Comparti Manfredonia, recinti e barriere: “Un fatto culturale, si possono avviare processi per risolverlo”

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Appare chiaro che questi primi interventi “colorati” non riscuotono il suo consenso. Eppure, tra i propositi dichiarati, c’è quello di favorire i momenti di aggregazione. E lei conosce bene le sfaccettature dello stare insieme e crescere nella reciprocità.
Cosimo Severo: Nei render, ci sono bambini e famiglie. In quella via, già adesso ci giocano i bambini. Probabilmente gli stai togliendo uno spazio per giocare, perché se metti le panchine non possono farlo più come prima. Non si sta guardando quello che già accade. Questa città ha all’interno dei fatti che accadono, delle azioni che avvengono, dei soggetti che agiscono. E c’è un’Amministrazione che - senza molta differenza da quello che è successo nel passato - tende a voler affermare una propria idea senza guardare quello che sta già succedendo.

È un po' come dire che la voglio far affermare, perché sarà un’idea che potrò rivendermi per le prossime elezioni. Invece, è necessario guardare quello che sta accadendo e mettere a frutto magari quello che già succede. Non si riesce a fermarsi un attimo per chiedersi che tipo di comunità vogliono intercettare, che cosa stanno provando a fare? Quei cittadini che si prendono cura delle parti pubbliche nei Comparti, per esempio, perché lo fanno? Per quale motivo? Per sicurezza, per evitare gli incendi, per il decoro, perché vogliono stare in un posto un po' più bello. Basterebbe solo questo per non morire di depressione nei Comparti?

Se ne parla da sempre, però mai abbastanza. Conosce quella realtà?
C: Certo che la conosco. Non ci si saluta, nei Comparti non c’è vicinato. Ci vivo da una decina d’anni, e non è cambiato nulla. Ci sono dei luoghi che sono abbandonati. E si parlava di queste cose più di 10 anni fa: nel 2014, al tempo di Made of Limestone. Si parlava dei recinti dei Comparti. Adesso c’è una nuova moda, perché non bastano più i recinti. Ora c’è una parte di cemento e una parte di ferro, quindi si intravede appena attraverso. Per evitare che io veda dentro, adesso si coprono con lamiere. Poi c’è qualcuno che ha cementato anche la parte superiore. Perché? È un fatto culturale che non si può risolvere dall’oggi al domani. Però si possono avviare processi. Quali sono? Ad un certo punto, mi piacerebbe che la politica cominciasse a farsi domande pubbliche, piuttosto che provare a dare continuativamente soluzioni semplici. L’abbiamo imparato: la politica è brava ad affrontare cose semplici. Ma sa farsi le domande complesse? E queste domande le sa fare in pubblica piazza? Non lo so.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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