“È cominciato l’attacchinaggio selvaggio in spregio alla normativa elettorale. Che amministratore sarà se eletto? Inutile dire che la Polizia locale dorme mentre dovrebbe sanzionare tutte le affissioni abusive come dovrebbe sanzionare tutti i manifesti che non indicano chi è il responsabile della custodia e affissione dei manifesti”. E’ la battaglia sul dilagante abusivismo da manifesti elettorali in città che Giorgio Cislaghi, candidato consigliere con il Movimento 5 Stelle, sta portando avanti da giorni attraverso post social di denuncia sul tema ed esposti ufficiali alle autorità competenti. Come l’ultimo (il terzo in materia) presentato qualche giorno fa al prefetto Maurizio Valiante; al dirigente del Servizio affissioni pubbliche del Comune di Foggia, Carlo Dicesare; al comandante della Polizia locale, Romeo Delle Noci; al segretario generale di Palazzo di Città, Maria Giuseppina D’Ambrosio; ai componenti della commissione straordinaria in seno a corso Garibaldi. Un esposto per mancato oscuramento delle affissioni di propaganda elettorale sugli spazi dedicati alle affissioni per fini commerciali in periodo di “par condicio”.
“Oggi, 26 settembre 2023 – scrive Cislaghi nella segnalazione alle autorità -, percorrendo le strade di Foggia, ho notato che ci sono ancora molti manifesti di propaganda elettorale affissi sugli spazi dedicati alle affissioni commerciali gestite dal Servizio affissioni del Comune di Foggia, e forse gestite anche da altri operatori economici, che non sono stati oscurati nonostante si sia a meno di 30 giorni dalla data in cui si svolgerà la tornata elettorale. A dimostrazione di quanto espongo allego alla presente le fotografie scattate sulle seguenti strade urbane in data odierna, tra le ore 16.30 e le ore 18.30: e cioè in via Smaldone, via Miranda, viale Telesforo, viale Candelaro, viale Sant’Alfonso de Liguori; viale Fortore, corso Roma, viale Colombo. Ricordando – prosegue Cislaghi - che il rispetto delle norme di legge sulle affissioni elettorali è un dovere del concessionario ma ancor prima del gestore del servizio che, se pubblico, annovera un dovere d'ufficio; e che le affissioni sugli spazi comunali dedicati alla pubblicità commerciale sono soggette al pagamento delle tasse stabilite dal Comune stesso e l'omesso pagamento e/o il protrarre l'esposizione della pubblicità oltre i tempi previsti dal contratto potrebbe costituire un danno economico all'ente; chiedo alle autorità preposte e al dirigente del Servizio affissioni del Comune di provvedere con immediatezza all'oscuramento della propaganda accertando se vi sia violazione delle norme sulla propaganda elettorale e all'individuazione dei responsabili del mancato oscuramento secondo le azioni di legge previste”.
“Forze dell’ordine e vigili non controllano. Cardellicchio e Valiante che fanno?” I rumors sul summit in Prefettura
“Via Dante, il regno dell’abusivismo in propaganda elettorale. Scientificamente neanche un manifesto in regola”. E’ quanto venerdì ha segnalato a l’Attacco un cittadino che, con tanto di documentazione video, ha passato in rassegna tutte le postazioni dedicate all’affissione di pubblicità a fini commerciali in quella centralissima strada di Foggia. Postazioni, invece, scientificamente, appunto, occupate senza soluzione di continuità dai manifesti elettorali di candidati in diverse liste e coalizioni in corsa alle imminenti amministrative (si vota il 22 e 23 ottobre).
Secondo la normativa in materia gli spazi pubblicitari a fini commerciali possono essere occupati a pagamento per la propaganda elettorale solo fino al deposito ufficiale delle liste di candidati (occorso il 23 settembre per le comunali di Foggia). Da quel momento in poi, al contrario, scatta il periodo di “par condicio”, in cui i candidati sono tenuti ad affiggere, secondo dinamiche regolamentate, i propri manifesti esclusivamente negli spazi ad hoc: quelli resi, cioè, disponibili dall’amministrazione comunale ai fini della propaganda elettorale (in sostanza le palizzate dislocate per la città in blocchi, che il Comune di Foggia noleggia ad ogni tornata elettorale).
“In via Dante - racconta a l’Attacco il cittadino che ha effettuato la segnalazione – alcune postazioni per pubblicità commerciale erano state occupate già prima del 23 settembre da volti di candidati, che oggi, nonostante lì non dovrebbero essere più presenti, vi sono ancora. Mentre altri manifesti elettorali sono subentrati addirittura dopo l’inizio del periodo di ‘par condicio’, con il risultato che ora quelle postazioni risultano tutte utilizzate abusivamente da pubblicità elettorale: tutte, nessuna esclusa e in spregio alla legge. L’Ufficio affissioni del Comune, che dovrebbe vigilare sulle scadenze dei manifesti – prosegue la fonte –, non disponendo di liberare quegli spazi di fatto impedisce di utilizzarli a fini commerciali. Il deficit – analizza l’interlocutore de l’Attacco - sta anche nell’operato della Digos e della Polizia municipale, la quale dovrebbe elevare pure sanzioni pecuniarie per affissioni in violazione della norma. Organi ispettivi che non controllano simili trasgressioni ma che sono preposti a farlo. O se controllano chiudono un occhio. Se la Polizia municipale elevasse a tutti i trasgressori le dovute multe in materia – conclude sul punto - le casse municipali si riempirebbero di soldi”.
