quello che noi volevamo evitare. Peraltro, questo vale solo per i consorti stabili di imprese e non anche per i consorzi di cooperative e di artigiani. E’ un’ulteriore stortura del sistema perché non si possono mettere su piani differenti le varie realtà”.
Chierici è fiducioso rispetto alla possibilità di modifiche nel senso sperato dal comparto edile. “Ci stiamo muovendo perché ci siano tali aggiustamenti rispetto alla normativa. Sono sicuro che, illustrando al legislatore quali sono le problematiche create dal correttivo, tali criticità saranno risolte. Siamo al riguardo pienamente concordi in Ance, dal livello locale e pugliese a quello nazionale”. Non è un caso che al convegno sarà presente anche il deputato meloniano Milani, imprenditore edile anch’egli.
“Ci sono almeno un paio di punti rispetto ai quali auspichiamo un ripensamento da parte del legislatore”, afferma a l’Attacco Ottavi. “Il primo è il certificato di esecuzione per qualificarsi come imprese: è un meccanismo che per noi sfavorirà i subappalti, che sono una modalità fondamentale per la crescita delle piccole e medie imprese. Stiamo dialogando con Anac e Ministero affinché venga trovata una soluzione alternativa. Questa negazione della qualificazione all'appaltatore sui lavori dati in subappalto può generare un meccanismo che allontana dal subappalto. Il secondo punto riguarda il partenariato pubblico-privato con la nuova norma sul project financing. E’ stata completamente riscritta la procedura: finora è esistita la prelazione solo per il proponente dell'idea, mentre dopo il correttivo la prelazione può essere esercitata non più solo da lui ma anche dagli altri proponenti, in una sorta di gara informale che è la cosiddetta valutazione comparativa. Questo vuol dire anche nella gara a valle effettuata sull'idea prescelta dall'amministrazione tra quelle che sono state presentate. Ciò appesantisce lo strumento del project financing e gli fa perdere attrattività agli occhi del privato. C’è tutto uno sforzo iniziale ideativo che non trova più il vantaggio nella prelazione per il solo proponente originario. Nel vecchio sistema la pubblica amministrazione chiedeva al promotore iniziale se intendesse esercitare la prelazione e quindi costui aveva la possibilità di scegliere se farlo, se realizzare l'intervento magari al prezzo più vantaggioso offerto da un altro operatore. Oggi, invece, la nuova normativa può scoraggiare il ricorso al project financing”.
Anche Ottavi, come Chierici, è speranzosa rispetto alle modifiche. “Il dialogo col governo e in particolare col legislatore è sempre aperto. I tempi non sono immediati, il ministro ha fatto capire che c’è bisogno di un po’ di stabilizzazione rispetto alle nuove norme corrette. Noi speriamo che questo periodo di tempo non sia molto lungo. L'eterno mutamento delle norme è un fenomeno che stigmatizziamo come Ance, ma su alcuni aspetti rispetto, ai quali ci sia condivisione, un ripensamento lo auspichiamo”.
“Il correttivo è un argomento di fondamentale importanza per le nostre imprese che operano nel settore dei lavori pubblici”, ha spiegato il presidente di Ance Puglia Gerardo Biancofiore. “I finanziamenti di cui dispone la Puglia sono notevoli. I programmi regionali 2021-2027 FESR E FSE+ in Puglia vedono risorse programmate per 5.577,3 milioni di euro di cui impegnate al 31 ottobre 2024 quasi 11% (595,5 milioni) e speso il 3,8% (210 milioni) Per il programma FSC, con l’accordo di programma sottoscritto lo scorso 29 novembre, si arriva a 4.589 milioni per il 21/27. Nell’ambito del PNRR risultano aggiudicate il 64% delle gare per un importo di 3.413 milioni. Dal confronto dei dati relativi ai CIG PNRR con la banca dati CNCE_EdilConnect, emerge che solo il 41% dei cantieri PNRR risulta avviato. Per noi costruttori l’obiettivo è quello di farle le opere, farle bene, nei tempi, con il giusto risultato economico. Bisogna eliminare le criticità e tutta la filiera deve impegnarsi a semplificare”.
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