I confronti pubblici tra i cinque candidati sindaci di Foggia – da ultimo quello, rovente, andato in scena lunedì scorso, organizzato su mafia e politica dall’associazione Panunzio – stanno rivelando in maniera lampante le differenti strategie che caratterizzeranno le settimane da qui alle urne del 22-23 ottobre. Tutti i pronostici sono favorevoli a Marida Episcopo, che guida il campo largo progressista, forte di 10 liste e circa 270 candidati. Questo spiega perché sia riuscita a coalizzare contro di sé tre degli sfidanti, ovvero Raffaele di Mauro leader del centrodestra e i civici Giuseppe Mainiero e Antonio de Sabato. La campagna elettorale dell’ex meloniano Mainiero non sorprende, trattandosi di toni e attacchi schietti e diretti sempre avuti negli scorsi anni, sin da quando subito dopo l’ingresso in aula consiliare nel 2014 divenne la spina nel fianco del sindaco Franco Landella. Che sia il centrodestra che si dice rigenerato e delandellizzato o il duo di alleati Pd-M5S, Mainiero non fa sconti a nessuno. Ma è su Episcopo, in predicato di vincere, che colpisce in modo particolare adesso.
Lo spompato centrodestra, ridotto a sole cinque liste, è costretto a inseguire per non fare un risultato indegno: di Mauro ha compreso che la faccia da bravo ragazzo non basta, ovvero che la carta anagrafica non può salvarlo. Serve affondare, per quanto gli risulti più difficile dal recente passato e dallo stigma che dal 2021 è caduto sulla coalizione. Ecco allora la maggiore grinta sfoderata negli ultimi giorni.
Chi conosce Antonio de Sabato, che era la voce critica e il grillo parlante della minoranza consiliare, non è stupito dagli affondi contro quel centrosinistra che – dopo Marasco e Cavaliere – pensa di far risalire la città dopo la massima ignominia affidandosi ad Episcopo, una scelta che a tanti fa presagire il rischio di un mesto Mongelli bis. Non fa testo l’altro candidato civico, il docente Unifg Nunzio Angiola, che ha scelto di condurre una campagna elettorale talmente soft e sobria da evitare qualunque riferimento personale a chicchessia.
Se dunque di Mauro, Mainiero e de Sabato continueranno per il prossimo mese a prendere di mira Episcopo, nello staff di quest’ultima si ragiona su come limitare i danni e le esposizioni di colei che finora è stata a capo dell’Ufficio scolastico territoriale. Permettere che sia letteralmente mangiata viva da chi, come Mainiero, conosce la politica e ogni vicenda amministrativa non è davvero possibile. Le stesse facce sconcertate di alcuni big della coalizione, lunedì scorso, testimoniavano un chiaro imbarazzo.
E stando ai beninformati, dopo il confronto pubblico moderato dal presidente dell’associazione Panunzio Dimitri Lioi, in una riunione del M5S i maggiorenti contiani avrebbero riflettuto su come salvaguardare la candidata sindaca. E’ presumibile, secondo alcuni addetti ai lavori, che Episcopo parli meno o si affidi sempre più a quanto stilato per lei dai comunicatori. Gli attacchi a Episcopo continueranno a essere molteplici e si muoveranno lungo tre versanti.
Il primo, già visto, è quello relativo alle tracce di landellismo, ovvero alla presenza nel campo largo di personalità che hanno avuto legami o agganci con l’ex sindaco. I nomi più noti sono quelli del dominus del disagio abitativo Saverio Cassitti e dell’ex membro del cda Amiu Antonello Di Paola. Ma nel mirino degli avversari ci sono anche i candidati inseriti nello schieramento di Episcopo da Massimiliano Di Fonso e quelli che figuravano fino a pochi giorni prima nella lista UdC (sgonfiatasi dopo il veto del centrodestra sull’ex assessora ai servizi sociali Erminia Roberto, cui erano collegati ben sette uomini).
Un secondo fattore di polemiche contro Episcopo si chiama Leo Iaccarino. L’ex presidente del consiglio comunale - arrestato e oggi a processo per presunte tangenti insieme ad altri, diventato il grande accusatore di Landella in tribunale – starebbe facendo campagna elettorale in favore del campo largo. E’ nota la parentela con Rosario Cusmai, leader dei civici emilianisti della lista CON e consulente politico del presidente della Regione Michele Emiliano per i rapporti con gli enti locali. Lunedì scorso, nel confronto pubblico, de Sabato ha citato chiaramente in causa Cusmai, cugino di Iaccarino. Stando ai rumors il vigile del fuoco – passato alla storia per esser stato il presidente del consiglio comunale delle pistolettate di Capodanno dal balcone di casa al grido “non è una barzelletta” – avrebbe dato una mano alla lista di CON.
Il terzo fattore rischiosissimo per Episcopo è Lia Azzarone, presidente dell’assemblea regionale Pd indicata dai beninformati come possibile vicesindaca. Dalle parti di Episcopo, infatti, gira con insistenza la voce di un accordo che assicuri al Pd – e più precisamente ad Azzarone – la postazione numero due, dal momento che la prima cittadina sarà eletta in quota al M5S. Negli scorsi anni, quando Azzarone era segretaria provinciale del partito, c’era il caso – trattato da l’Attacco in splendida solitudine – della inopportunità legata agli appalti pubblici di cui è beneficiaria la General Service Group srl del marito Gigi Colucci.
Se la piddina diventasse assessora e vicesindaca la situazione sarebbe ancor più esplosiva e surreale. Insomma, tre questioni calde che espongono Episcopo a seri rischi e su cui la candidata sindaca dovrebbe assumersi la responsabilità di una scelta. Quanto debolmente detto su queste colonne rispetto ad alcuni nomi imbarazzanti come Cassitti, Palmieri e Pontone (“le candidature di altre forze politiche spesso sono nate prima della mia investitura”) si è già rivelato un errore facilmente enfatizzato da Mainiero&Co.
Risultati: Comunali Foggia 2023
Affluenza totale: 60,40% - Sezioni scrutinate: 147 / 147 - Aggiornato al: 24/10/2023 - 05:59
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