Si prospetta, così, un possibile danno erariale. Aggravato da altri disservizi in materia che fanno il paio nella segnalazione del lettore. “Bisognerebbe inoltre verificare – analizza – se sia stata effettivamente corrisposta dai diretti interessati la tassa sulla pubblicità per l’affissione di manifesti elettorali in spazi a fini commerciali in periodo di pre-‘par condicio’. Quando si affigge un manifesto pubblicitario – spiega la fonte – sullo stesso deve esserci sempre un timbro che indichi la scadenza di affissione. Ma sulla maggior parte di quei manifesti elettorali quel timbro non era presente: l’assenza di una simile indicazione può preludere all’elusione della tassa dovuta. Su tutto questo gli uffici preposti che fanno? Compresi il commissario Cardellicchio e il prefetto Valiante?”, si domanda l’interlocutore de l’Attacco.
Su tale versante c’è anche una nota social del candidato 5 Stelle Giorgio Cislaghi: “Voglio precisare che è compito esclusivo delle forze dell'ordine, Polizia locale inclusa, accertare se vi siano eventuali reati e perseguirli, compresa l'omissione di atti d'ufficio nel caso in cui dipendenti pubblici non abbiano adempiuto tempestivamente ai loro doveri, come è compito del dirigente del Servizio affissioni accertare se via sia un omesso pagamento della tassa comunale sulle affissioni in assenza di timbro che ne attesta il pagamento”. Per Cislaghi “viene da chiedersi se questo è il rispetto delle regole per la pubblicità elettorale in un Comune gestito da commissari nominati dal Governo dopo uno scioglimento per sospette infiltrazioni mafiose”.
Affermazioni che preludono ad un’altra denuncia diffusa su fb dal candidato consigliere comunale del Movimento 5 Stelle. “In spregio a tutte le regole – ha scritto qualche giorno fa - ieri, 27 settembre, a 24 giorni dal voto amministrativo sono ancora ben visibili manifesti 6x3 su via Manfredonia (pannello n. 0035) e via Alfonso d'Aragona (pannello n. 0038), che l'amministrazione comunale doveva oscurare il giorno 21 settembre. Va chiarito che i candidati che hanno commissionato le affissioni non hanno alcuna colpa di questa illegittimità perché non è in loro potere prorogare oltre ogni limite la visibilità dei manifesti. La responsabilità è tutta del dipendente comunale che non ne ha preteso dal concessionario di servizio l'oscuramento oltre a chi non ha adeguatamente sorvegliato la correttezza della propaganda elettorale in periodo di ‘par condicio’. Onestamente – continua Cislaghi - dopo due esposti inviati al prefetto e al comandante della Polizia locale di Foggia sono decisamente schifato perché hanno agito esclusivamente e solo sulle vie elencate dove avevo documentato le violazioni astenendosi dall'estendere i controlli a tutta la città come penso fosse dovuto. Spero che la Digos e la magistratura facciano il loro lavoro coscienziosamente”.
Infine l’ennesimo focus di Cislaghi in materia di abusivismo propagandistico. Il quale, sulla sua pagina facebook, ha anche segnalato, con documentazione fotografica a corredo, l’occupazione illecita e sistematica di alcune delle palizzate a scopo elettorale da parte di manifesti di liste e candidati a cui erano stati riservati altri spazi. La norma in materia prevede infatti che ogni lista elettorale, in ogni gruppo di palizzate, abbia un solo spazio (numerato) su cui affiggere due manifesti. “Cari candidati consiglieri comunali – scrive il candidato 5 Stelle - se le postazioni per la propaganda elettorale sono 32 e ogni lista può affiggere due manifesti a postazione non lamentatevi se vi beccate l’esposto dopo aver stampato 200 manifesti da affiggere che poi vengono posti abusivamente su spazi di altri. Dimostrate solo la vostra inadeguatezza al posto da consigliere comunale cui ambite. Le leggi si rispettano e se si contestano non lo si fa appropriandosi degli spazi elettorali altrui. Chi di dovere intervenga se vuol che si difenda la legalità”, chiosa Cislaghi.
Intanto alcuni rumors pervenuti a l’Attacco fanno sapere che oggi o domani potrebbe tenersi una riunione in Prefettura, dove sarebbero stati convocati i partiti: l’intento del summit risiederebbe appunto nel contrasto al fenomeno dell’abusivismo da propaganda elettorale.
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