Salviniani senza simbolo. Contini: “Mainiero un bluff, Episcopo vecchia politica, Angiola dice cose scontate”

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Di Mauro, Giampietro e Vigiano. Sono questi i tre grandi nomi del centrodestra per le prossime elezioni comunali. Rispettivamente coordinatore provinciale di Forza Italia, segretario cittadino di Fratelli d’Italia e segretario cittadino della Lega. Ma i salviniani, come ampiamente anticipato su queste colonne, correranno con una lista civica, rinunciando al simbolo. Si chiamerà Prima Foggia e andrà a riprodurre un esperimento già tentato con discreto successo in altre città pugliesi. Ad occhio e croce, pare un modo per ripulirsi dalle scorie lasciate dall’amministrazione Landella, che passò in Lega ad agosto 2020, un anno prima dello scioglimento del consiglio comunale per mafia. Ciò, d’altronde, l’avvocato Antonio Vigiano - che ambiva a fare il candidato sindaco - lo sa bene, ed è per questo che parla del 12% raggiunto alle scorse comunali come di un sogno, sicuramente irripetibile.

“In quanto segretario cittadino, non avrei voluto candidarmi”, spiega. “Tuttavia, in questo momento il centrodestra ha bisogno di buttare tutti dentro. Soprattutto se si tratta dei suoi principali riferimenti politici in città. Oggi, il 12% ottenuto nel 2019 lo vedo come un sogno. Il motivo non risiede nel fatto che io non credo nella nostra lista, ma nel fatto che siamo il partito del sindaco commissariato. Noi lavoreremo per ottenere il massimo, naturalmente. Ma dobbiamo essere realisti. La decisione di scendere in campo con una lista civica non rappresenta una presa di distanza rispetto al partito, ma la volontà di identificarci con un simbolo che rispecchi le varie sensibilità presenti nel nostro gruppo”.

Nel 2019, Vigiano risultò il primo dei non eletti e il suo nome finì presto sulla bocca di tutti. La gente era convinta che a breve sarebbe diventato un assessore, ma non andò così. “È stato decisamente meglio”, sostiene adesso l’avvocato. “All’epoca il segretario cittadino della Lega era Luigi Miranda, che si candidò alle primarie contro Landella e che non partecipò successivamente alla competizione elettorale”.

In lista con Vigiano ci saranno anche Silvano Contini, Rosanna De Leo, Pietro Lacalamita ed Enzo Scopece. “Il mio interesse principale ha sempre riguardato l’impegno sociale”, racconta Contini a l’Attacco. “Io ritengo che per amare l’ambiente, rispettare il prossimo e vivere la comunità non occorra necessariamente avere un’appartenenza politica. Anche se io sono sempre stato un uomo di destra. Per quanto riguarda, invece, il discorso legato alla discontinuità con il passato, credo che l’unico elemento di rottura sia rappresentato da Raffaele di Mauro. Mainiero, infatti, è passato da destra a sinistra senza perdere troppo tempo. Se non lo avesse fatto, probabilmente sarebbe già il sindaco di Foggia. Ma la gente ha capito che si tratta di un bluff. Episcopo, poi, ha fatto parte della giunta Mongelli, altro che discontinuità. Sono stati capaci di far fallire Amica spa pur avendo dei crediti. Angiola dice sempre le solite cose, nei suoi incontri parla di argomenti triti e ritriti. Io ho 63 anni, i miei figli lavorano e mi godo i miei nipotini piccoli. Non ho bisogno di sistemare nessuno. Desidero soltanto che i giovani di oggi possano tornare a vivere gli spazi della città come ho fatto io da ragazzo. La villa comunale, il quartiere ferrovia e tutto il resto. È facile additarmi come un fascista solo perché desidero che gli extracomunitari irregolari tornino da dove sono venuti. Non ho nulla contro chi lavora, per carità, ma contro chi delinque sì. Abbiamo già un sacco di delinquenza qui a Foggia, non ce ne serve altra. Su Landella, invece, aspettiamo prima che venga dichiarato colpevole. Le persone son abituate al giustizialismo facile. La scelta di correre in una civica, infine, dipende proprio dal fatto che a livello locale viene prima la città di Foggia, e poi i partiti politici”, conclude Contini.

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