"Foggia, mai come questa volta, ha bisogno di fare uno scatto in avanti, a partire dai giovani. Foggia deve voltare pagina”. Lo ha dichiarato alla stampa il presidente nazionale Anci (sindaco di Bari e autorevole esponente nazionale del Pd) Antonio De Caro, in questi giorni in giro per la Capitanata per incontri istituzionali. Ma come voltare pagina, ripartendo dai giovani, se il Partito democratico di Foggia candida nella sua lista, per la corsa alle amministrative d’ottobre, soliti noti e stagionati volti della politica come Italo Pontone, Anna Rita Palmieri e Pasquale Dell’Aquila? Se lo chiedono, amareggiati, diversi simpatizzanti e personalità da sempre vicine ai dem di Capitanata, ascoltati sul punto da l’Attacco.
Pontone (medico del Don Uva), la cui candidatura per la corsa al consiglio comunale è data per certa anche se non ancora ufficializzata, “è stato già consigliere 5 o 6 volte – analizza una fonte -. Ha fatto anche l’assessore nel catastrofico mandato Ciliberti, prima all’Ambiente e poi ai Lavori pubblici. Tutti lo ricordano come ‘l’assessore delle somme urgenze’. La sua candidatura è grave. Mi chiedo poi quale contributo abbia portato alla città Anna Rita Palmieri durante la sua consiliatura nel governo Mongelli, se non spendersi ogni tanto per le promesse fatte ai portatori di voto. Dell’Aquila, infine, è candidato da una vita. Avrà corso alle comunali almeno 6 o 7 volte, eletto 3. Quando invece ai tempi del Pci si potevano svolgere solo due mandati, 3 in casi eccezionali. Dell’Aquila - conclude - non è una cattiva persona, ma politicamente è inconsistente”. Questo, in sostanza, il pessimo giudizio degli interlocutori di matrice dem de l’Attacco su simili candidature.
Candidature, almeno quelle di Dell’Aquila e Palmieri, ufficiali. Tanto che del primo campeggiano in città, già da diversi giorni, i manifesti 6x3 elettorali; mentre la seconda - per lungo tempo vicinissima all’ex assessore alle Politiche sociali Pasquale Pellegrino, “tra i fautori di quella politica pietistico-assistenzialistica” che per molti “ha contribuito a far sprofondare la città” – ha annunciato anche sui social la sua corsa per lo scranno da consigliera comunale scrivendo quanto segue: “L’onestà è la miglior politica. Da oltre 25 anni opero sul territorio al fianco dei cittadini. La buona politica è sempre stata una mia passione. Ho maturato oltre 8 anni di esperienza da consigliere comunale, cinque da consigliere circoscrizionale e ho costruito e portato avanti un’associazione contro la violenza sulle donne, attività in favore dello sport e tanto altro. Anche questa volta ho accettato con determinazione e rinnovato entusiasmo l’invito a partecipare ad un ambizioso progetto amministrativo che vuole restituire a Foggia la dignità e lo sviluppo che merita”.
Ma per qualche iscritto al Pd foggiano, tanto Palmieri, quanto Pontone o Dell’Aquila “possono mai essere fautori del rinnovamento di cui Foggia, dopo due anni di commissariamento, ha bisogno? Avendo loro, tra l’altro, consolidato il solito voto clientelare? Sono queste le candidature forti del Pd? Come interpreta un partito serio il cambiamento, di cui la città ha bisogno come il pane, in un momento tanto delicato? Così si volta pagina? Con questi nomi vecchi, senza qualità politiche? Quale voto d’opinione possono mai intercettare simili candidati?”.
L’indubbia qualità politica, almeno quella va riconosciuta, di Pontone, Palmieri e Dell’Aquila è quella, però, di essere, appunto, campioni di consensi alle urne. Gente che può garantire al partito un pacchetto di almeno 700-800 voti ad ogni tornata elettorale. Forse anche per questo la triade ai vertici territoriali, e cioè Raffaele Piemontese-Lia Azzarone-Davide Emanuele, deve aver deciso di candidarli pure questa volta. Venti di candidatura, inoltre, anche per gli stessi Azzarone ed Emanuele (rispettivamente ex segreteria provinciale e ora presidente regionale dem, che però avrebbe allontanato da sé l’ipotesi, e segretario cittadino del Pd, la cui corsa al consiglio comunale foggiano è data per scontata). Esponenti dem che, seppur più giovani e con meno incarichi istituzionali alle spalle, sono da molti considerati politici d’apparato. Dunque non in grado di imprimere appieno quella svolta radicale di cui la città necessiterebbe.
Simili nomi in lista, allora, lascerebbero poco spazio alle ambizioni di giovani in gamba, che pure, in qualche caso, il Pd cittadino annovera tra le sue fila. “Se il campo largo vincerà – riflette sul punto un iscritto di lungo corso - il Pd prenderà 5 o 6 seggi al massimo. Perché questa volta il bottino della maggioranza bisognerà dividerlo con i 5 Stelle e le altre liste civiche. Nel 2019, invece, c’era sostanzialmente solo il Pd a correre nel centrosinistra, con qualche ‘cespuglio’ attorno”.
E così alcuni giovanissimi dem, ritenuti politicamente promettenti, come Mario Cagiano e Alice Amatore, entrambi in odor di candidatura, potrebbero però, secondo i ben informati, far marcia indietro proprio perché delusi dal vecchio che avanza in lista.
Risultati: Comunali Foggia 2023
Affluenza totale: 60,40% - Sezioni scrutinate: 147 / 147 - Aggiornato al: 24/10/2023 - 05:59
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