È un centrodestra con il freno a mano tirato quello finora visto in corsa per le imminenti amministrative d’ottobre: la campagna elettorale del candidato Sindaco Raffaele Di Mauro stenta a decollare, senza ancora alcuna traccia di eventi pubblici di presentazione della sua corsa. “Tour dell’ascolto” a parte (con cui l’avvocato forzista sta ascoltando associazioni, sindacati, le diverse categorie professionali e la cosiddetta società civile del capoluogo dauno), avviato una decina di giorni fa con un calendario di audizioni sconosciuto ai più. Di Mauro, nonostante il suo slogan “Il Sindaco migliore per Foggia”, appare un po’ “imbarazzato”, ancora fermo ai nastri di partenza, tra la necessità morale di rompere con il recente passato del governo Landella (in cui Di Mauro era in maggioranza da capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale) e il bisogno di mostrare i muscoli a chi ritiene che il suo sia un profilo politicamente debole.
Rumors giunti a l’Attacco raccontano di qualche riserva su Di Mauro persino nel suo stesso staff organizzativo. Si narra inoltre di una certa difficoltà che in queste ore il centrodestra starebbe registrando nel raccogliere il numero di firme necessario per la presentazione delle liste. Con simili presupposti, c’è chi dunque chi non esclude la possibilità che l’avvocato del Consorzio di Bonifica farà flop alle urne. Che, cioè, con il voto disgiunto, potrebbe ottenere molte preferenze in meno (i voti da attribuire in via diretta al candidato Sindaco) rispetto alla percentuale di consenso che la sua coalizione, articolata in 6 liste, riuscirebbe ad acquisire.
Uno scenario tale da non escludere la possibilità che ad un’eventuale ballottaggio con Marida Episcopo e il suo campo largo progressista (la provveditora agli studi per un pezzo di opinione pubblica parte favorita alle urne) possa far capolino il civico di Resto a Foggia Giuseppe Mainiero (il quale, con una storia politica a destra, che rivendica orgogliosamente, si è però fatto riconoscere in città quale credibile attore di discontinuità poiché strenuo, spesso unico oppositore di Landella negli scorsi anni). E Mainiero - che appare convinto di poter erodere un bel bottino di voti tanto nel centrodestra quanto nel centrosinistra, puntando pure sul voto di pancia dei delusi dalla partitocrazia - ora, dunque, per stessa ammissione di fonti interne ai progessisti del campo largo, potrebbe diventare il vero nemico da battere.
Voci giunte a l’Attacco raccontano di un Raffaele Piemontese teso sul punto. Il vicepresidente regionale e dominus dem di Capitanata si sarebbe sfogato con un dirigente regionale del Pd ammettendo che alle amministrative di Foggia o si vince al primo turno, oppure, in caso di ballottaggio Episcopo-Mainiero, la strada si fa in salita. Tanto che il centrosinistra starebbe sperando nella tenuta elettorale di Di Mauro, ritenuto sfidante più facile da battere al secondo turno.
Nonostante tutto, il campo largo foggiano respira aria di ottimismo. A sostenere rosei presagi c’è pure l’analisi di un autorevole analista politico del territorio: “Ai blocchi di partenza – sostiene a l’Attacco la fonte, che preferisce non essere menzionata – il centrosinistra è davanti a tutti, innanzitutto per numero di liste schierate: 10 con oltre 300 soldati che corrono per Episcopo, e questo, soprattutto al primo turno, è un ottimo vantaggio. Non è affatto peregrina, allora, l’eventualità che la provveditora possa far subìto scacco, senza dover ricorrere al ballottagio. Tra l’altro, il campo largo concorre con un centrodestra ritenuto nell’immaginario collettivo il responsabile del crollo del Palazzo. Un centrodestra che ha di conseguenza dovuto mettere da parte anche diversi suoi campioni di consenso, come lo stesso Landella, Iaccarino, Longo. E che ha perso inoltre Di Fonso, primo degli eletti nella scorsa tornata elettorale, il quale a questo giro, pur non candidandosi, ha spostato il suo sostegno sul centrosinistra”.
Per lo storico analista politico ascoltato da l’Attacco “il vero scompaginatore dei due principali poli in corsa sarà Mainiero, bisognerà solo capire quanto consenso riuscirà a sottrarre ai due principali poli in campo. Senza dubbio, già al primo turno, sarà proprio lui a svuotare il centrodestra, potendo contare sulla preferenza diretta dei nostalgici d’area, che non voterebbero Di Mauro. Il quale, perciò, potrebbe essere il candidato Sindaco più danneggiato dal carisma politico e dall’azione di discontinuità rappresentati da Mainiero. Ma gli basteranno queste doti affinché la sua coalizione (composta da due sole liste, ndr) raggiunga la soglia di sbarramento dell’8% per accedere ad un eventuale ballottaggio?”, si domanda la fonte, per la quale Episcopo, in presenza di “un Mainiero che un pezzo di città reputa ancora troppo divisivo”, resta comunque la favorita di queste elezioni.
Tutto dipenderà anche dall’affluenza alle urne, andata calando di amministrative in amministrative nel capoluogo dauno dell’ultimo ventennio. Tanto che, secondo qualcuno, le previsioni più ottimistiche risiederebbero in 60-65mila votanti al primo turno, praticamente neppure il 60% degli aventi diritto. Cosa che, in termini di voto controllato, potrebbe avvantaggiare ancor più Episcopo. D’altro canto c’è chi pensa che, con circa 800 candidati consiglieri in corsa, il tasso di partecipanti alle urne potrebbe lievitare, arrivando a sfiorare la soglia del 70%, il che gioverebbe a Mainiero e al consenso d’opinione su cui punta. L’impresa però resta ardua per lo storico fondatore di FdI in provincia di Foggia. Le sue liste, per qualcuno non particolarmente d’impatto (a parte il rutilante Antonio Tutolo, che ha ufficializzato la propria candidatura) potrebbero valere del 6 al 10%. Se dovesse arrivare al ballottaggio significa che Mainiero avrebbe preso al primo turno almeno 20 punti in più (voto d’opinione) rispetto al bottino dei suoi candidati consiglieri.
“Se fa questo miracolo senza partiti alle spalle, al secondo turno Mainiero vince anche su Episcopo, perché al ballottaggio finisce la partita delle liste e inizia quella del consenso alla persona”, afferma a l’Attacco un politico foggiano di lungo corso. Rimane comunque un triplo salto mortale il nuovo cimento elettorale del fondatore di Resto a Foggia. Alcuni pronostici, infatti, danno già al primo turno la provveditora agli studi e il suo campo largo ad una soglia di consenso che potrebbe oscillare tra in 44% e il 54%; con il centrodestra di Di Mauro dato non sotto al 28%, trainato com’è dal vento nazionale in poppa, pur con tutti gli handicap locali del caso.
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