Prosegue il botta e risposta tra i dirigenti provinciali di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Udc, dopo l’ultima sconfitta del centro destra alle comunali di Cerignola.
L’ennesima replica al meloniano Giandonato La Salandra arriva da Raffaele di Mauro e Francesco D’Innocenzo, segretari provinciali FI e Udc.
“Ormai sembra di leggere un romanzo. Un’opera che potremmo definire il ‘Giandonato furioso’ richiamando il poema cavalleresco dell’Ariosto – dichiarano i due -. La Salandra non si arrende agli eventi e crea con le sue analisi politiche delle proiezioni alternative della realtà. Apprendiamo dalle colonne de l’Attacco che una eventuale candidatura di Antonio Grillo sarebbe stata in perfetta continuità del governo Metta. Che con la risposta data, alla lettura politica del risultato elettorale fatta da La Salandra, i coordinatori cittadini di FI e Udc avrebbero ‘girato le carte’. Che Grillo e Lasalvia volevano essere candidati, senza avere i voti, per essere rappresentanti di un processo di continuità con una amministrazione sciolta per mafia; parole sue. E infine che Fratelli d’Italia non ha bisogno dei voti di Forza Italia e Udc”.
“Ecco – aggiungono di Mauro e D’Innocenzo -, se l’ennesima analisi fantasiosa del ‘Giandonato furioso’ non facesse sorridere ci sarebbe da piangere. Se La Salandra ci avesse detto prima che non eravamo importanti per lui e per Fratelli d’Italia magari avremmo compiuto altre scelte. Perché su una cosa La Salandra ha ragione: Grillo e Lasalvia non erano convinti della bontà della candidatura di Giannatempo. Ci avevano ben detto che con quella candidatura saremmo stati poco attrattivi, che avremmo perso dirigenti storici come Vitullo e Curiello, che non saremmo stati davvero alternativi a Metta. Avevano espresso la volontà di correre una partita in solitaria, di provare a coinvolgere il civismo di centro di Decosmo. Volevano rappresentare qualcosa di diverso da Metta senza la necessità di guardare al passato, avevano voglia di intercettare non solo il voto numerico, che racconta – è giusto ricordarlo a La Salandra – non la verità, ma tante verità, comprese quelle meno nobili, ma anche il voto di opinione che a Cerignola voleva raccontare una storia diversa. Invece no!”.
Le segreterie provinciali hanno mantenuto fede a quello che era l’impegno con la coerenza, la coerenza dell’appartenenza al centrodestra, ricordano ancora i due politici. “Le segreterie provinciali hanno imposto la partecipazione nel recinto tradizionale e l’accettazione della candidatura di Antonio Giannatempo, che - differentemente da quello che fa La Salandra con noi – ringraziamo per lo sforzo profuso. Forza Italia e Udc, dunque, non hanno nulla da rimproverarsi sotto il profilo della correttezza nei rapporti con i partner di coalizione, poiché hanno messo da parte l’interesse alle proprie percentuali – che sarebbero state certamente più alte con qualsiasi altra scelta – a favore dell’interesse politico collettivo del centrodestra; hanno messo da parte le ambizioni - pur legittime dei propri uomini – per tutelare l’unità della coalizione. Non ci saremmo aspettati un grazie da parte di Fratelli d’Italia consapevoli che la riconoscenza è il sentimento del giorno prima, ma neanche di dover leggere un poema come questo in cui a causa della triste realtà il protagonista perde il senno e distrugge tutto ciò che lo circonda fino a quando esausto non si stende nudo nel bosco senza dormire e mangiare per tre giorni. Ma tant’è”.
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