E’ partita ufficialmente, nella Lega foggiana, la corsa alla segreteria provinciale del partito. E’ ai titoli di coda l’uscente Daniele Cusmai, vichese, scomparso dai radar dopo che il sindaco Lellio Sciscio gli ha revocato le deleghe assessorili. Cusmai non ha preso parte nemmeno alla cena organizzata dai salviniani foggiani sabato sera insieme ai regionali. Che il suo tempo alla guida del partito sia terminato lo hanno compreso tutti da un pezzo, né adesso il suo mentore Raimondo Ursitti – segretario dell’ente Fiera di Foggia – ne prende le difese come fatto negli scorsi anni, quando già da più parti si chiedeva un vertice espressione della città capoluogo e si sottolineavano i mestissimi risultati del Carroccio in Capitanata.
Dopo il disastroso matrimonio di agosto 2020 tra l’allora sindaco Franco Landella e il leader Matteo Salvini, per la Lega è stato un continuo declino in provincia di Foggia e nel sud in generale. Tramontato definitivamente il progetto di partito nazionale, è apparso evidente anche come l’europarlamentare romagnolo Massimo Casanova, il mister Papeete amico fraterno di Salvini, decisamente non fosse la persona più adatta cui affidare il partito dall’Abruzzo in giù, per quanto di casa a Bosco Isola di Lesina.
Adesso Casanova avrebbe promesso la poltrona di coordinatore provinciale al sindaco lesinese Primiano Di Mauro, che alle elezioni provinciali di gennaio scorso fu il terzo candidato presidente e determinò la sconfitta del centrodestra dell’uscente Nicola Gatta, regalando Palazzo Dogana al viestano Giuseppe Nobiletti, sostenuto da Pd, M5S e civici emilianisti. Quanto al vicesegretario l’incarico potrebbe essere offerto a un uomo indicato dal sindaco di Manfredonia Gianni Rotice, che condivise quella sciagurata operazione delle provinciali.
Ma a Foggia non vogliono sentir parlare in realtà di un altro vertice provinciale che non sia del capoluogo e la presa di Casanova sul partito è sempre più flebile. Anni fa fu proprio la contrapposizione tra due foggiani - il consigliere regionale Joseph Splendido (che insegue un secondo mandato) e lo scomparso consigliere comunale Alfonso Fiore – a favorire Cusmai, che divenne tutt’uno con Ursitti.
Peraltro il partito è già provato dal dover correre alle comunali foggiane senza il proprio simbolo e con una lista, Prima Foggia, che i più pessimisti stimano al 3% e i più ottimisti vedono al 5%, formata oltre che dai salviniani dai candidati dell’ex assessore regionale Leo di Gioia (a cominciare dal fidatissimo Fabio Spadaccino). Il probabile unico eletto è il segretario cittadino Lega Antonio Vigiano, che non smette tuttora di rimproverare il partito per non aver creduto nelle sue chance di candidato sindaco.
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