Con Episcopo pure il marito dell’ex assessora leghista Carella. Da Rizzi a Di Paola, il salto dei landelliani

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Non serviva essere grandi esperti di politica per comprendere, già nelle scorse settimane (e anzi mesi) quanto fosse concreto il rischio che la campagna elettorale foggiana per le comunali del 22 e 23 ottobre finisse avviluppata intorno al tema del landellismo. E’ quanto sta evidentemente accadendo in queste (poche) settimane che separano dalle urne. Più che il dibattito sulle idee e soluzioni per far risalire la china al capoluogo daunio sta andando in scena la caccia alle tracce dell’ex primo cittadino Franco Landella. Se il centrodestra spompato e ridotto a sole cinque liste si dice rigenerato a costo di numerose esclusioni, il fuoco incrociato prende di mira la super favorita coalizione extra large del campo largo progressista. E’ sulla candidata sindaca Marida Episcopo che si stanno concentrando le attenzioni di chi va alla ricerca di candidati che sono stati in qualche modo legati alla passata amministrazione comunale, caduta a maggio 2021 per le dimissioni di Landella e poi colpita dall’ignominiosa onta del commissariamento per infiltrazioni mafiose.

“C’è molta ipocrisia nel campo largo”, commenta un ex amministratore a l’Attacco. “Vogliono fare i duri e puri ma la verità è che hanno pescato nel mondo landelliano”. L’ultimo riferimento del centrodestra - messosi a caccia delle “ipocrisie” dell’avverso campo largo - è ad Antonio Maruotti, candidati di Episcopo nella lista dei Popolari per Foggia. Si definisce “avvocato, papà, credente, terrone, orgogliosamente foggiano” ma Maruotti è anche il marito di Cinzia Carella, che nella seconda consiliatura di Landella fu assessora alla sicurezza in quota Lega.

“Ma di esempi ce ne sono diversi”, commenta l’ex eletto. “Pina Rizzi, funzionaria della controllata comunale AM Service, oggi è nella lista del Pd dopo esser stata negli scorsi anni una delle più strenue sostenitrici di Landella. Idem per Antonello di Paola, che fu nominato dall’allora sindaco nel cda della partecipata comunale Amiu Puglia spa e che oggi è spuntato tra i candidati di Tempi Nuovi”. Quest’ultima è la lista che riunisce i calendiani di Azione, i renziani di Italia Viva e i Popolari uniti, collegati al consigliere regionale Sergio Clemente.

Già ampiamente trattato su queste colonne il caso di Saverio Cassitti, delegato alle politiche abitative di Landella che l’attuale candidato di Tempi Nuovi aiutò nel famoso episodio del 2019 con gli altri due eletti di minoranza Clemente e Iaccarino. Dopo gli articoli de l’Attacco, che riportavano come Cassitti avesse comunicato al giornale di essere candidato nientemeno che nella lista civica della candidata sindaca, quest’ultima è corsa ai ripari e l’ha dirottato altrove.

“Non figura tra i miei candidati. Cassitti si era presentato con la volontà di far parte della mia lista, era venuto da me con un proprio gruppo ma le candidature si consolidano sulla base della valutazione delle rispettive biografie. Non ho nessun pregiudizio né acrimonia rispetto a questo o altri nomi, ma nella mia lista non figureranno candidati che abbiano avuto relazioni, agganci o legami con la precedente amministrazione Landella”, le parole di Episcopo nell’intervista rilasciata nella redazione de l’Attacco.

Corre nella forte Tempi Nuovi anche Paolo Frattulino, che da comandante della polizia municipale anni fa fu immortalato mentre faceva campagna elettorale in favore di Landella.

C’è chi ricorda, nnel centrodestra, anche la forte sinergia che vi fu negli scorsi anni con l’amministrazione Landella da parte di Mimmo Di Molfetta, referente CONI, il quale era molto vicino non solo al sindaco ma anche all’assessore Sergio Cangelli. Oggi figura tra i 32 nomi della civica emilianista CON.

Ci sono poi i tre candidati - Amelia Pagano, Francesca Petrella, Michele Vigiano - che sono transitati nella lista dei Popolari per Foggia, via Massimiliano Di Fonso e Gianni Stea, ma comparivano in quella che l’UdC avrebbe dovuto presentare in collegamento col centrodestra (operazione saltata per il veto di di Mauro alla candidatura dell’ex assessora alle politiche sociali Erminia Roberto, su cui pende tuttora il procedimento di incandidabilità e alla quale erano collegati altri sette candidati UdC).

Ma può bastare l’argomento del landellismo per tentare di cambiare l’esito di un voto che appare, ai più, già scritto?

Stando al sondaggio rivelato ieri su queste colonne e realizzato da Euromedia, uno dei più importanti istituti operante in Italia nelle ricerche di mercato, Episcopo sarebbe in netto vantaggio col 57,40%, a distanza siderale dal candidato del centrodestra Raffaele di Mauro (28,20%) e dai tre civici Giuseppe Mainiero (6,40%), Nunzio Angiola (4,90%) e Antonio de Sabato (3,10%).

Stando allo schieramento di di Mauro il sondaggio sarebbe stato commissionato dal Pd, sebbene fonti M5S abbiano smentito su queste colonne che la paternità vada individuata all’interno del campo largo. Quel che è certo è che nel centrodestra albergano, in questi giorni cruciali, diversi stati d’animo. “Raffaele è un’ottima persona, al momento però si sente demoralizzato da questi sondaggi”, dice chi lo conosce.

“I maggiorenti della coalizione, però, gli stanno ricordando che nulla è da considerare scontato. A Foggia il caso Enrico Santaniello insegna tuttora che tutto può cambiare: colui che era considerato vincente dopo il primo turno, quando era avanti col 36,7% contro il 23,14%, perse malamente contro Gianni Mongelli”.

Ad altri politici di centrodestra, però, viene in mente in questi giorni un altro caso, emblematico del loro pessimismo: “Quella di Episcopo è una vittoria annunciata, come avvenne nel 2004 per Orazio Ciliberti contro Costanzo Natale”.

Intanto Episcopo prosegue i propri incontri, come quello delle scorse ore con la CGIL, area a lei vicina. “Abbiamo un grande lavoro davanti a noi. In questi anni, abbiamo assistito al declino morale, sociale e produttivo di Foggia”, ha detto. “È il momento di rimetterci in carreggiata. Dobbiamo urgentemente intervenire sulle problematiche legate al ciclo dei rifiuti. Abbiamo già spiegato che, fatto salvo il principio di gestione pubblica, c’è la necessità di rivedere il piano industriale di Amiu e di avviare una campagna di educazione e sensibilizzazione per favorire la differenziata, che deve iniziare prima nelle abitazioni. Dobbiamo mettere mano alla tecnostruttura comunale, oggi gravemente sottorganico, favorendo l’ingresso di nuove unità attraverso concorsi pubblici nitidi e selettivi e la rotazione dei dirigenti laddove possibile e necessario, proprio per garantire una migliore fruibilità dei servizi ai cittadini. Dobbiamo attuare una razionalizzazione e ottimizzazione del trasporto pubblico locale e favorire l’intermodalità dei trasporti, lavorare su una inclusività che prescinda da elargizioni di denaro una tantum”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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