Lista Pd, piovono critiche sul vecchio che avanza. Anna Rita non ci sta: “Porto un contributo importante”

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Sollecitata da l’Attacco, c’è la replica di Anna Rita Palmieri (candidata dem al consiglio comunale del capoluogo dauno) a chi, tra gli iscritti al Pd, nelle scorse ore ha manifestato su queste colonne delusione per la scelta del partito di far correre, anche questa volta, tanto lei, quanto Italo Pontone e Pasquale dell’Aquila, ritenuti “vecchi volti della politica che hanno coltivato nel tempo bacini di voti di natura clientelare e dunque inidonei al rinnovamento di cui Foggia, in un periodo delicato come questo, ha tanto bisogno”. Un’opinione condivisa anche da diversi simpatizzanti di lungo corso del Pd nonché da alcune personalità vicine al partito, già ascoltati sul punto da l’Attacco.

Se “la candidatura più grave” (non ancora ufficializzata ma alcuni rumors ne darebbero la certezza) è ritenuta quella di Pontone perché “è già stato consigliere 5 o 6 volte – analizza una fonte – e ha fatto anche l’assessore nel catastrofico mandato Ciliberti, prima all’Ambiente e poi ai Lavori pubblici: tutti lo ricordano come ‘l’assessore delle somme urgenze’”; anche sulla scelta del partito di far correre Dell’Aquila e Palmieri, con candidature ufficializzate già da alcuni giorni, non sono state lesinate critiche da un pezzo di popolo dem del territorio.

“Come pensa un partito serio come il Pd di interpretare il cambiamento? Con questi nomi vecchi, senza qualità politiche? Quale voto d’opinione possono mai intercettare simili candidati?”, alcune delle obiezioni raccolte da l’Attacco dalle voci ascoltate sul tema. Pontone, Palmieri e Dell’Aquila rappresentano per il Pd locale una grande macchina di consenso elettorale: si tratta di campioni di preferenze che possono garantire al partito un pacchetto di almeno 700-800 voti a testa ad ogni tornata elettorale. E che dunque - insieme alla candidatura del segretario cittadino Davide Emanuele (“portato, in maniera trasversale, praticamente da tutti all’interno del partito” rivela un’altra fonte), lascerebbero poco spazio ai sogni di belle speranze che alcuni giovanissimi dem (ritenuti politicamente molto promettenti e più di rottura rispetto alle vecchie, stantìe logiche del potere) potrebbero riporre in una candidatura al consiglio comunale. Se il campo largo del centrosinistra dovesse trionfare nella sfida elettorale di ottobre, infatti, c’è già chi pronostica che i seggi a disposizione dei dem non sarebbero più di 5 o 6. Che andrebbero quindi tutti, o quasi, ai grandi portatori di voto.

Ma Anna Rita Palmieri (l’unica dei 3 interessati con cui l’Attacco sia riuscito ad entrare in contatto ieri) non ci sta e replica alle critiche. “Non si può parlare di vecchi volti della politica, non esiste – il suo incipit -. Noi siamo persone che portano al partito un contributo importante. Se poi si ritiene di voler candidare tutti i giovanissimi, nulla impedisce di farlo. Io – entra nel merito della sua storia politica personale - sono una persona che ha sempre lavorato tra la gente. Non mi attivo solo quando la campagna elettorale giunge alle porte. Sono vicina alla comunità, al suo servizio da molti anni: per le persone rappresento un punto di riferimento, per qualsiasi cosa di cui abbiano bisogno. Dunque il cosiddetto ‘bacino clientelare’ di voti che mi si attribuisce è una versione che respingo nel momento in cui la gente, questo sì, mi premia con il voto perché apprezza il mio servizio costante alla comunità, il mio sapermi mettere sempre a disposizione degli altri, e dunque ritiene che io meriti il consenso elettorale. Ma – chiosa sul punto la dipendente di Acquedotto Pugliese -, a prescindere dalla competizione elettorale, anche se non fossi candidata continuerei ad operare come ho sempre fatto, tra e per le persone, soprattutto per quelle tante sacche di povertà e di bisogno che insistono in città”.

Poi Palmieri focalizza l’attenzione su alcuni dei punti del suo programma elettorale. “Se sarò eletta – dice - darò innanzitutto continuità a ciò che ho fatto in tutto questo tempo. Per esempio con l’associazione Donne Insieme, da me fondata circa 25 anni fa: un’associazione a difesa delle donne e delle famiglie più disagiate.

Un’associazione che ha gestito, attraverso il Piano sociale di Zona, il Centro antiviolenza di Foggia. Gestione, quella di Donne Insieme, poi distrutta dall’ex amministrazione di centrodestra con un avviso pubblico che prevedeva una partecipazione riservata esclusivamente alle cooperative per l’appalto della successiva guida del Cav. Credo molto nell’associazionismo – continua la candidata – e se dovessi essere eletta mi batterò, in continuità con il lavoro già svolto, affinché le associazioni con comprovata competenza ed esperienza pluriennale nel settore, certo non quelle che spuntano all’improvviso solo per interessi precisi, possano tornare a partecipare a simili bandi comunali. Le gare vanno aperte a tutti. Un’altra cosa per me importante – prosegue Palmieri, cambiando tema - sarà fare in modo che la città si doti finalmente di un Pronto soccorso per gli animali, che amo, in particolare per i cani. Io ne ho due e, nella mia stessa condizione, si trova tanta gente di Foggia che, ogni qualvolta il proprio amico a quattro zampe manifesti problemi di salute di sabato o di domenica, è costretta scappare verso gli ambulatori di Bari anziché potersi avvalere di un presidio di assistenza veterinaria nella nostra città”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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