Il riscatto della Capitanata alla BIT, Nobiletti: “La nostra provincia ha smesso di sentirsi periferia”

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Alla BIT di Milano la provincia di Foggia si è presentata con un entusiasmo che non si vedeva da tempo. Borghi, coste, aree interne e Tavoliere hanno finalmente parlato una lingua comune: quella della collaborazione, dell’identità ritrovata e di un turismo che non vive più solo di cartoline estive ma di esperienze autentiche. Il presidente della Provincia, Giuseppe Nobiletti, lo ha detto chiaramente: la Capitanata ha smesso di sentirsi periferia ed è tornata a fare sistema. E mentre gran parte dei comuni foggiani costruiva racconti concreti, fatti di territorio vero, tradizioni e comunità vive, qualcuno ha pensato bene di portare in fiera anche un pizzico di fantasia creativa. Perché si sa, se il turismo oggi si basa sull’autenticità, perché non provare con un bel mix di immagini patinate, suggestioni universali e qualche scorcio che potrebbe stare bene tanto a San Severo quanto in una pubblicità di yogurt greco? Così, accanto ai borghi raccontati con orgoglio e alle esperienze genuine, è comparso uno spot promozionale che sembrava uscito direttamente da una libreria di stock footage internazionale: vespe nostalgiche, piatti tipici che tipici non sono, turisti perennemente sorridenti e ritualità trasformate in set fotografico. Un collage emozionale degno delle migliori campagne globali, con l’unica piccola distrazione che la città protagonista ogni tanto faticava a riconoscersi. Nulla di drammatico, per carità. Nessuno perderà le vacanze per uno spot un po’ troppo creativo. Ma il contrasto con il resto della Capitanata, impegnata a raccontarsi con coerenza e identità, era talmente evidente da strappare più di un sorriso. In una BIT che ha segnato per molti comuni l’inizio di una nuova stagione di maturità turistica, quell’operazione sembrava piuttosto un omaggio affettuoso al cinema improvvisato: tanto entusiasmo, qualche effetto speciale e una fiducia incrollabile nel fatto che, alla fine, “funzioni lo stesso”. E forse è proprio questo il bello delle fiere: tra chi costruisce visioni solide e chi sperimenta voli pindarici, il turismo diventa anche spettacolo. L’importante è che, una volta spente le luci della ribalta, resti il territorio vero a fare la differenza.

Alla BIT non è andata in scena una semplice promozione turistica. Per la provincia di Foggia è stata la fotografia di un cambiamento profondo: una Capitanata finalmente compatta, consapevole delle proprie potenzialità e attraversata da un entusiasmo nuovo, quello che per anni sembrava smarrito. Dalle coste del Gargano alle vette dei Monti Dauni, passando per il Tavoliere, i comuni foggiani si sono presentati come un unico sistema territoriale, capace di offrire esperienze, identità e qualità della vita. Un segnale forte di quella rinascita che oggi la provincia rivendica con orgoglio e che punta a lasciarsi definitivamente alle spalle l’ultimo, scomodo posto nelle classifiche della crescita. “Abbiamo smesso di sentirci periferia dimenticata”, spiega ai microfoni de l’Attacco Giuseppe Nobiletti Presidente della Provincia di Foggia. “Alla BIT si è respirato uno spirito che va oltre la singola manifestazione: uno spirito di squadra vero, un’aria di intesa che nelle edizioni precedenti non era così evidente. Oggi la Capitanata ha una visione comune. Un cambio di passo che cammina in parallelo con la nuova strategia regionale. Per la prima volta la provincia può contare su dieci consiglieri regionali e su due assessorati chiave, turismo e trasporti, leve decisive per lo sviluppo. Ma soprattutto su una linea politica chiara: riportare al centro le aree interne, i borghi, i territori rimasti troppo a lungo ai margini. Non si tratta di slogan”, sottolinea Nobiletti. “La Regione Puglia sta mettendo in campo strumenti concreti per accompagnare i piccoli comuni verso un vero percorso turistico. È una svolta strutturale, non una vetrina”. E alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano ogni zona della provincia si è resa protagonista. Il Gargano si è proposto come destinazione completa, capace di andare oltre il turismo balneare. Borghi, spiritualità, natura e cultura diventano elementi di un unico racconto che punta alla destagionalizzazione e all’esperienza autentica. “La sinergia tra costa ed entroterra è la vera chiave del futuro”, spiega il presidente della Provincia. “Grazie agli strumenti che verranno attivati dall’assessorato al Turismo possiamo costruire un’offerta integrata, capace di rendere il territorio competitivo tutto l’anno. Le prospettive sono decisamente positive”. I Monti Dauni emergono come risposta concreta all’overtourism delle mete più affollate. Un turismo fatto di radici, silenzi, tradizioni e accoglienza diffusa. “Per troppo tempo le aree interne sono state considerate un problema”, osserva Nobiletti. “Oggi sono una risorsa enorme. Qui c’è l’anima della nostra terra e una grande opportunità di sviluppo sostenibile”. Il Tavoliere si racconta attraverso il cicloturismo, il paesaggio agricolo, l’enogastronomia e le esperienze rurali che si connettono al mare. “Cerignola che punta sul cicloturismo è un segnale fortissimo”, dice Nobiletti. “Significa cambiare narrazione: basta parlare solo di cronaca nera. C’è una provincia che lavora, investe, innova