Ieri mattina, a Bari, i responsabili regionali pugliesi, provinciali e alcuni parlamentari di FdI, Lega, Forza Italia, Noi Moderati, Udc, Nuovo Psi e Movimento Salento si sono riuniti per discutere dei programmi e dei candidati sindaci per le prossime amministrative a Foggia, dove si vota a ottobre, e poi Bari e a Lecce, dove si va alle urne la prossima primavera. Per il vicino orizzonte delle amministrative del capoluogo dauno, dalla riunione barese di ieri, ancora un nulla di fatto, in sostanza, sull’individuazione del candidato sindaco di coalizione. I beninformati fanno sapere a l’Attacco che, sul punto, si deciderà tra giovedì e venerdì a Roma, quando la questione sarà sottoposta al vaglio dei vertici nazionali di partito. Ieri, dunque, un’inutile carrellata informale di nomi e identikit che possano rispondere al mood “di alto profilo civico o politico".
La Lega starebbe continuando a sponsorizzare il suo segretario cittadino, Antonio Vigiano. Mentre il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giannicola De Leonardis, sollecitato da più parti, avrebbe declinato l’invito, anche se qualcuno pensa che la sua posizione potrebbe cambiare se fosse chiamato a scendere in campo direttamente dalla premier Giorgia Meloni (in questi giorni in vacanza in Puglia).
Per il resto c’è chi continua a sostenere che il nome del reumatologo Romano Bucci (con un padre tra i fondatori della destra foggiana), il quale ha confermato la sua disponibilità a candidarsi a sindaco, resti sul tavolo del nazionale; mentre l’avvocato Tonio Ciarambino (Forza Italia) sarebbe definitivamente fuori dai giochi, avendolo egli stesso fatto capire su facebook con un post pubblicato nelle scorse ore.
Tirata in ballo anche l’ipotesi (remota) dell’avvocato Gaetano De Perna; così come, per qualcuno, resterebbe ancora in piedi l’ipotesi del trasversale Leo Di Gioia (ex assessore in una giunta regionale di centrosinistra). E poi Fabio Porreca (già presidente della Camera di Commercio di Foggia nonché marito della senatrice di FdI, Annamaria Fallucchi) il quale, se c’è nella rosa di nomi papabili, continua a rimanere schermato dai maggiorenti locali di partito.
In questo marasma di versioni, la cosa che appare più chiara è che i meloniani - che rappresentano il partito di maggioranza relativa all’interno della coalizione di centrodestra - non abbiano ancora un nome sicuro da proporre agli alleati.
In tutti i modi, ieri in conferenza stampa, Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, ha spiegato nel corso della conferenza stampa che “abbiamo condiviso un programma e fatto la perimetrazione della coalizione che è compatta, coesa e che si accinge a scegliere i candidati sindaci a Foggia, Bari e Lecce. C’è una esigenza forte che ci viene richiesta dal territorio – ha sottolineato Gemmato - che è quella della contaminazione da parte del civismo, un civismo reale. In seconda battuta lo coinvolgeremo. Siamo convinti che le sfide siano all’assoluta portata, perché negli ultimi due capoluoghi al voto, Barletta e Brindisi, il centrodestra ha vinto in maniera netta e chiara, lì dove a Brindisi abbiamo battuto Pd e M5S insieme. C’è forte consenso da parte dei pugliesi per il centrodestra”.
“L’esperienza di Brindisi insegna che il centrodestra unito può battere Pd e M5S e che utilizzando il metodo che stiamo utilizzando qui non solo si può vincere ma si può anche ben rappresentare gli elettori", ha aggiunto Mauro D’Attis, commissario regionale di Forza Italia in Puglia, a margine del tavolo del centrodestra riunito a Bari. “La vittoria di Brindisi, inoltre, insegna - ha proseguito - anche che i partiti e i movimenti del centrodestra non sventoleranno candidati bandiera, non abbiamo necessità di fare strategie tra di noi, la nostra è una missione di responsabilità nei confronti degli elettori”.
Secondo quanto annunciato dai responsabili di partito e parlamentari pugliesi: “Il tavolo di centrodestra regionale e quello nazionale in pochissimi giorni arriveranno alla condivisione di un nome che guiderà il centrodestra a Foggia (entro il weekend la partita si chiuderà, ndr)”. Lo ha ribadito il senatore Roberto Marti, coordinatore regionale della Lega in Puglia, a margine dell’incontro.
“Abbiamo trovato una sintesi generale sul metodo - ha aggiunto - quindi è difficile che possiamo uscire da questo binario. Ripartiamo dal Comune di Foggia perché dobbiamo completare le liste. Su Lecce il metodo è quello dell’unione, stiamo lavorando su un programma condiviso”.
Con la collaborazione di Fabrizio Sereno
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