Per la scelta del candidato sindaco alle amministrative d’autunno, nel campo largo dei progressisti foggiani lo scenario è in continua evoluzione ed ora si profila una sorta di reset. Rispetto, cioè, al pallino decisionale rivendicato negli scorsi mesi e infine assunto dal Movimento 5 Stelle. Una rivendicazione in salsa “scegliamo noi il candidato del campo largo” che era stata corroborata, in simili termini, dal patto giallorosso sull’asse Emiliano-Conte all’indomani della stravittoria dei pentastellati sul territorio alle scorse Politiche.
Un patto, in sostanza, che attribuiva al Movimento il timone della coalizione per le comunali foggiane, poi però sgonfiato dalla prova del nove delle amministrative di Brindisi, in cui si è registrato il flop dei 5 Stelle in posizione di guida nell’intesa con il Pd. Pentastellati che, in ogni caso, attraverso i maggiorenti di Capitanata Mario Furore e Rosa Barone, negli scorsi giorni hanno infine calato sul tavolo dauno degli alleati di centrosinistra il nome della reggente provinciale dell’Ufficio scolastico regionale, Maria Aida Episcopo (già assessore tecnico all’Istruzione nella giunta Mongelli). Un nome che, al netto della sua riconosciuta caratura culturale e professionale, è apparso sin da subito non riuscire a unire tutte le forze in campo, a causa di una ravvisata mancanza di esperienza politica tale da poter far presa sull’elettorato di Foggia.
Tanto che alcuni movimenti civici ambientalisti, piuttosto che i Verdi di Cangelli e Rizzi, sin da subito, e una volta di più nell’ultimo tavolo allargato del 2 agosto, hanno preso posizione esprimendo la propria preferenza in favore di Marcello Salvatori (imprenditore tra i pionieri europei dell’energia rinnovabile). Una candidatura, quella di Salvatori, di cui, proprio nella riunione allargata di mercoledì scorso, il Pd aveva tenuto a smentire la paternità. Una simile posizione del Partito democratico aveva dunque lasciato intendere a molti il via libera sull’operazione Episcopo (sostenuta anche dalla Comunità politica di Luciano Baneduce&Co, che fonde pezzi di civismo con la Sinistra italiana di Nobile). Ma, evidentemente, così non è, a giudicare dalla nota stampa diramata nel weekend dalla direzione provinciale del Pd. Che ora
spariglia le carte dei 5 Stelle rilanciando sul piatto della candidatura a sindaco del campo largo ben 4 nomi, con una sorta di Primarie informali, ovvero tutte interne al tavolo di concertazione.
La rosa di nomi indicati, allora, è composta da Episcopo; Salvatori; Pippo Cavaliere (sponsorizzato dal Psi ed ex candidato sindaco del centrosinistra che perse per una manciata di voti la sfida con Landella alle ultime amministrative); Antonio Montanino (sostenuto dai civici per Emiliano nonché già assessore provinciale e sindaco di Deliceto per due mandati).
Senza contare che tra le forze alleate c’è chi - proprio come Mino Di Chiara (segretario cittadino dei socialisti); Rosario Cusmai (coordinatore territoriale di Con Emiliano); ma anche gli esponenti del movimento civico La Società Civile – rema per proclamare ufficialmente le Primarie (tanto care al Pd) passando così la palla all’elettorato foggiano di centrosinistra per l’individuazione del candidato sindaco.
Tutto ciò se il tavolo allargato non dovesse riuscire a far sintesi al suo interno. I tempi stringono e prima di Ferragosto non è in programma un nuovo incontro di coalizione per cercare di addivenire ad un punto.
I 5 Stelle, però, non cambiano idea sul nome Episcopo e appaiono disposti ad andare avanti anche da soli. La spaccatura dell’alleanza giallorossa, dunque, potrebbe essere nelle cose se Furore e Barone confermassero l’indisponibilità a valutare insieme alle altre forze alleate ciascun singolo nome posto ora sul piatto: se, cioè, non fossero disposti a fare un passo indietro qualora la scelta di coalizione non dovesse ricadere sulla provveditrice agli studi.
“Siamo convinti della nostra scelta – ha dichiarato, ieri mattina a l’Attacco, la stessa Barone - anche perché il pallino della candidatura a sindaco era stato indicato da più parti nelle mani del Movimento: ricordo a proposito articoli in cui esponenti del Pd, ma non solo, dichiaravano di attendere l’indicazione di un nome dai 5 Stelle. Il nome, ora, l’abbiamo indicato, secondo noi di alto profilo, di grande capacità gestionale e amministrativa, nonché amato e riconosciuto dalla città, oltre ad essere una donna, cosa che per noi rappresenta un valore aggiunto. La nostra posizione resta netta, precisa e convinta. E’ ovvio che il Pd può ritenere di agire come meglio crede, sebbene sponsorizzi un unico campo largo. Ora, aspettiamo le mosse dell’altra parte. La nostra linea è più che tracciata e su essa procediamo, auspicando che anche il Pd e tutte le forze alleate convergano sul nome indicato dal Movimento. Restiamo correttamente in attesa di una loro risposta, come stabilito all’ultimo tavolo”.
Ma per Cusmai (in rotta di collisione con i 5 Stelle e con l’opzione da questi proposta): “Se si vuole un’alleanza, tutti i nomi siano degni di valutazione. In una coalizione è improponibile la ‘golden share’ di una forza sulle altre . Si tratta di 4 nomi di tutto rispetto - prosegue -. E’ chiaro che poi va trovata la convergenza su uno di essi. Ma la si trova solo attribuendo pari dignità ad ogni singolo nome del ventaglio sul piatto. Se il M5S vuol restare inamovibile sul nome Episcopo, ciò significa che non intende far parte di un campo largo. Noi – conclude Cusmai - condividiamo il metodo lanciato dal Pd, perché dà la possibilità di condividere i nomi e valutarli tutti insieme, sapendo che chi di essi non sarà candidato a sindaco dovrà comunque impegnarsi per la squadra, in maniera diretta, con un eventuale candidatura a consigliare, o indiretta. Per l’esclusivo bene della città. Ad un tavolo di coalizione non si possono imporre veti, si decide, tutt’al più, a maggioranza”.
Di Chiara, altresì, è contento che nella rosa di proposte al vaglio del campo largo sia stato inserito Cavaliere, caldeggiato dai socialisti da diversi mesi e sin dalla partecipata convention di partito al Samì. Di Chiara è convinto che l’ingegnere sia il candidato sindaco più giusto: “Alto profilo morale e ottima conoscenza della macchina amministrativa”, dice di lui il segretario cittadino del Psi. Secondo il quale, alla fine, una sintesi su uno dei 4 nomi si troverà, “ma solo se ogni forza in campo è disposta ad un passo indietro per farne due in avanti tutti insieme. Diversamente, in presenza di una spaccatura, così come di un candidato sindaco con poco appeal politico, si andrà incontro, con il vento nazionale in poppa alla destra, ad una terza sconfitta di fila del centrosinistra alle amministrative foggiane”. In tutti i modi, per Di Chiara, il metodo migliore, nonché il più lontano da faide interne al campo largo, restano le Primarie: “Se ogni forza al tavolo dovesse arroccarsi sul proprio nome, non si perda più tempo, siamo già all’8 agosto: si organizzino le Primarie. Idea che ribadiamo anche ora, dopo averla già lanciata mesi fa”.
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