Ceschin: “Brand Gargano logoro da anni ma nessuno dice nulla. L’aeroporto da solo non crea la destinazione”

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Conosce molto bene la Puglia e la Capitanata, dove ha molto lavorato, il veneziano Federico Massimo Ceschin, esperto di turismo e di valorizzazione dei beni culturali e ambientali, presidente nazionale di SIMTUR e ambasciatore del Patto europeo per il clima della Commissione europea. L’Attacco lo ha intervistato.

Come si spiega il sorpasso di Bari sulle presenze rispetto a Vieste?

Risale a diversi anni fa l'analisi di Puglia365 che definiva il Gargano “brand appannato”, dopo la quale non mi sembra che si sia sollevato qualcosa. Io ci ho scritto addirittura un libro sopra, mi pareva folle dopo che a quanto detto in un documento ufficiale della Regione seguisse un silenzio assordante. Silenzio che è concausa di quest’ultimo risultato. Da molti anni Bari si va costruendo come destinazione turistica, mentre la Valle d'Itria è diventata il nuovo Salento, quel Salento che a suo tempo era il nuovo Gargano. Bari rappresenta il 5,5% di tutta l'ospitalità ricettiva pugliese, sono aumentate tantissimo le strutture ricettive.

Quanto pesa l’aeroporto internazionale di Bari Palese?

Non è solo questione di aeroporto. Non è lo scalo in sé che fa la destinazione turistica, per quanto faciliti gli arrivi. La media della permanenza a Bari è di 2,5 notti, dunque non è sicuramente paragonabile a quella di Vieste. Le presenze di Vieste sono per una permanenza media più alta. Si tratta di due destinazioni davvero diverse tra loro. Bari lavora tutto l'anno, mentre Vieste solo nei due-tre mesi estivi. Ho sentito dire dal Comune di Rimini che gli oltre 5 milioni di incasso dell’imposta di soggiorno sarebbero stati spesi per ridurre i costi del servizio di igiene urbana e per il Jova party. Beh, a Vieste, dove si pensa di diventare capitale italiana della cultura per qualche mostra organizzata, direi “anche meno”. Preferirei che i soldi dell'imposta di soggiorno fossero investiti per migliorare l'accoglienza, la qualità dell'esperienza, per la formazione. Se si pensa ancora alla promozione si sbaglia perché oggi non basta più, specie nel balneare che è diventato un segmento mondiale dove la concorrenza è spietata. L'Egitto l'anno scorso è cresciuto del 250% rispetto all'Italia, vuol dire che la sua l'offerta è stata ritenuta migliore sul piano del rapporto qualità-prezzo. Poi, affinché oggi una destinazione funzioni, e funzioni oltre i soli mesi estivi, è fondamentale che le persone ci vivano bene, esprimano benessere. La grande contraddizione di Vieste non è più tollerabile, visto che i giovani continuano ad andare via e si lavora solo nei mesi estivi.

Secondo gli ambientalisti prolungare la SSV Gargano fino a Mattinata, oltre a danneggiare l’area protetta del Parco, influirebbe negativamente sulla ottima permanenza media a Vieste. Ha senso?

Sì, ha senso. Si chiama tecnicamente “ultimo miglio”, quello in cui il viaggiatore si accende di attesa e ogni cosa gli pare la promessa di un'esperienza positiva. Invece per i residenti e i local è l'inferno, se si devono muovere per esempio per raggiungere un ospedale. Abbiamo avuto l'esperienza di Matera: assenti aeroporto e stazione, sono stati spesi 60 milioni di euro per una strada a quattro corsie ma non si è costruita la destinazione. Si continua a investire in infrastrutture dell'ultimo miglio come se quello fosse il primo problema dei visitatori, quando in realtà lo è dei residenti. Gli amministratori di qualunque città dovrebbero essere invece garanti anche dei visitatori, oppure c'è un problema di visione. L'aeroporto è un alibi, io lo dico da molti anni. Dire che gli altri vanno meglio di noi perché a noi manca qualcosa vuol dire commettere un errore madornale. Laddove è arrivata la strada a quattro corsie e a scorrimento veloce - come a Lesina, Ischitella, Cagnano Varano – siamo forse di fronte a città che campano di turismo? Non mi pare affatto.

Perché la provincia di Foggia da alcuni anni cresce meno del resto della Puglia sul piano turistico?

Perché il brand è logoro, come ho detto, e nessuno se ne preoccupa. Neanche il privato, che si limita a fare piccoli interventi per migliorare la propria struttura. Nessuno pensa a come rendere più evocativo il territorio.

Da tempo, però, Vieste si sforza di diversificare l’offerta per destagionalizzare, investendo ad esempio nel turismo culturale. Ad Ostuni le grandi mostre d’arte sono ormai fisse.

Ma il turismo culturale non è il target di Vieste. Il tema è essere coerenti con l'identità del territorio.  Ostuni ha tutta la Valle d'Itria alle spalle, Vieste no. In qualche modo chi sta a Vieste ne è prigioniero. E poi c’è il grande paradosso di Lesina, un posto che non mi spiego perché non sia turistico avendo il mare, il cibo, i collegamenti stradali, offrendo esperienze varie. Dovrebbe essere un polo turistico eccezionale. Ci sono tratti di costa in Sicilia, tra Erice e Marsala, che sono diventati destinazioni tutto l'anno: lì c’è ormai la seconda destinazione europea per il kitesurf. Lesina non offre di meno: è un esempio di come si possa avere tutto, comprese le infrastrutture, e non riuscire a trasformarlo in attrattività turistica. Bisogna tesorizzare quello che si ha, anziché lamentarsi sempre di ciò che non si ha trasformandolo in un alibi.

Perché la Valle d'Itria è diventata il nuovo Salento, come dice lei?

Perché è autentica, o per lo meno assomiglia ad una meta autentica. Lì hanno investito sulla propria identità, non tentando per assomigliare ad altri territori. Festival e casse armoniche, per dire, esistono da sempre in Valle d'Itria. Io farei un paragone con i campi garganici e dauni, che sono circondati da reti di materasso. Oppure prendiamo i rifiuti in strada. Altrove in Puglia queste schifezze non avvengono. Altrove hanno compreso che amare il proprio territorio si traduce in una dimostrazione di benessere, il che produce ricchezza e cultura. Il Gargano funzionava come brand all'epoca dei villaggi turistici, come binomio fortunato di mare e natura. Ma oggi chi parla di questo? Chi parla di spiritualità, del magnetismo del Gargano, delle orchidee, etc.? Solo pochi appassionati. Abbiamo visto altri territori divenire mete di cicloturismo, come avvenuto in Salento, mentre nel Gargano ciò non è successo. Non è diventato una meta strutturale, c'è stato solo un investimento spontaneo di alcuni nel cicloturismo. Troppo poco, ma nessuno mi pare si interroghi al riguardo.

Avere l’assessora regionale al turismo viestana, Graziamaria Starace, può fare la differenza?

Non conosco ancora la visione dell'assessora regionale. Gli assessori regionali cambiano il volto dei luoghi se hanno una visione, un orientamento a comprendere cosa ci si aspetta nei territori. In Toscana ruralità, paesaggio e turismo sono l'unica cosa. In Puglia, purtroppo, si continua a basare troppo il turismo sul mare. La provincia di Foggia dovrebbe rappresentare la destinazione perfetta di blue&green e invece si continua a puntare solo sul blu.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 



Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet