Sono preoccupanti i dati relativi all'astensionismo elettorale della popolazione foggiana rispetto alle elezioni comunali degli ultimi 30 anni. Numeri che segnalano una seria crisi della democrazia, che rischia di corrodere il precario equilibrio di un capoluogo di provincia vasto e problematico come quello dauno. Nel 1995, anno della prima elezione a sindaco di Paolo Agostinacchio, l'affluenza di elettori al primo turno fu di 99.328 votanti su 125.581 potenziali elettori, corrispondente al 79,09% della popolazione avente diritto al voto. Al secondo turno le cose andarono ancora peggio. Alle urne si presentarono 80.347 votanti. Circa 19mila in meno rispetto al primo turno. Una percentuale pari al 63,98%. Incisero poco, a riguardo, sia le schede bianche che le schede non valide, rispettivamente 2.446 e 8.679 (bianche incluse) al primo turno, e 686 e 3.203 (bianche incluse) al secondo turno. La situazione non migliorò quattro anni dopo, nel 1999.
Anche in quel caso, ad essere eletto sindaco fu Paolo Agostinacchio. Su 127.448 elettori, si presentarono alle urne in 96.710. Una percentuale corrispondente al 75,88% degli aventi diritto. Ancora una volta, ebbero poca rilevanza schede bianche e schede nulle, rispettivamente 3.991 e 6.871 (bianche incluse). Stessa situazione nel 2004, quando divenne sindaco Orazio Ciliberti. All'epoca, su 128.416 elettori, votarono in 101.448 al primo turno (il 79%), e 76.119 al secondo turno (il 59,28%). Le schede bianche furono 1.468 al primo turno e 342 al secondo. Le nulle, invece, bianche incluse, 5.862 al primo e 1.444 al secondo.
Cinque anni più tardi, nel 2009, ad essere eletto sindaco fu Giovanni Mongelli. Quella volta, l'affluenza alle urne fu di 95.088 votanti al primo turno e 65.416 al secondo, su 126.395 elettori. Con percentuali rispettivamente uguali al 75,23% e al 51,76%. Ci furono 3.393 schede bianche e 7.517 schede nulle (bianche incluse) al primo turno, e 530 schede bianche e 1.981 schede nulle (bianche incluse) al secondo.
Nel 2014, in occasione della prima vittoria di Franco Landella, i votanti furono 88.054 al primo turno e 56.950 al secondo, con percentuali uguali al 70,44% e al 45,56%. Le bianche furono 674 al primo turno e 245 al secondo. Le nulle (bianche incluse), invece, 4.524 al primo e 1.638 al secondo. Alle ultime comunali, nel 2019, infine, quando a vincere fu nuovamente Franco Landella, i votanti furono 81.944 (il 66,74%) al primo turno e 57.146 (il 46,54%) al secondo turno, con 540 bianche e 2.999 nulle (bianche incluse) al primo turno e 182 bianche e 1.140 nulle (bianche incluse) al secondo.
Sulla scarsa partecipazione elettorale dell’ultimo trentennio l’Attacco è andato ad interrogare i nuovi candidati alla carica di sindaco Raffaele di Mauro, Giuseppe Mainiero e Marida Episcopo. Nessuna risposta è pervenuta da Nunzio Angiola e Antonio De Sabato. “A prescindere dallo schieramento politico di riferimento, un candidato deve essere capace di coinvolgere tutta quella fetta di popolazione che non solo si astiene dal votare, ma che addirittura vi rinuncia volontariamente”, ha detto di Mauro. “È un invito che rivolgo anche ai miei sfidanti. Evitiamo di parlare di beghe personali dei candidati, e concentriamoci maggiormente sui temi e sugli argomenti di cui questa città ha bisogno. È importante recuperare credibilità agli occhi degli elettori, soprattutto dei tanti che nella politica non credono più, e a cui serve una spinta maggiore per riprendere attivamente parte alla vita democratica di Foggia, e più in generale dell’Italia”, ha concluso di Mauro.
“Mi auguro che alle prossime elezioni amministrative ci sia il più alto numero possibile di votanti, ma la vedo dura”, ha sottolineato Mainiero. “Il cittadino foggiano ha tutto il diritto di essere disincantato, dopo la gestione scellerata della città degli ultimi trent’anni. Il punto è che Foggia in questo momento è di fronte a un bivio. Può decidere di lasciare le cose immutate, così come stanno, e votare un partito di centrodestra o di centrosinistra, che continuerà ad amministrare sulla falsariga degli ultimi trent’anni. Oppure può scegliere di votare per me, una lista civica, con un progetto serio di salute pubblica, con un candidato che ha alle sue spalle una determinata storia, fatta di onestà, integrità, e grande impegno politico. L’astensionismo è la causa principale della compravendita dei voti. Dei voti acquisiti mediante un apparato di potere che è giunto il momento di scardinare. Credo e spero che le cose, almeno in questa particolare circostanza, possano andare diversamente rispetto all’andazzo deludente dell’ultimo trentennio”, ha chiosato Mainiero.
“L’astensionismo rappresenta una sconfitta cocente per la nostra comunità, perché ha decretato lo stallo della partecipazione da parte della società civile alla vita politica e sociale della città di Foggia”, ha ricordato Episcopo. “Purtroppo questo è un fenomeno che ha caratterizzato le elezioni europee nazionali e locali degli ultimi vent’anni, un pericoloso trend che necessariamente dobbiamo invertire per rendere finalmente la cittadinanza un soggetto attivo nelle scelte che la futura classe dirigente dovrà fare nei prossimi anni. Per riportare gli elettori alle urne, soprattutto i più giovani, è necessario un radicale cambio di passo, che può concretizzarsi solo ascoltando i cittadini, prospettando loro soluzioni che si tramutino immediatamente in azioni, rendendoli partecipi nella costruzione e realizzazione di un innovativo programma di governo”, ha concluso Episcopo.
Risultati: Comunali Foggia 2023
Affluenza totale: 60,40% - Sezioni scrutinate: 147 / 147 - Aggiornato al: 24/10/2023 - 05:59
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