La villa torna viva e Borgo Mezzanone si interroga: agricoltura e rigenerazione come chiave per riscatto locale

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La villa comunale di Borgo Mezzanone è tornata ieri ufficialmente alla comunità. L’inaugurazione restituisce alla borgata uno spazio pubblico che per anni aveva smesso di essere un luogo di incontro, trasformandosi in un vuoto urbano. È un ritorno che ha il sapore di una ripartenza, perché proprio in quella villa, pochi giorni fa, si è svolto il seminario “Agricoltura e rigenerazione urbana: l’identità della terra per il riscatto del territorio”, un appuntamento che ha provato a intrecciare due dimensioni spesso considerate distanti: la pianificazione urbana e il mondo agricolo, cuore produttivo dell’agro sipontino. La scelta della location non è stata casuale. Lo racconta Michele Cifaldi, presidente della Pro Loco di Borgo Mezzanone, che ha organizzato l’incontro nell’ambito del progetto PNRR ‘Stazione di Posta’. “Abbiamo voluto farlo in villa, anche se non era lo spazio più comodo, perché da un anno stiamo cercando di riportarla all’uso. Era in uno stato di abbandono, ma con un po’ di attività si sta ricominciando a viverla”. La villa che, al pari della borgata, prova a rialzarsi e assurge a punto di partenza per una riflessione più ampia sul rapporto tra identità, agricoltura e rigenerazione. Al seminario hanno partecipato il consigliere regionale Antonio Tutolo, presidente della IV Commissione Attività produttive, agricoltura e turismo; il consigliere regionale Giulio Scapato, vicepresidente della I Commissione Bilancio e programmazione; l’assessore alla Rigenerazione urbana del Comune di Manfredonia, Gianni Mansueto; e l’assessore allo Sviluppo economico, Matteo Gentile. In platea, tre aziende agricole del posto, tra cui l’Oleificio Cericola, realtà storica e silenziosa ma di grande peso nel panorama produttivo locale. Il tema centrale era il ruolo dell’agricoltura nell’economia del territorio. “In quell’area, l’agricoltura è probabilmente il settore centrale e rappresenta l’intero agro di Manfredonia – ricorda Gentile a l’Attacco -, con una forte presenza di imprese”. Una presenza che, però, non sempre trova adeguato supporto istituzionale, soprattutto su questioni come l’acqua, la trasformazione dei prodotti, la commercializzazione e la capacità di competere con mercati sempre più aggressivi. Gentile ha illustrato le opportunità offerte dai nuovi bandi regionali per gli investimenti produttivi agricoli, che finanziano ammodernamenti, macchinari, impianti irrigui innovativi e interventi energetici. “È un bando molto interessante, che può arrivare fino all’80% a fondo perduto, e addirittura al 100% per i giovani agricoltori sotto i quarantuno anni”, spiega. Un’occasione che molte aziende del posto sembrano intenzionate a cogliere, soprattutto in un momento in cui i prezzi di olio e grano rischiano di crollare sotto la pressione dei mercati internazionali.

Ma il nodo più urgente resta quello dell’acqua. “Il Comune su questo tema non ha competenze dirette – chiarisce l’assessore allo Sviluppo economico - ma la Regione sta intervenendo con la legge 7 del 2025, che regolarizza i pozzi, lo strumento principale per irrigare i campi”. 

Una questione che a Borgo Mezzanone pesa più che altrove perché, come evidenzia Cifaldi, “non abbiamo le bocchette per l’acqua dei terreni. Per la trasformazione dei prodotti serve acqua potabile, e per anni il Comune di Manfredonia faceva arrivare le autobotti, ma poi il servizio è stato dismesso perché troppo costoso”.

Accanto ai problemi strutturali, emerge anche un tema culturale: la scarsa propensione alla cooperazione tra aziende. “Siamo restii a fare sinergia - ammette Cifaldi riportando le parole dell’Oleificio Cericola -. I colossi si mettono insieme e fanno mercato. Noi no”. Una mancanza di coesione che indebolisce la capacità di valorizzare i prodotti locali, soprattutto in un contesto in cui le etichette non sempre tutelano la qualità italiana. “Un conto è produrre e trasformare qui, un altro è mischiare olio importato e dire che è italiano”.

Sul fronte della rigenerazione urbana, l’assessore Gianni Mansueto ha provato a costruire un ponte tra pianificazione e agricoltura. “Ho cercato di spiegare come la rigenerazione urbana possa essere uno strumento utile anche per l’agricoltura, ad esempio declassificando aree edificabili in aree agricole, assegnando terreni a cooperative o privati, o realizzando orti sociali e urbani”. Mansueto aggiunge che alcune associazioni hanno già manifestato interesse per interventi nella villa comunale, depositando un’istanza che sarà valutata nell’ambito del Piano strategico di riqualificazione dei quartieri.

Un piano che, però, ha tempi lunghi. “Ho detto chiaramente che se ne parlerà del 2027. È inutile prendersi in giro: quest’anno il 15% degli oneri di urbanizzazione sarà destinato ai progetti pilota di urbanistica tattica, e la prima istanza protocollata riguarda l’area dell’oratorio San Michele. Borgo Mezzanone verrà negli anni successivi, seguendo l’ordine cronologico”. Una prospettiva che non scoraggia la comunità locale, consapevole che la rigenerazione richiede tempo, ma anche continuità e ascolto.

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