Il consiglio provinciale è tornato a riunirsi - in modalità mista (con alcuni consiglieri in presenza ed altri in videoconferenza) - ieri mattina a Palazzo Dogana. Presenti il presidente Giuseppe Nobiletti e i consiglieri Roberto Augello, Antonio Zuccaro, Salvatore Prencipe, Tonio De Maio, Lucrezia Cilenti, Luigi Giurato, Giuseppe Mangiacotti, Michele Sementino, nonché la vicepresidente Nunziata Palladino. All’assise hanno partecipato anche il segretario generale Luigi Di Natale e le dirigenti dei Servizi finanziari e del Servizio Edilizia scolastica, rispettivamente Rosa Lombardi e Denise Decembrino. In tal composizione è stato dunque approvato il rendiconto di gestione per l’esercizio 2022 dell’ente, con i relativi allegati, e il rendiconto per l’esercizio finanziario 2022 della Scuola di Protezione civile della Provincia di Foggia.
Nel corso del suo intervento sul rendiconto gestionale riferito alla scorsa annualità, il presidente Nobiletti ha sottolineato come le entrate accertate nel corso del 2022 siano diminuite da un lato a causa del minor gettito riguardante le Rc Auto e l’Ipt, ciò a causa della riduzione delle immatricolazioni di nuove autovetture, dall’altro in ragione delle pervenute richieste di rimborso del Canone unico patrimoniale. Il presidente, però, ha altrettanto sottolineato che l’ente non ha inteso attivare il piano di equilibrio finanziario pluriennale poiché non risulta essere strutturalmente deficitario.
Tra i dati sottolineati da Nobiletti nel quadro del rendiconto di gestione del 2022 (“che è un raffronto – ha spiegato – tra il bilancio di previsione e le attività svolte nello stesso anno”) emergono i circa 3,8 milioni di avanzo libero che l’attuale amministrazione potrà riutilizzare nel prossimo bilancio. “Lo approveremo prima possibile – ha evidenziato su quest’ultimo aspetto il numero uno di Palazzo Dogana. E comunque tassativamente entro e non oltre dicembre di quest’anno”.
E’ stato inoltre snocciolato l’ammontare del fondo contenziosi (circa 5 milioni e 600mila euro): “Un fondo cospicuo che l’ente ha necessità di mantenere – ha detto il presidente – fino a quando la Provincia di Foggia non si doterà di un’assicurazione per i sinistri stradali, che rappresentano il maggior numero di contenziosi in capo a Palazzo Dogana. Su questo versante abbiamo in animo di emettere un bando per cercare una copertura assicurativa”.
Tempi duri, allora, si preannunciano per le casse dell’ente, chiamato ad amministrare con un -20% di risorse rispetto al passato, a causa del venir meno di 4 milioni di euro di gettito derivante, come detto, dalla contrazione del mercato delle auto, e di altrettanti 4 milioni che spariscono sul versante Cosap a causa di una sentenza del Consiglio di Stato che porta a regime forfettario i tributi inerenti le occupazioni del sottosuolo da parte dei soggetti privati produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili. Nonostante ciò, nel consiglio provinciale di ieri, sono state approvate le modifiche al regolamento per l’istituzione e la disciplina del Canone unico patrimoniale, giusta deliberazione del consiglio provinciale n. 9 del 25 maggio 2021. “Modifiche – ha illustrato ancora Nobiletti – che serviranno a recuperare almeno parte, e cioè circa 1 milione di euro, di ciò che perdiamo sulla Cosap, e che quindi introducono una tariffa fissa di 7,5 euro a metro quadro occupato”. Tale gettito extra - in attesa che la Cassazione si esprima sulla sentenza del Consiglio di Stato - verrà congelato nel bilancio in via d’approvazione (“così che l’ente non dovrà restituire soldi già spesi”, ha analizzato Nobiletti) nell’eventualità di ricorsi e impugnazioni legali sulla modifica del regolamento. Un provvedimento, quest’ultimo, sacrosanto per il presidente, “dal momento che le multinazionali dell’eolico installano i propri impianti in Capitanata, imbruttendo il territorio senza lasciare nulla in cambio, tanto meno in termini di nuova occupazione”.
Nobiletti si è poi soffermato su quanto già segnalato dall’Upi (Unione delle Province italiane) in una nota diffusa nelle scorse settimane, con la quale si denuncia che il fabbisogno degli enti provinciali dislocati sul territorio nazionale è scoperto del 50%.
“Servono circa 900 milioni per colmare questo vulnus generalizzato, una somma che per un governo non è neppure così gravosa. Nello specifico – ha proseguito il presidente della Provincia di Foggia - al nostro ente servirebbero almeno 40 milioni per una degna programmazione pluriennale che possa restituire ai cittadini di Capitanata servizi sempre più all’altezza su strade e scuole. Ecco perché - ha chiosato sul punto Nobiletti – ancor prima che alla riforma del sistema elettorale per la futura composizione degli esecutivi provinciali, giusta per carità, se fossi nel governo Meloni penserei però ad aumentare i fondi in dote a questi enti nonché, in parallelo, ad ampliare le competenze amministrative di essi”.
Sul finire della seduta sono stati riconosciuti come immediatamente esigibili, a seguito di sentenze giudiziarie, i debiti fuori bilancio (che pesano in totale per 3,9 milioni di euro sulle casse di Palazzo Dogana) per la somma complessiva di 405.858 euro in ragione di titoli esecutivi riguardanti sinistri stradali, appunto, nonché per l’annullamento di una cartella Tosap del 2012 e per un procedimento in materia ambientale sul quale la Provincia di Foggia è uscita sconfitta davanti al Tar.
Nel corso dei lavori sono intervenuti i consiglieri Augello e Mangiacotti.
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