“Il calo del prezzo del grano duro, registrato ieri alla riapertura della Borsa Merci della Camera di Commercio di Foggia, è il sintomo evidente di un mercato estremamente volatile che non può che preoccupare gli agricoltori del territorio. Ma in momenti come questi per i cerealicoltori è importante mantenere la calma e valutare bene tutti gli elementi presenti, per assicurarsi equilibri aziendali nel medio lungo periodo”.
Confagricoltura Foggia, l’associazione di categoria che raccoglie i più importanti produttori di Capitanata, interviene sul nuovo difficile momento che interessa i mercati internazionali del grano e che sta di fatto portando il prezzo ad un livello difficilmente sostenibile per gli agricoltori.
“È evidente – argomenta il presidente dell’associazione Filippo Schiavone – che sul prezzo intervengono svariati fattori, difficilmente controllabili a livello locale. Ma è altrettanto vero che la filiera del grano duro è centrale nell’economia di Capitanata e dunque mettere in crisi il primo anello della catena non conviene a nessuno. Per Confagricoltura Foggia conferire il grano alle organizzazioni di prodotto o alle cooperative di agricoltori, in grado di fare massa critica e gestire in modo adeguato gli equilibri tra domanda e offerta, rimane la soluzione migliore per rispondere in modo adeguato alle turbolenze in corso sul mercato. Una strategia commerciale in grado di rafforzare la categoria, favorendo vere politiche di sistema per i produttori”.
“È chiaro che – conclude Schiavone – gli accordi interprofessionali lungo la filiera rimangono per noi fondamentali, così come la sottoscrizione di contratti di filiera per il grano duro. Ma tutto questo deve sempre e comunque garantire che il prezzo di vendita copra almeno i costi di produzione degli agricoltori di Capitanata per non registrare defezioni tra i produttori”.
“Sono oltre tre anni che sollecitiamo l’attuazione della Commissione unica nazionale (Cun) a tutti i livelli, con analisi e proposte percorribili esplicitate in documenti inviati a regioni meridionali e ai Governi Conte II e Draghi – afferma Pasquale Cataneo a capo dell’associazione Capitanata.Neo – con scarsa attenzione, soprattutto della politica e delle istituzioni, e timide convergenze da parte delle organizzazioni di categoria che, successivamente, invece di rafforzare l’azione in termini corali, coinvolgendo chi si è concretamente impegnato sulla tematica, hanno preferito agire in solitudine o in modo frammentato. Riproponiamo, a tal riguardo, la nostra disponibilità a collaborare in quanto la nostra terra e gli altri territori del Mezzogiorno hanno la necessità di fare sintesi e unirsi, come hanno fatto in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna”.
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