Una lite piuttosto banale originatasi 5 anni fa all’interno di Articolo Uno (partito di recente confluito nel Pd) è quella che viene sottoposta a l’Attacco – a pochi giorni dal voto e presumibilmente in funzione di un regolamento di conti - da qualche elemento del gruppo fondatore a Foggia dello stesso movimento di cui è stato coordinatore nazionale Arturo Scotto. Il dissidio è di natura venale e riguarda il fitto dell’allora sede dauna di Articolo Uno in via Perrone. Un fitto per il quale furono accumulati 6mila euro di debiti (che in seguito aumentarono a 12mila, tra spese legali e more per il ritardo nel pagamento rispetto ai termini di scadenza fissati dal decreto ingiuntivo) di cui rispose alla proprietaria del locale l’allora tesoriere della sezione partitica locale. Che oggi, invece, si è sfilato dalla sinistra per portare il suo sostegno politico-elettorale altrove. Si tratta di Antonio Mendolicchio, che fu il sottoscrittore del contratto di locazione per conto del vecchio gruppo dirigente di Articolo Uno, composto all’epoca, tra gli altri, da Sabino Colangelo e Ciro Mundi. Con l’elezione di Gianluca Ruotolo (ora in corsa alle amministrative foggiane da candidato consigliere nelle file del Pd) a segretario provinciale di Articolo Uno, quando assurse a tal ruolo nell’alveo del congresso territoriale del 2018, il Movimento democratico e progressista foggiano si spaccò e il vecchio gruppo dirigente fuoriuscì per contrasti con il nuovo corso del partito.
Quella sede (“per cui, a garanzia di sostegno economico, c’erano stati – racconta una fonte interna all’entourage di Mendolicchio - accordi interni sottoscritti e infine non rispettati da diversi iscritti che si erano impegnati a contribuire (Ruotolo non fu coinvolto in tali dinamiche, ndr)” – restò dunque formalmente affittata anche per diverso tempo dopo l’elezione del nuovo gruppo dirigente, occorsa a luglio del 2018, con titolarità del contratto di locazione sempre in capo a Mendolicchio.
“Il contratto non fu modificato – continua la fonte – perché Mendolicchio era sicuro che le cose potessero andare come nel vecchio partito, che, cioè, funzionasse la parola d’onore. Ma con Ruotolo non è stato così”.
C’è però una lettera formale inviata a Ruotolo da Mendolicchio il 10 agosto 2018. Subito dopo, cioè, che il neo coordinatore provinciale aveva nominato Antonio Stornelli nuovo tesoriere locale di Articolo Uno. In quella lettera il vecchio tesoriere (nonché locatario della sede) diffidava il nuovo gruppo dirigente al rilascio del locale entro e non oltre 5 giorni.
Il motivo sta nel fatto che l’associazione partitica aveva contratto debiti di fitto (imputabili alla gestione dirigenziale precedente all’avvento di Ruotolo) che Mendolicchio era riuscito a coprire attingendo, ovviamente, dal fondo cassa di Articolo Uno ma poiché lo stesso ex tesoriere non aveva più titolarità (con la nuova nomina di Stornelli) ad attingere ai soldi del partito, e temendo che la morosità sul fitto potesse reiterarsi, invitò allora Ruotolo&Co a lasciare il locale, con relativa consegna delle chiavi.
“Le chiavi io non le ho mai prese in consegna – si difende ora Ruotolo, arrabbiatissimo per quella che ritiene essere una vera e propria strumentalizzazione politica a 2 giorni dal voto -. In quel locale io non ci ho mai messo piede e dal momento che ricevetti quella lettera mi disinteressai completamente di esso, tant’è che non ho neppure mai interloquito con i proprietari, non avendo nulla a che fare con questa storia. Tra l’altro, nel passaggio di consegna tra la vecchia e la nuova tesoreria il verbale firmato da Mendolicchio non indicava un solo euro di debito a carico di Articolo Uno. Mendolicchio, dunque, continuò a mantenere in essere quel contratto per usi , o non usi, di natura privata. Spettava a lui scioglierlo per non accumulare debiti. Da me cosa cercano ora? Se le responsabilità – continua Ruotolo - che loro mi attribuiscono fossero reali allora la prima cosa che avrebbero dovuto fare sarebbe stata quella di portarmi in tribunale. Perché, allora, non mi ha denunciato nessuno? E perché questa storia esce sui giornali solo adesso dopo 5 anni? Questo si chiama fango su un candidato avversario”.
