Archiviata la faticosa pratica della presentazione delle liste che si sfideranno alle comunali foggiane del 22-23 ottobre prossimi, la parola d’ordine è la stessa in entrambi gli schieramenti principali: rigenerazione. Parla di “nostra proposta di rigenerazione della comunità foggiana” Marida Episcopo, candidata sindaca del campo largo progressista, ma è anche – da settimane – il mantra del giovane sfidante Raffaele di Mauro, che assicura il rinnovamento del centrodestra per tentare di riconquistare la fiducia degli elettori. Ma, al di là delle medesime suggestioni utilizzate, c’è un clima ben diverso nelle due coalizioni.
Nel campo largo si vede già la vittoria, grazie alle netta sproporzione tra le dieci liste di Episcopo - Comunità Politica per Foggia, CON Foggia, Italia del Meridione Foggia, Movimento 5 Stelle, Nessuno Escluso, Noi Popolari, Partito Democratico, Popolari per Foggia, Riscossa Civile (Senso Civico, Partito Socialista Italiano, Europa Verde) e Tempi Nuovi (Popolari Uniti, Italia Viva, Azione) – e le sole cinque liste di di Mauro (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Prima Foggia, Liberali e Riformisti-nPsi, di Mauro Sindaco-Noi Moderati per Foggia).
I più galvanizzati sono i contiani, pronti a rivendicare il successo della scelta e della strategia dell’europarlamentare e coordinatore provinciale M5S Mario Furore un attimo dopo l’esito delle urne.
Anzi, l’ottimismo è tale che i big pentastellati – in quota ai quali corre Episcopo – sono persuasi che stavolta sia addirittura possibile l’impresa mai avvenuta negli scorsi decenni, ovvero la vittoria già al primo turno. I precedenti di Foggia, i cinque candidati sindaci, la comunità prevalentemente destrorsa rendono difficile crederlo ma nel campo largo non lo si esclude affatto.
“Tenteremo di far arrivare prima la lista M5S, grazie all’arrivo del presidente Giuseppe Conte a Foggia in almeno due comizi”, affermano fonti 5S a l’Attacco. “La nostra lista è più forte di quella del 2019, quando arrivammo primi rispetto al Pd”. I pronostici pentastellati danno le liste Pd e M5S al 28% insieme e un 4-5% a ciascuna tra la lista dei civici emilianisti di CON e quella di Tempi Nuovi, sulla cui performance scommette il consigliere regionale Sergio Clemente (che ambirebbe addirittura al 10%, surclassando la squadra di Rosario Cusmai). La vera incognita è considerata la civica di Episcopo, decisa dalla candidata sindaca in totale autonomia e nella massima libertà.
Per qualcuno potrebbe stare sul 3-4%.
“Anche dando un 1% a ciascuna delle liste restanti è possibile superare il 50% più uno necessario per vincere al primo turno”, commentano a l’Attacco nomi di primo piano della coalizione. La sicurezza di riportare Palazzo di città al centrosinistra – dopo le due sconfitte del 2014 e del 2019 – è tale che circolano già indiscrezioni sulla possibile giunta di Episcopo.
Su queste colonne la professoressa (che finora è stata a capo dell’Ufficio scolastico territoriale e che fu assessora tecnica della giunta Mongelli) ha precisato che nulla è stato deciso, smentendo i rumors relativi all’amico storico Peppino D’Urso (“Voglio il meglio per i nove assessori, vedremo dopo il risultato delle urne. Mi piacerebbe, inoltre, che le pieghe del bilancio offrissero la possibilità di nominare un city manager, ricordo l'esperienza positiva di Pazzaglia all'epoca di Gianni Mongelli sindaco. Ad oggi posso dire che nessun tassello è già deciso, dunque è una fesseria ogni voce circolante in senso contrario”).
Adesso l’ultima indiscrezione porta invece a Lia Azzarone, presidente dell’assemblea regionale Pd ed ex consigliera comunale, oltre che ex segretaria provinciale dei dem. C’è chi giura che ci sia un accordo affinché sia lei a rivestire la carica di vicesindaca. Altri parlano invece di Cusmai. Voci subito smentite in maniera netta da persone vicine ad Episcopo: “Non esiste alcun accordo. Marida si farà dare una lista di nomi dai partiti e movimenti civici, sceglierà gli assessori attingendo da tale elenco”.
Con una sindaca espressione del M5S in realtà non ci sono dubbi sul fatto che il Pd pretenda la postazione numero due, anche alla luce di quanto avvenuto in Provincia, dove il civico Giuseppe Nobiletti ha come vice la pentastellata Nunzia Palladino, mentre i dem sono totalmente fuori dall’assise di Palazzo Dogana. Assai più peregrina appare l’idea di alcuni di dare l’incarico di city manager all’imprenditore Marcello Salvatori, che però sarebbe stato un eccellente candidato sindaco e che dopo la disponibilità concessa vanamente in tal senso difficilmente potrebbe prenderlo in considerazione.
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