Annata da dimenticare in Puglia per la vendemmia che paga il conto degli eventi estremi e degli attacchi di peronospora che hanno caratterizzato il 2023, per cui le quantità risultano crollate dal 30 per cento fino al 90 per cento in alcuni areali, mentre sono aumentati in misura esponenziale i costi di produzione.
Ad affermarlo è Coldiretti Puglia in occasione del confronto sull’andamento del vino a Conversano, dove è stato stilato il bilancio ella vendemmia 2023.
L’impennata del costo del vetro cavo per le bottiglie che hanno fatto segnare un aumento che ha raggiunto il 58 per cento nell’arco di 18 mesi mette a rischio la competitività del vino italiano sul mercato nazionale ed estero dove per la prima volta dopo oltre un decennio sono calate le vendite del vino Made in Italy in valore (-1 per cento), dopo che Coldiretti e Filiera Italia avevano evidenziato l’anomalia in riferimento all’avvio dell’istruttoria da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per una presunta intesa restrittiva della concorrenza nella vendita delle bottiglie di vetro.
A fronte dell’aumento dei costi quest’anno – sottolinea Coldiretti Puglia – frenano le vendite all’estero che si fermano ad un modesto +3 per cento, rispetto alle performance stellari degli anni precedenti, una difficoltà per un settore che è la prima voce dell’export agroalimentare pugliese costretto ad affrontare quest’anno il pesante taglio dei raccolti provocato dai cambiamenti climatici.
Lo scenario del settore vitivinicolo va analizzato anche alla luce delle preoccupazioni dei consumatori per il ‘carovita’ – conclude Coldiretti Puglia – a seconda dei canali di vendita su cui le diverse strutture di produzione e commercializzazione indirizzano le proprie produzioni.
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