Quanto peserà l’effetto Conte in Puglia? L’ex premier è candidato nel collegio di Foggia, sua terra natia, e ciò è destinato a fare da traino al risultato elettorale del M5S il 25 settembre. Ma in che termini, ovvero con quale forza, è tutto da verificare. Ci riprovano il senatore foggiano Marco Pellegrini (uninominale Camera) e la senatrice torremaggiorese Gisella Naturale (uninominale Senato).
Mentre nel plurinominale Foggia-BAT dopo Conte ci sono in lista la deputata sanseverese Carla Giuliano e il suo collega foggiano Giorgio Lovecchio, seguiti dalla ex consigliera comunale viestana Mariateresa Bevilacqua (che era stata molto critica col M5S nei mesi scorsi prima di esser candidata alle politiche).
Lovecchio si dice fiducioso.
“La scelta di Conte di correre da soli andava fatta necessariamente dopo quello che è stato detto da Letta, è stato il M5S ad essere maggiormente danneggiato dalle varie alleanze fatte negli scorsi anni. Quindi la decisione di Conte per me è giustificata e vincente, ci ha favoriti presso l'elettorato”, afferma a l’Attacco.
“La gente, in ogni piazza in cui Conte si recava, chiedeva di uscire dal governo Draghi. Non aveva senso restare dove il primo partito di maggioranza relativa non veniva nemmeno ascoltato. Noi abbiamo Conte candidato anche nel nostro collegio di Foggia e farà di certo la differenza, i cittadini lo amano. Conte ha un seguito personale rilevantissimo. Quanto ai sondaggi nel 2013 ci davano al 15-16% e ottenemmo il 25%, mentre nel 2018 ci davano al 20-21% e arrivammo al 33%. Dunque ci credo molto poco”.
Rispetto alla folta pattuglia eletta nel 2018 quanti candidati il M5S potrà portare stavolta in Parlamento?
“In provincia di Foggia credo che potremmo eleggerne un paio, ovvero uno alla Camera e uno al Senato. Se il M5S andrà bene, superando il 18%, in Puglia potremmo ottenere 5-6 parlamentari alla Camera e due al Senato. Io sono ottimista per natura. Se Conte dovesse scattare in un altro collegio io diventerei il secondo e avrei buone possibilità di essere rieletto. In base all’attuale legge elettorale, infatti, si viene eletti nel collegio plurinominale in cui si è preso il minor numero di voti”.
E’ chiaro che per l’avvocato di Volturara Appula, cresciuto a San Giovanni Rotondo, il collegio di Foggia non potrà mai essere quello dei minori consensi.
“Questa campagna elettorale è molto breve e mediatica”, analizza ancora Lovecchio. I cittadini vedono di buon occhio Conte, ne apprezzano la politica e il modo di fare, non ha perso consensi anzi per me li ha raddoppiati, per quanto la stampa non ci sia favorevole e nemmeno i sondaggi”. Non paiono esserci ripercussioni negative in Capitanata dopo l’addio del ministro Luigi Di Maio e l’approdo della deputata Marialuisa Faro (sannicandrese d’adozione) in Impegno Civico. Gli attivisti che le erano vicini non hanno seguito Faro, nemmeno a San Nicandro dove pure era stata l’artefice dell’elezione del sindaco Vocale grazie all’alleanza Pd-M5S e dove esprimeva l’assessora Daniela Carbonella (parente del marito). “Non ci sono stati attivisti che hanno seguito Faro, anzi. E’ stata hanno molto criticata la scelta di Di Maio, è apparso evidente che è dipesa da mire personali. Col suo comportamento ha determinato il recupero dell'entusiasmo tra i nostri attivisti, che si sono nuovamente riuniti dopo il momento di sbando che era stato creato dalle tensioni tra Conte e Di Maio. Ora ci sono di nuovo unità e coesione. Quanto all’elettorato, alla gente non piace il tradimento e quindi è rimasta con noi del M5S”, conclude Lovecchio.
Oltre al traino di Conte resta da capire che ne sarà dell’asse con Michele Emiliano, che anche nelle scorse ore, a Ceglie Messapica, ha confermato il proprio solido rapporto coi pentastellati. Secondo Emiliano se Pd, M5S e centrosinistra avessero fatto un'alleanza giallorossa, fortemente voluta in Puglia dal governatore della Regione Puglia, il centrodestra sarebbe uscito sconfitto da tutti i collegi. “E probabilmente persino Fratelli d’Italia, che avrà come partito un grande risultato, non avrebbe portato a casa un granché”, ha aggiunto. “I 5Stelle sono parte della mia alleanza e, siccome stanno governando bene la Puglia dentro la coalizione progressista, non ho alcuna intenzione di fare a meno di loro. Continuerò a lavorare in Italia per una convergenza tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, perché questo è un elemento centrale a tutela della democrazia nel nostro Paese”.
Sulla stessa linea l’assessora regionale al welfare Rosa Barone, che rispondendo alle critiche legate alla rottura dell’alleanza nazionale col Pd ha puntualizzato che in Puglia l’accordo è direttamente col presidente Emiliano.
Reggerà tale intesa anche rispetto alle comunali di Foggia del 2023? Il M5S potrebbe schierare uno tra Barone, Pellegrini (qualora non rieletto) e l’europarlamentare Mario Furore. Chi conosce Emiliano scommette che sarebbe capacissimo di sponsorizzare presso il Pd e il centrosinistra un candidato sindaco pentastellato garantendogli pieno appoggio. Ma solo dopo le politiche si potrà cominciare a comprendere quante possibilità abbia una simile prospettiva di venir concretizzata.
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