San Severo alla BIT di Milano, lo spot arrangiatissimo consegnato da De Bellis all’amministrazione Colangelo

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Il presidente Donald Trump lo adorerebbe. Non stupirebbe vedere la Sindaca Lidya Colangelo, stavolta in secondo piano, sia chiaro, accompagnata da committenti ed esecutori, in diretta nientepopodimeno che dallo studio ovale della Casa Bianca.

Uno spot promozionale degno della campagna Open to Meraviglia. Manca solo la Venere di Botticelli, ma qualcuno che potrebbe sostituirla ci sarebbe.

Siamo a San Severo e siamo dalle parti del video “regalato” da Nico De Bellis all’amministrazione comunale. Un disastro totale.

Gli stock footage non scarseggiano mica. Cambia qualcosa, ma la sostanza è la stessa. Dalle cantine del Carso sloveno ai vicoli di Amalfi, da Artgrid ad Adobe stock, dal costo di $600 alla tariffa annuale di €960, da Hans Peter Scheep ad Igor Tichonow, fonti sostengono sia stato visto fotografare il parcheggio interrato di Piazza Cavallotti scambiato per un’area archeologica di età antica.

La vespa azzurra che campeggia su Largo Carmine è un richiamo nostalgico al pittore Giorgio de Chirico: la prospettiva che diventa strumento metafisico fondamentale per alterare la realtà.

Nel video c’è di tutto, un’accozzaglia di cose che rappresentano solo in parte la città. Ci si fa la bocca, in tutti i sensi, sulla zuppetta. Convegni, sagre, ora pure inserita nell’elenco dei PAT e presentata in Senato. Pare che anche il Sottosegretario all’Agricoltura Patrizio La Pietra l’abbia apprezzata. Eppure, della ricetta tipica sanseverese non c’è nemmeno l’ombra. Al suo posto le orecchiette alle cime di rapa, primo piatto riconducibile più a Bari che a San Severo. Sarà che è stagione.

Arriviamo alla nota dolente. Il fotogramma che ritrae due turisti sorridenti che si scattano un selfie all’uscita dalla chiesa della Madonna Addolorata durante i riti del Venerdì Santo: sicuramente artificiale, meno intelligente. Utilizzo scellerato delle nuove tecnologie, anche di pessimo gusto, che stravolge completamente il senso solenne del momento.

Per non parlare della Madonna del Soccorso, dallo scorso maggio custode delle chiavi della città, che è stata completamente dimenticata a vantaggio delle batterie. Meglio trovarsi una nuova sistemazione perché da domani potrebbero partire le ingiunzioni di sfratto.

Non sarà di certo uno spot ad aumentare o a diminuire le presenze nella Città dei Campanili, ma è l’ennesimo segnale della reiterata improvvisazione di questa amministrazione. Non bastavano le figuracce in territorio provinciale, non che gli altri se la passino meglio, ora si esportano gaffe anche alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano. La speranza è che non sia capitato nel campo visivo del presidente Antonio Decaro, sennò come glielo spieghi.

“Tranquillo, lo faccio fare ammiocugino”, avrà detto qualcuno. Siamo vicini ad una fotografia degna del mitico René Ferretti. Forse troppo vicini. Dopotutto, il regista autore della fiction Gli occhi del cuore lo diceva chiaramente: “A c***o di cane e funziona”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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