Comune di Foggia, ci prova Ciarambino. “L’azzurro è molto apprezzato ma dovrà vedersela con altri nomi del centrodestra”

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Dal 26 settembre, dunque tra pochi giorni, a Foggia si inizierà a ragionare seriamente delle elezioni comunali che vedranno il ritorno al voto nel capoluogo. Scadrà il 25 febbraio 2023 il mandato della commissione straordinaria (Magno, Giangrande, Grandolfo) insediatasi al Comune di Foggia il 26 agosto 2021 a seguito del verdetto sulle infiltrazioni mafiose a Palazzo di città. La durata dell’incarico è stata fissata inizialmente in 18 mesi ma si dava per scontato che, come avvenuto per tutti gli altri 4 Comuni di Capitanata sciolti per mafia, anche per il capoluogo daunio ci sarebbe stata la proroga a due anni, con la conseguenza che il ritorno alle urne dei cittadini sarebbe avvenuto in autunno, magari a novembre (come Manfredonia, in cui si votò a novembre 2021).

E invece la caduta del governo Draghi e le politiche del 25 settembre lasciano presagire un avvicendamento al Viminale: secondo l’ex giudice di Corte d’appello Salvatore Russetti l’ipotesi della proroga verrebbe in tal caso meno, senza Lamorgese ministra, e prenderebbe invece quota l’opzione del voto già ad aprile 2023. Ma anche altri analisti locali hanno il sentore che la proroga – pur chiesta dai commissari – possa non esserci. Ebbene, negli opposti schieramenti da tempo si lavora a candidati che rassicurino l’elettorato e lo Stato: personalità che riconnettano la politica cittadina sotto l’aspetto della legalità e della lotta alla mafia, che provengano dal meglio della società civile e delle professioni, come pure da quanto di più intonso sia rimasto nei partiti.

A destra è disponibile il penalista e dirigente FI Tonio Ciarambino, mentre nel Pd ha velleità l’avvocata quarantenne Valentina Lucianetti (figlia dell’ex pm Massimo). Due nomi che proveranno a superare le forche caudine dei rispettivi partiti e schieramenti. Mentre nel M5S, oltre a Rosa Barone e Mario Furore, spicca il senatore Marco Pellegrini, presidente del XV Comitato sulle mafie pugliesi nell’ambito della Commissione parlamentare antimafia.

Tutti sono concentrati sulle politiche ma c’è chi ha un occhio rivolto anche alle prossime amministrative del territorio, in particolare a Foggia, in vista della scadenza del commissariamento previsto, salvo proroghe, a febbraio, con la possibilità di votare già ad aprile.

La partita per eleggere il nuovo Sindaco del capoluogo vede tra i “papabili” Tonio Ciarambino, oggi candidato al Senato nel collegio plurinominale unico pugliese con Forza Italia.

“Saremo sicuramente tra i protagonisti – ha confermato l’azzurro a l’Attacco -, quanto a me, non può che far piacere ed è un onore pensare che i foggiani possano individuare nella mia persona un candidato idoneo a soddisfare le esigenze amministrative di una città difficile ma bella. Non sono l'unico, ci sono tanti candidabili, forse anche migliori di me ma credo che il centrodestra si contraddistingua per la democrazia partecipata. Il candidato Sindaco non verrà scelto per potere divino ma dovrà trovare la condivisione di un tavolo sinergico al quale si dovranno sedere necessariamente tutti i possibili protagonisti della vita amministrativa della città e io potrei essere uno di quelli. Ma non devo essere battezzato adesso anche perché, come si dice, quando si entra in conclave Papa poi se ne esce sempre cardinale”.

Avvocato civilista e penalista, 60enne, foggiano, Ciarambino ha ricoperto e ricopre ruoli di prestigio in Capitanata: già presidente dell’Ordine degli avvocati di Foggia, presidente della commissione centrale per gli esami di Stato da avvocato, è stato componente del nucleo di valutazione richieste di accesso ai fondi di solidarietà antiracket e antiusura presso la Prefettura di Foggia, componente dell’Osservatorio per la legalità, la sicurezza, il contrasto e l’emersione dei fenomeni di criminalità economica presso Confindustria Foggia e consigliere in Camera di Commercio

La sua formazione politica, orientata a destra, parte nello studio legale di Paolo Agostinacchio dove ha esercitato la professione. Di fatto lo sostituisce per i 9 anni durante i quali Agostinacchio è stato Sindaco di Foggia. Nel frattempo si rafforza la sua amicizia con l’azzurro Dario Damiani e Ciarambino diventa di fatto il legale di riferimento del centrodestra. Arriva poi anche un incarico, che ancora riveste, e diventa responsabile regionale del dipartimento giustizia di FI a cementare il suo rapporto con il partito di Berlusconi. Fino alla sua candidatura in Senato l’avvocato è stato considerato un tecnico, ora invece si appresta a diventare un rappresentante politico di rilievo. Ciarambino è molto stimato in Forza Italia: colto, capace, convincente e soprattutto spendibile, sarebbe ben visto come Sindaco di Foggia.

Elementi di spicco del centrodestra foggiano confermano a l’Attacco l’apprezzamento che in generale raccoglie l’avvocato ma per parlare di candidature “bisognerà aspettare l’esito delle politiche. Sulla base dei risultati di ciascun partito si potrà iniziare a fare un ragionamento. Non va dimenticato peraltro che la situazione del capoluogo, dopo lo scioglimento del consiglio per infiltrazioni mafiose è molto delicata, rappresenta un handicap per il centrodestra e gli avversari utilizzeranno questo argomento per prevalere. Ecco perché tutti i partiti stanno facendo un lavoro certosino nella valutazione non solo del candidato Sindaco ma anche per la composizione delle liste, intercettando soggetti che possano essere al di sopra di ogni sospetto. Naturalmente cominciano a circolare alcuni nomi anche se al momento si sta costruendo più che altro un prototipo di candidato ideale, con una serie di caratteristiche a cui dovrebbero adattarsi le personalità”.

Come detto, nella scelta dei candidati molto inciderà il risultato che verrà fuori dalle urne e il fatto di militare in Forza Italia potrebbe penalizzare Ciarambino.

“Nel partito c’è l’incognita del segretario provinciale Raffaele Di Mauro che parrebbe essere molto deluso dalle candidature alle politiche, senza contare che qualcuno gli contesta il fatto che due anni fa, quando il centrodestra vinse le amministrative col Sindaco Landella, era il segretario di ben 9 consiglieri, alla fine, a consiglio sciolto, era rimasto solo lui. Ecco perché Ciarambino, pur essendo molto apprezzato si troverebbe nella condizione di dover contendersi la candidatura con altri nomi del centrodestra”.

Ad esempio, il designato da Fratelli d’Italia che non solo ha il vento in poppa su scala nazionale e potrebbe beneficiare dell’onda lunga del successo alle politiche ma avrebbe dalla sua la carta della condotta politica seguita nella maggioranza di Landella, nella quale ha sempre espresso posizioni critiche, se non contrarie all’azione di governo del Sindaco.

Quali siano poi le intenzioni di Ciarambino non è chiaro, se da Forza Italia qualcuno sostiene che la guida di Foggia non sia tra le sue ambizioni, dall’altro c’è chi ritiene l’avvocato molto interessato alla sfida, a patto però che sia il partito a chiedergli espressamente un suo impegno diretto.

Sarà (forse) tutto più chiaro tra qualche settimana.

Fabrizio Sereno e Cinzia Celeste

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