Manifesti abusivi da campagna elettorale: prosegue il focus de l’Attacco, che solo una decina di giorni fa aveva raccontato l’illegalità politicamente trasversale e diffusissima in città su tale versante, partendo dalle segnalazioni di comuni cittadini e qualche candidato consigliere che sta vigilando sul fenomeno. Le piste su cui corre l’inchiesta sono due: la prima concerne la presenza di manifesti elettorali in spazi dedicati alla pubblicità commerciale, una presenza non consentita in periodo di “par condicio” (al via con il deposito ufficiale delle liste, occorso il 23 settembre per le comunali foggiane); il secondo fenomeno sondato riguarda ciò che accade sulle palizzate comunali ad hoc dislocate in giro per la città, e cioè quell’occupazione irregolare praticata da liste e candidati in spazi destinati ad altre formazioni partitiche e movimenti in campo.
All’indomani del primo focus pubblicato su queste colonne si era tenuto pure un incontro in Prefettura con i 5 candidati Sindaci e i rappresentanti delle liste che compongono le varie coalizioni. Un incontro presieduto dal Prefetto Maurizio Valiante e dalla commissaria comunale Rachele Grandolfo in cui il comandante dei vigili urbani Romeo Delle Noci aveva assicurato che l’azione di contrasto all’abusivismo da propaganda elettorale stava procedendo con buona lena, anche attraverso l’elevazione di multe nei confronti dei candidati “abusivi”.
Effettivamente, nel sopralluogo in giro per la città sviluppato ieri mattina da l’Attacco, la situazione appare decisamente migliorata rispetto a tre settimane fa. Un po’ perché liste e candidati, negli ultimi giorni, sembravano aver assunto comportamenti più corretti e dato indicazioni più precise quanto all’attacchinaggio; un po’ proprio perché i controlli e le verifiche degli organi preposti paiono essersi intensificati in città.
Ciò che si nota girando le strade di Foggia, infatti, è che siano pratiche coatte molto più applicate nelle scorse ore l’oscuramento, la rimozione e la censura (attraverso la striscia con la classica scritta “affissione abusiva”) dei manifesti non in regola: come nella centralissima via Dante, dove i manifesti non più a norma in spazi dedicati alla pubblicità commerciale sono stati resi illeggibili grazie all’azione della Polizia municipale (salvo poi la sovrapposizione di fac simili elettorali, in questo caso del candidato Sindaco del centrodestra di Mauro, su spazi già bonificati); o come in via Manfredonia e in via d’Aragona, dove le gigantografie di alcuni candidati avevano continuato a permanere ben oltre l’incipit del periodo di “par condicio” in spazi pubblicitari 6x3 di natura commerciale. Quei manifesti sono stati infine rimossi dopo diversi, specifici esposti effettuati all’autorità dal candidato consigliere del Movimento 5 Stelle, Giorgio Cislaghi. Identica azione di contrasto è stata effettuata anche sui 6x3 di corso del Mezzogiorno.
Ci sono poi i casi anomali in via Mastelloni e in viale Ofanto, in cui la lotta all’abusivismo da propaganda elettorale è stata condotta solo a meta. Sono stati oscurati, infatti, soltanto i manifesti, ormai senza più titolo di affissione, che danno verso la strada, mentre i volti dei candidati continuano a campeggiare – sempre a causa di un certo lassismo nell’azione di controllo istituzionale – imperterriti e irregolari sul lato che affaccia sul marciapiede (senza che, almeno in casi di tal natura, si possa imputar la colpa ai politici).
In viale Fortore, poi, in prossimità di via Manfredonia, sono stati tutti oscurati tutti i santini in formato locandina che, sulle palizzate comunali destinate alla propaganda elettorale, occupavano gli spazi assegnati a liste concorrenti. Ma, al contrario, sempre in viale Fortore la bonifica di un’irregolarità diffusamente presente non è stata effettuata sulle postazioni numerate del muro di cinta in prossimità del sottopasso.
Non è tutt’oro ciò che luccica, dunque. Il rinnovato contrasto ai manifesti elettorali abusivi continua a tralasciare situazioni di grave trasgressione in diverse aree del capoluogo dauno. Come in via Lucera e in zona San Guglielmo e Pellegrino, dove l’Attacco ha constatato uno stato dell’arte del tutto simile all’ultimo descritto su viale Fortore, con svariate postazioni ad hoc occupate sempre dagli stessi candidati e dalle stesse liste. Per la cronaca, il partito che sembra essere più rispettoso del regolamento in materia appare il Movimento 5 Stelle. Mentre tanto il centrodestra quanto alcune liste del centrosinistra come Con, Azione-Tempi Nuovi e il Pd, solo per fare alcuni nomi, appaiano ancora troppo “distratti”.
Praticamente tutti i movimenti e i partiti, inoltre, non rispettano quel passaggio della norma che vieterebbe di affiggere manifesti sulle vetrine delle sedi elettorali (dovrebbero campeggiare solo al loro interno). Così come, infine, c’è pure chi avanza dubbi sulle liceità della pubblicità elettorale sugli autobus, non perché sia vietata ma perché simili mezzi pubblici, quando giungono al capolinea, a volte sostano più di 15 minuti, laddove il regolamento dispone invece che la pubblicità elettorale sui mezzi mobili sia vietata quando questi effettuano soste di più di quel dato lasso di tempo. Così come è vietato esporre, per lo stesso motivo, treppiedi con volti di candidati sui marciapiedi: è il caso di corso Roma e corso Vittorio Emanuele. Si tratta, anche in questa circostanza, di pubblicità stradale fissa al di fuori degli spazi elettorali predisposti: non consentita a norma di legge.
Risultati: Comunali Foggia 2023
Affluenza totale: 60,40% - Sezioni scrutinate: 147 / 147 - Aggiornato al: 24/10/2023 - 05:59
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