Per la cronaca Mendolicchio e il vecchio gruppo dirigente di Articolo Uno, per vie legali, provarono, riconoscendo così le proprie responsabilità, a sviluppare una mediazione (che non andò in porto) con la proprietaria del locale in via Perrone. Partì una colletta (misera) tra i vecchi iscritti e, nel corso del tempo, l’entourage dell’ex tesoriere di partito contattò pure i livelli regionali e nazionali di Articolo Uno per chiedere di risolvere la storia coprendo i debiti. Alla fine si riuscirono a racimolare neppure 4mila euro che non bastarono ad assolvere alle disposizioni del decreto ingiuntivo esecutivo.
E Mendolicchio dovette ricorrere ad un prestito in banca per ristorare gli arretrati contratti con la locatrice.
Ma Ruotolo, adesso, non ci sta. E’ inviperito per l’attacco mediatico ricevuto laddove non c’è. a suo avviso, uno straccio di prova che possa avvalorare una qualsivoglia scorrettezza in questa vicenda.
E così annuncia “querele per chi racconta questa infamia e per chi la diffonde”. Perché, dice, “è un tentativo di infangare la mia persona paventando disonestà da parte mia: qualcosa su cui non posso transigere. In 20 anni che faccio politica - prosegue - non ho mai contratto debiti con nessuno. Mi sono sempre comportato correttamente. Però conservo le lettere inviate nel 2019 e nel 2020 ai livelli regionali e nazionali di Articolo Uno da chi ora prova a ledere la mia immagine: in quelle lettere, già allora, si minacciava di portare queste vicenda sui giornali se il partito non avesse tirato fuori i soldi per ripianare i debiti contratti da Mendolicchio”.
La lettera che solleva da ogni responsabilità: “Tutto ciò che accadde successivamente non mi riguarda”
“Visto che a oggi risultano non versate diverse quote così come stabilito dall'accordo interno del 11 aprile 2018. Atteso che, sino a oggi, le somme non pervenute, di cui al prefato obbligo contrattuale, sono state attinte dal fondo associativo. Valutato che all'interno del passaggio di consegne tra il tesoriere uscente, Antonio Mendolicchio e il tesoriere entrante, Antonio Stornelli, di cui alla data del 9 agosto 2018 non vi è traccia di eventuali allineamenti economici riferiti al soddisfo degli obblighi. Attesa la sopraggiunta discrasia tra l'obbligato contrattuale e il gestore del fondo associativo (tesoriere in carica), ovvero l'impossibilità dello scrivente di attingere le somme necessarie direttamente dal fondo secondo i modi e i tempi contrattuali. Vista l'impossibilità per lo scrivente di esporsi economicamente per somme di cui si nutre il dubbio della ripetizione nei confronti del fondo. Considerato il principio giuridico che individua la responsabilità piena del soggetto fisico che firma in nome e per conto di un'associazione non riconosciuta discendendo da ciò che, oltre agli oneri, siano personali anche i diritti di godimento su beni reali come da contratto. Si diffida al rilascio del locale entro e non oltre la data del 15 agosto 2018 con relativa consegna delle chiavi”.
“In questa lettera - le ulteriori precisazioni di Ruotolo - Mendolicchio scrive che Articolo Uno non annovera debiti (al primo "Valutato"), che è lui il titolare del contratto e non potendo più attingere ai fondi del partito, a causa del cambio del tesoriere, ci diffida a lasciare il locale. Tutto quello che accade dall'11 agosto 2018 in poi non mi riguarda in nessun modo”.
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