e vuole raccontarsi in modo diverso”. Un elemento che ha colpito tutti è stata la presenza costante, dell’assessore al Turismo Graziamaria Starace in ogni panel, senza neanche possedere il dono dell’ubiquità, segno della grande attenzione che l’assessorato ha deciso di riservare ad ogni angolo della Puglia, dalle mete più rinomate a quelle che sino ad oggi hanno vissuto all’ombra e che meritano finalmente un posto al sole. “È un segnale concreto di ascolto e attenzione”, sottolinea il presidente della Provincia. “Così come è stato fondamentale dare spazio allo showcooking e alle esperienze: oggi il turismo passa dall’identità, dal cibo, dalla cultura vissuta”. La strategia regionale punta a far crescere le destinazioni già forti, ma soprattutto ad accompagnare quelle più fragili. “L’obiettivo è non lasciare nessuno in dietro”, ribadisce Nobiletti. “Rendere più capaci i territori che funzionano e sostenere quelli in difficoltà per portarli allo stesso livello”. La BIT segna per la Capitanata un vero punto di svolta. Non più comuni isolati, ma una rete territoriale che marcia compatta verso un obiettivo chiaro: diventare uno dei motori dello sviluppo turistico pugliese. “Mai come in questo momento possiamo creare una sinergia così forte”, conclude Nobiletti. “Stiamo lavorando tutti per la Regione Puglia con uno spirito nuovo. Se continuiamo su questa strada, la Capitanata può davvero rilanciarsi e tornare protagonista”. A rendere concreta questa svolta è stata soprattutto la partecipazione ampia e corale dei comuni foggiani, mai così numerosi e coordinati in una grande manifestazione internazionale. Il Gargano ha raccontato se stesso come destinazione unitaria grazie alla presenza congiunta di Cagnano Varano, Ischitella, Carpino, Monte Sant’Angelo e Vico del Gargano, affiancati dalle perle costiere Peschici, Manfredonia e Vieste. Un territorio che ha puntato su borghi autentici, turismo delle radici, cammini spirituali, natura incontaminata ed esperienze culturali capaci di andare oltre la stagionalità balneare. Parallelamente, i Monti Dauni hanno portato in scena una delle proposte più innovative dell’intera BIT: quella del turismo lento e della qualità della vita. Troia e Lucera hanno fatto da capofila a una rete che coinvolge Accadia, Alberona, Anzano di Puglia, Biccari, Bovino, Casalnuovo Monterotaro, Castelluccio dei Sauri, Castelluccio Valmaggiore, Celenza Valfortore, Faeto, Motta Montecorvino, Panni, Pietramontecorvino, Rocchetta Sant’Antonio, Roseto Valfortore, San Marco la Catola, Volturara Appula e Volturino. Borghi che hanno puntato su accoglienza diffusa, natura, tradizioni, enogastronomia locale e turismo esperienziale come nuova frontiera dello sviluppo sostenibile. Un racconto potente, capace di intercettare quella fascia di viaggiatori sempre più interessata all’autenticità dei luoghi e al contatto diretto con le comunità locali. Anche il Tavoliere ha mostrato un volto nuovo, lontano dagli stereotipi. Cerignola, Zapponeta e Stornara hanno legato il turismo rurale al cicloturismo, alle produzioni agricole di eccellenza e al rapporto diretto tra campagna e mare, costruendo un’offerta che valorizza paesaggi, mobilità dolce ed esperienze a contatto con la terra. Nell’Alto Tavoliere, il sistema culturale ha messo in rete San Severo, Apricena, Chieuti, Poggio Imperiale, San Paolo di Civitate, Serracapriola e Torremaggiore, puntando su patrimonio storico, castelli, tradizioni popolari e percorsi culturali capaci di attrarre visitatori tutto l’anno. Un mosaico territoriale che per la prima volta ha parlato una lingua comune: quella della cooperazione e non della competizione. “È questo il vero salto di qualità”, ha sottolineato più volte Nobiletti nel corso degli incontri. “Abbiamo capito che da soli si resta piccoli, insieme si diventa sistema. La Regione ci sta accompagnando proprio in questa direzione: rendere forti le destinazioni già strutturate e aiutare quelle più fragili a crescere e la presenza costante del l’assessorato regionale al Turismo in tutti i panel ha rafforzato la percezione di una strategia condivisa e concreta. Non solo promozione, ma costruzione di prodotto turistico, formazione degli operatori, infrastrutture materiali e immateriali”. A colpire è stato anche l’uso delle esperienze come strumento di racconto: showcooking dedicati alle eccellenze locali, degustazioni identitarie, narrazioni dei territori attraverso il cibo, la musica e le tradizioni popolari. Un modo moderno di fare turismo, capace di trasformare il visitatore in viaggiatore consapevole. In questo scenario la Capitanata non appare più come somma di singoli comuni, ma come una destinazione articolata e completa, in grado di offrire mare, montagna, borghi, cultura, spiritualità, enogastronomia e natura in un unico grande racconto. Una trasformazione che intercetta pienamente la nuova domanda turistica internazionale, sempre più orientata verso autenticità, sostenibilità ed esperienze immersive. La BIT, per la provincia di Foggia, non è stata quindi soltanto una vetrina, ma il simbolo di una nuova stagione. Quella di una comunità che ha ritrovato entusiasmo, orgoglio e capacità di fare squadra. Una Capitanata che non si accontenta più di inseguire, ma che ora vuole correre.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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