Seasif, progetto mai depositato. Confindustria ci aveva creduto. Chierici: “Occasione persa, un vero peccato”

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

“Stamattina (ieri, ndr) ho letto l’articolo de l’Attacco nel quale si riferisce della revoca delle concessioni che Seasif aveva ottenuto per nastri trasportatori e alcune banchine del Bacino Alti Fondali, e ci terrei a fare qualche precisazione sul ruolo avuto da Confindustria Foggia”. Questo è l’incipit della telefonata che Ivano Chierici, presidente di ANCE Foggia e già reggente di Confindustria nei mesi scorsi, si è premurato di fare a l’Attacco. Non può essere sottaciuta e nemmeno va esaltata, considerato che la capacità al confronto dovrebbe appartenere a chiunque rivesta incarichi pubblici, ma va comunque annotata con favore perché non è usuale. Con garbo e misurata dovizia, Chierici tiene a spiegare perché l’associazione degli industriali spinse per agevolare l’insediamento di Seasif, un progetto sempre apparso opaco e fumoso ad altri: “In realtà, noi abbiamo preliminarmente acquisito informazioni che erano principalmente di natura finanziaria. È la prima cosa che facciamo in questi casi. Abbiamo appurato che l’investitore avesse la capacità finanziaria di eseguire il progetto. Che era molto importante”.

Vuole argomentare meglio, però preferisce misurare il contenuto delle informazioni che comunque non manca di fornire. “Si tratta di un’impresa che sviluppa oltre un miliardo di fatturato”, continua Chierici, “per quanto riconosco che non è stato semplice appurarlo per via delle numerose sedi che ha all’estero. Non posso dire altro, se non che erano già pronti i soldi per gli investimenti particolari”.

Una prima spiegazione circa più di un dubbio che, su queste colonne, era stato avanzato ieri dai consiglieri comunali Adriano Carbone, Massimo Ciuffreda (Pd) e Gianluca Totaro (M5S).  Ad avviso di qualcuno di loro, infatti, potrebbe esserci stato un peccato di superficialità nella causa Seasif perorata da via Valentini Vista Franco fino a pochi mesi fa. Anzi, fino all’epilogo della revoca delle concessioni portuali.

“Il progetto Seasif aveva un occhio di riguardo verso l’ambiente e rispettava tutti i criteri ambientali, oltre al fatto che era di enorme sviluppo per la città di Manfredonia e per il territorio della Capitanata. Tanto è vero che, appena si diffuse la voce”, continua Chierici, “cominciarono ad arrivare decine e decine di curricula da parte delle persone che lavoravano fuori e volevano rientrare da queste parti”.

Va detto che, però, non è mai stato messo nero su bianco alcun progetto esecutivo perché, secondo l’ex reggente di Confindustria Foggia, “occorre un impegno finanziario che, solo in parte, l’investitore aveva già sostenuto”. “Però è pur vero che, per metterlo in campo, avrebbero dovuto lavorare meglio”, riconosce con franchezza.

Allora dov’è il problema? Perché il patron Franco Favilla non ha dato seguito ai propositi iniziali e ha lasciato che l’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico meridionale revocasse le concessioni ottenute un anno fa? Secondo Chierici, la spiegazione è nell’opposizione registrata – in misura maggiore rispetto a quella che Seasif poteva attendersi - nei confronti della sua proposta.

“Purtroppo, si accese una polemica in cui quelli di Seasif furono attaccati, come successe anche a me quando furono chieste le mie dimissioni – aggiunge con tono di voce più basso -. Una situazione che non ha reso agevole l’intenzione dell’investitore di continuare con il progetto. Molto spesso mi erano stati espressi dubbi e perplessità su quello che sarebbe potuto ancora succedere con la loro permanenza in loco”.

Ecco perché pensa che “è probabile che non abbiano più portato avanti la progettazione esecutiva per questo impatto registrato sul territorio”. “In fin dei conti, erano in possesso delle autorizzazioni necessarie. Ma credo che ad un certo punto, per quanto ritenessero attraente l’investimento che volevano fare qui, abbiano scelto di spostarsi da qualche altra parte”, conclude Chierici.

Sicuramente sono davvero pochi, se ci sono, i sipontini che si dolgono che il progetto Seasif abbia interrotto il proprio percorso. Per qualcuno sarà anche scarsa lungimiranza. Tuttavia è stato visto, fin dalle prime battute, come una concreta minaccia ambientale e la comunità di Manfredonia porta ancora addosso i segni della precedente svolta industriale. Il sanseverese Chierici, che non è di Manfredonia ma ci vive da tempo ormai, vede “diffidenza a prescindere”. “Non so quale potrà essere il destino di quel sito industriale”, dice riferendosi all’area retroportuale ed ex Enichem di Macchia.

“Lo sapevamo che sarebbe stato così e che la città porta ancora con sé lo scotto dell’ex Anic, lo capisco perfettamente. Lo dicemmo anche agli investitori che non sarebbe stato facile. È comunque un peccato, perché avrebbe comportato la necessità di circa 700 dipendenti, indotto compreso. La Capitanata ha bisogno di nuova occupazione”.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet