Annamaria Fallucchi è amareggiata e “dispiaciuta, anche a livello personale” per le dinamiche politiche che hanno portato alla mancata rielezione di Nicola Gatta. La senatrice garganica di Fratelli d’Italia è stata tra la più convinte sostenitrici - insieme all’establishment territoriale di Forza Italia (tra cui l’onorevole Giandiego Gatta e il segretario provinciale Raffaele Di Mauro) – della candidatura del presidente uscente. In molti, ora, si domandano, però, se Gatta fosse il nome giusto per tenere insieme le fila della coalizione e arrivare compatti alle urne, come pure se abbia senso scaricare le responsabilità della sconfitta a quella Lega, ormai debolissima in Capitanata, che aveva mostrato sin dall’inizio di non gradire il nome di Gatta (al pari degli azzurri Potenza e Dell’Erba). Ma Fallucchi non si sente responsabile nè colpevole.
“Non è stato assolutamente un passo falso, perché il risultato di Gatta si è rivelato strepitoso, contro tutte le aspettative e i pronostici che davano un centrodestra debole in Capitanata per via del fatto che almeno il 70% delle amministrazioni locali della provincia di Foggia è notoriamente a trazione di centrosinistra”, afferma la parlamentare a l’Attacco. “Persino alcune di queste amministrazioni hanno dimostrato, secondo ciò di cui parla il risultato del voto, di essersi avvicinate alla figura di Gatta. Abbiamo perso al fotofinish per uno scarto irrisorio di voti ponderati”.
Fallucchi ne è convinta: “I risultati dimostrano che Gatta fosse, effettivamente, il più forte candidato in assoluto che il centrodestra potesse schierare in questa competizione. La nostra coalizione mise ai voti la sua candidatura. FdI, Forza Italia e Udc ne appoggiarono la corsa elettorale, solo la Lega contrastò una simile convergenza. Dal primo momento non c’è stata divisione di intenti all’interno del centrodestra: la grande maggioranza della nostra coalizione non ha mai avuto il minimo dubbio sulla riconferma di Gatta quale candidato. Ciò al fine di garantire continuità al lavoro da lui egregiamente svolto nello scorso mandato. Un lavoro trasversalmente riconosciuto, che è anche il motivo principale per il quale ho sostenuto fortemente la sua candidatura. Infine, se in sede di concertazione interna fossero stati proposti nomi altrettanto validi per la vittoria del centrodestra alle provinciali li avremmo di certo tenuti in considerazione”.
Fallucchi, poi, sfata il mito secondo il quale Gatta potesse risultare inviso a parte dell’elettorato di centrodestra per via del suo civismo. “E’ sempre stato, storicamente, di centrodestra”, sottolinea la meloniana. “Io stessa lo ricordo al mio fianco in Forza Italia e nel Pdl per lunghi lustri. Gatta ha sempre votato per Raffaele Fitto, sostenendo, di più, la mia candidatura sia alle scorse regionali che alle recenti politiche. Certo, da presidente della Provincia ha dialogato con i governi nazionali che si sono avvicendati nel tempo, vale a dire gli esecutivi Conte e Draghi: è normale che abbia ricevuto proposte da altre parti politiche, ma, comunque sia, la verità è che non ha mai accettato candidature di altro colore, è sempre rimasto fedele al centrodestra”.
Per la senatrice di FdI, inoltre, “la candidatura 'civetta' del leghista Di Mauro” - frutto della mossa divergente di Potenza e Dell’Erba - ha portato ad un risultato elettorale "che lancia un messaggio distorto". “E cioè”, spiega, “che chi lavora bene, come ha fatto Nicola Gatta, alla fine debba essere silurato”. Anche per questo il rammarico di Fallucchi è ancor più grande.
La senatrice non dimentica neppure quando accadde a lei lo stesso dispetto, sempre ad opera dei medesimi attori, nel momento in cui si candidò alle regionali. “Questa volta amministrazioni come Apricena, Lesina e Manfredonia si sono svendute in modo ancor più evidente al centrosinistra di Michele Emiliano”, afferma tranchant la sannicandrese. “Quel ‘caffè corretto’ sotto Natale tra Raffaele Piemontese e il sindaco Potenza non era evidentemente così casuale come si voleva far credere. Mi spiace per Primiano Di Mauro, che è una bella persona, ma la verità è che le firme per la sua candidatura sono stato raccolte con l’aiuto del vicepresidente di Regione”.
Per Fallucchi, allora, personaggi politici come Dell’Erba e Potenza “andavano messi nell’angolo molto prima di ora dal centrodestra”. E sulla torsione del Sindaco Rotice? “Posso solo dire che, alle amministrative manfredoniane, Rotice era il candidato di Giandiego Gatta e la vittoria è stata dovuta soprattutto a quest’ultimo. I dati emersi da queste elezioni evidenziano come anche il Sindaco di Manfredonia non si sia riconosciuto nel centrodestra e stia giocando con altri. Mi dispiace solo per Giandiego per questa delusione avuta in casa”.
Ma ora si deve ripartire e FdI ci tiene a sottolineare l’unità interna. Non è un caso la foto dell’abbraccio tra Fallucchi e il deputato Giandonato La Salandra postata da quest’ultimo, cui il Gatta bis non piaceva affatto come ipotesi mesi fa, prima della convergenza con la collega di partito.
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