Numero uno di Articolo 1 in Capitanata negli scorsi anni, il quarantenne foggiano Gianluca Ruotolo è ora vicesegretario provinciale del Pd. L’Attacco lo ha intervistato.
Prima le comunali di Brindisi e poi le regionali di Molise hanno rappresentato una bocciatura per l’alleanza Pd-M5S. Cosa non convince l’elettorato?
Credo che i risultati delle elezioni amministrative siano in gran parte dovuti alle specificità locali, non farei di Brindisi un esempio nazionale. Per vincere i ballottaggi in tutta Italia bisognava spostare 10mila voti dal centrodestra al centrosinistra, una differenza davvero minima. Non sono quei numeri che possono spingere a valutare se un'alleanza funziona oppure no. Le elezioni regionali in Molise hanno rappresentano un dato più politico ma arrivavamo da una fortissima difficoltà, era assolutamente prevedibile la vittoria del centrodestra.
Anche quel risultato è slegato da una tendenza nazionale. La verità è che queste alleanze sembrano ancora troppo esperimenti fatti in laboratorio. Tra Pd e M5S non esiste un'alleanza che vive nei territori, nemmeno in Puglia dove si condivide il governo regionale. Ci siamo esercitati poco ad avere un'alleanza stabile che porti a ragionare insieme e fare proposte comuni. Ai tempi dell'Ulivo che quelle forze politiche si sedessero allo stesso tavolo era un fatto assolutamente consolidato e scontato. Peraltro, tolti il Pd e il M5S non ci sono altre forze nazionali strutturate con una consuetudine di confronto. Se non rimettiamo avanti temi e questioni su cui lavorare assieme diventerà difficilissimo far capire agli elettori che non si tratta di un mero accordo elettorale. Un'alleanza la digerisce magari l’elettore del Pd ma i 5Stelle – i cui militanti sono più liberi, slegati e irruenti - devi farli appassionare a qualche battaglia di cambiamento che giustifichi quell’alleanza.
Perché il tavolo non viene ancora convocato a Bari da Emiliano?
Non va vissuto con nessuna ansia. Dobbiamo esercitarci a capire qual è la proposta che condividiamo per la città, perché questo aiuterebbe a rendere più fluido il lavoro ai tavoli. Altrimenti è chiaro che tutto si riduce una scelta di convenienza, al ragionamento della percentuale che si guadagna o si perde. Abbiamo bisogno di mettere in campo una capacità di cambiamento superiore a quella richiesta in una situazione ordinaria.
Rispetto al 2021, quando era dato per morto, il centrodestra foggiano si sente rigenerato.
Sulla capacità rigenerativa del centrodestra nutro molti dubbi. Non capisco quali siano gli elementi di rigenerazione. Cambiano solo perché è diverso il candidato? E rispetto alla lettura di questi anni che dicono? Abbiamo avuto un sindaco arrestato con tante persone a lui vicine, uno scioglimento per mafia. Non bazzecole.
La risposta del centrodestra è che parleranno ai cittadini di quello che è avvenuto negli ultimi due decenni, dalle amministrazioni di centrosinistra Ciliberti e Mongelli in poi.
Non c'è dubbio che ci siano scelte che vanno contestate nel merito. La condizione della città è notevolmente peggiorata e a questo non si può rispondere soltanto con quanto avveniva decenni fa. Sette anni di Landella sono un periodo sufficiente per fare analisi. Serve tirare una linea netta e provare ad attuare un convinto che sia il più forte possibile.
E’ ottimista sull’alleanza coi contiani e al campo largo?
Stiamo sperimentando lo stare assieme col M5S, che è dentro un percorso di maturazione. Sono ottimista perché c'è un percorso in evoluzione che parte anche da Roma. Il clima nazionale favorevole al centrodestra e l’aumentata consapevolezza del ruolo a noi richiesto in questa città penso che ci spingeranno a proseguire sulla via dell'alleanza.
Rispetto a mesi fa, quando Conte ebbe il via libera da Emiliano, oggi il M5S sembra volersi defilare e far fatica a esprimere il candidato sindaco.
Sulla proposta del candidato sindaco il discorso rischia di essere un po' astratto. Era prematuro parlarne tempo addietro, non essendoci una modalità di stare assieme consolidata. Serve il nome più collegiale possibile e qualora il M5S avesse a determinazione di spendere una figura autorevole è chiaro che un percorso condiviso renderebbe questa scelta più naturale. Io ritengo l’ipotesi di candidato espresso dai 5S ampiamente sostenibile se è una figura coi giusti requisiti. Ma ora dobbiamo cimentarci nel confronto su idee e su idee comuni, un lavoro che nei tanti mesi passati non abbiamo fatto. Ciò aiuta a sminare i terreni pericolosi e a convincere quelli che sono più portati a guardare alla convenienza, al vantaggio personale. Tutte le forze che vogliono cambiare e che si sentono alternative al centrodestra devono stare con noi, mi riferisco anche ad Azione e Italia Viva. Sarei felicissimo di poter contare anche su di loro ma mi diventa difficilissima l'alleanza se mi dicono che a San Severo vogliono andare col centrodestra.
E Mainiero? Cercherete di avere una interlocuzione con lui?
Si è candidato a sindaco prescindendo dal lavoro di condivisione che stiamo portando avanti, non ha aspettato un programma comune. Evidentemente la questione della sua candidatura a sindaco rappresentava la priorità rispetto al lavoro che stiamo facendo e ciò ha reso intollerabile l'attesa.
Foggia è una città storicamente di destra. Pensate di poter vincere stavolta?
L’ottimismo che posso nutrire sul risultato delle comunali di Foggia non è frutto di quello che è accaduto dal 2021 in poi, ma è basato sul progetto di cambiamento che possiamo mettere in campo, che io ritengo possa essere di qualità. E’ vero che il trend nazionale favorevole al centrodestra inciderà ma io non lo definirei un voto ideologico. Il centrodestra sta passando la stessa fase che il M5S ebbe negli scorsi anni, una luna di miele. Hanno conquistato un voto il voto di chi ha più subito la crisi economica e sociale. Le scelte del governo nazionale, attuali e future, ci diranno se saranno in grado di mantenere quel voto. Io ritengo di no perché li vedo spalmati soprattutto sulle fasce più forti della popolazione. Foggia è una città storicamente di destra ma quante città rosse hanno cambiato segno? Alle amministrative non credo regga così tanto il voto identitario e non sono tanto convinto che ci sia un voto stabile in favore del centrodestra. Le europee ci diranno quanto e se saranno stati capaci di mantenere quell’elettorato.
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