Di sicuro adesso c’è la resa dei conti, visto che c’è chi ha lavorato a perdere dall’inizio”. E’ questo uno dei commenti, minacciosi ed adirati, giunti da un big del centrodestra foggiano dopo che l’Attacco ha pubblicato, nei giorni scorsi, i retroscena su tutto il malcontento che alberga nello schieramento, specie contro i vertici dei partiti, dopo lo choc della sconfitta al primo turno.
Un articolo che sarebbe arrivato sul tavolo del coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Marcello Gemmato, visto che i principali chiamati in causa dagli scontenti erano soprattutto i meloniani (i parlamentari Giandonato La Salandra e Annamaria Fallucchi, il consigliere regionale Giannicola De Leonardis), oltre al coordinatore regionale di Forza Italia Mauro D’Attis.
“Nella storia foggiana della Seconda Repubblica mai il centrodestra aveva toccato numeri così bassi. Una percentuale così bassa non si registrò nemmeno in una situazione disastrosa come quella che ci vide guidati da Costanzo Natale, sconfitto da Orazio Ciliberti. Al primo turno allora il centrodestra prese il 33,8%”, diceva su queste colonne un politico di lungo corso".
"Se il candidato sindaco Raffaele di Mauro si è fermato ad uno sconfortante 24,76%, la coalizione è andata poco oltre, raggiungendo solo il 26,30% ed eleggendo otto consiglieri: oltre al segretario provinciale forzista ci sono tre meloniani (Maurizio Accettulli, Concetta Soragnese e Claudio Amorese), altri due azzurri (Gino Fusco e Pasquale Rignanese), il salviniano Franco Nunziante e Marco Pellegrino della civica di Mauro sindaco-Noi Moderati. L’amarezza e la rabbia dominano nel centrodestra, dietro la serenità di facciata.
“Avevamo di fronte una incompetente, una persona totalmente a digiuno di politica”, è uno dei commenti di queste ore. “Non ne abbiamo approfittato in alcun modo, anzi. A Raffaele di Mauro cercavamo di dare coraggio, perché non ne aveva affatto. FdI che avrebbe dovuto guidare la coalizione ed esprimere il candidato più forte ha abdicato per pavidità, in Forza Italia sono dapprima rimasti sconcertati dal ritrovarsi la palla in mano e poi hanno espresso totale debolezza”.
I beninformati raccontano che nella chat del centrodestra stia volando di tutto e di più da lunedì scorso in termini di accuse, un tutto contro tutti che conferma lo sfacelo della coalizione. Peraltro, analizzando i voti delle 147 sezioni, emerge anche come il centrodestra delandelizzato abbia perso ovunque, dal centro alle periferie.
Uno degli interrogativi della vigilia era, infatti, cosa sarebbe accaduto in quei quartieri periferici che negli scorsi anni consentirono la vittoria di Franco Landella, a cominciare da CEP e Candelaro. Aveva ragione la neosindaca Marida Episcopo nel dire, su queste colonne, che il dato sarebbe stato positivo a lei e al campo largo anche nei luoghi più degradati e difficili del capoluogo.
Oltre a doppiare di Mauro, Episcopo è riuscita ad avere la meglio sul principale sfidante in tutte le sezioni, eccezion fatta per la sezione 15, relativa alla scuola Dante Alighieri di via Iandolo, ma anche in questo caso il vantaggio del forzista è stato minimo, pari a soli otto voti in più.
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