E’ ancora stallo nella maggioranza di Marida Episcopo rispetto alla formazione della giunta. La versione ufficiale è che si preferisce attendere la proclamazione degli eletti, visto che qualche seggio è destinato a cambiare, ma in realtà la quadratura del cerchio appare complicatissima per la neosindaca di Foggia. Accontentare tutti, nel campo extralarge progressista, è impossibile per Episcopo, come pure tenere a bada partiti e civiche e, al contempo, riuscire ad ottenere per sé i tre assessorati voluti. E’ emblematico della situazione il fatto che, a sole tre settimane dalle urne, la prima cittadina abbia già avuto un forte litigio col vicepresidente della Regione Raffaele Piemontese, dominus Pd. Dà da pensare ben più degli scontri verbali con alcuni collaboratori e big della maggioranza, come il civico emilianista Rosario Cusmai.
Quanto sta avvenendo è seguito ovviamente dai tre candidati sindaci civici Nunzio Angiola, Giuseppe Mainiero e Antonio de Sabato. Quest’ultimo chiede ad Episcopo di “convocare gli altri candidati sindaci civici, espressione della società civile, un modo opportuno per valutare alcune idee insieme, ricevere qualche contributo e al fine di raggiungere una composizione della giunta più equilibrata”. L’ex consigliere comunale sarebbe inoltre favorevole all’assegnazione della presidenza del consiglio ad Angiola, ipotesi però mai presa in considerazione da Episcopo e dai suoi.
“Ma assolutamente sì”, il commento immediato dell’ex parlamentare e docente Unifg rispetto all’appello lanciato da de Sabato. “I candidati sindaci civici hanno totalizzato oltre il 22% e rappresentano una parte importante della cittadinanza, cui dare visibilità e voce. Bella l’idea, Antonio de Sabato, di essere ricevuti dalla sindaca, ma proprio non so dire se a Palazzo di città coltivino certe nobili sensibilità. Grazie Antonio per la fiducia e le parole di apprezzamento”, ha concluso Angiola mostrando di gradire l’assist servitogli dallo sfidante di Progetto Concittadino e di condividerne la linea assunta in questo momento.
“Ritengo che l’esperienza civica di questa campagna elettorale sia stato un grande momento di democrazia partecipativa per la società civile e quindi può essere certamente un grande valore da considerare, non certo ai fini dell’assegnazione di eventuali poltrone ma per instaurare un nuovo dialogo sociale”, è l’analisi di de Sabato a l’Attacco.
“Se discontinuità col passato ci deve essere, allora bisogna impostarla sul dialogo anche con le minoranze e a maggior ragione con quella parte di società civile che ha inteso rappresentare dei principi chiari, nitidi, netti, tramite le candidature dei tre civici. Questo è il mio pensiero. Poi, chiaramente, se si ritiene di voler addirittura coinvolgere un referente dei civici, come pare sia Angiola, noi siamo tesi sempre al dialogo e al confronto. Su questo baseremo la nostra opposizione, leale e sincera. Non sterile contrapposizione ma analisi dei temi. Ora attendiamo la proclamazione, con la speranza di essere confermati in consiglio comunale. A breve faremo altre nuove iniziative, perché pensiamo che il nostro compito debba essere soprattutto di stimolo all’interno della consiliatura che si sta per aprire. Basta tergiversare, dopo una campagna elettorale fatta proclamando unità nel campo largo mentre oggi stanno dimostrando tutt’altro. Va chiusa al più presto la giunta, con personalità autorevoli e giovani, dinamiche, che possano interpretare il sentimento dei foggiani. Su questo siamo disposti al dialogo con tutte le forze politiche”, conclude de Sabato.
Tutt’altro stile, come al solito, quello dell’ex consigliere comunale Giuseppe Mainiero, che giorni fa ha pronosticato: “I mal di pancia sono normali. La giunta si farà, entro Natale deve riunirsi il consiglio comunale, approvare bilancio previsionale e DUP, altrimenti si va a casa, e non accadrà. L'anno prossimo poi ci saranno le elezioni per il Parlamento europeo, bisogna dare un segnale di compattezza. Il rimpasto si farà subito dopo, prima delle elezioni regionali del 2025, che è l'unica partita a cui tengono. In Regione c'è la cassa”.
“Non mi aspetto nulla di nuovo rispetto all’esecutivo”, dice Mainiero a l’Attacco. “Episcopo faceva parte della giunta Mongelli ter, per me realizzerà una sorta di Mongelli quater. Tenderà a nominare qualche figura simbolica ascrivibile a sé, sebbene non abbia consistenza elettorale e abbia ricevuto meno voti della propria coalizione. Episcopo, come le stanno ricordando tutti nel campo largo, è stata eletta dai candidati consiglieri e non ha portato nulla di più, la sua lista civica (Nessuno escluso, ndr) non ha avuto neanche un eletto. Da questo punto di vista la pretesa di nominare propri assessori è ultronea. Io fui tacciato di populismo quando annunciai prima delle elezioni la mia squadra di assessori, ora lei dimostri ciò che sa fare. Ritengo che si andrà verso una giunta non di diretta espressione del consiglio, per me destinata a durare fino a dopo le elezioni europee perché la vera partita è quella delle regionali del 2025”. A detta del commercialista ex meloniano, “esiste un clima di restaurazione politica che va contrastato”.
“Peraltro la giunta non è il tema di questi giorni, Episcopo sta tentando la quadra per accontentare il ceto politico, ovvero i Cusmai, Clemente, etc. Ma la vera partita è di sistema ed è quella che si svolge tra Episcopo e Piemontese: sono loro i veri attori, è lì che si decide chi si mette alla testa del sistema che dovrà governare Foggia nei prossimi anni, cioè chi concretamente dovrà assumere le scelte strategiche per questa comunità”.
Ci sarà un fronte comune della minoranza consiliare? “Lo si vedrà in consiglio, io misuro il ceto politico dalle azioni concrete e dunque al momento del voto. La minoranza svolge un'attività d'ispezione e controllo, che io intendo realizzare. Poi c'è una attività di indirizzo, che si può condividere con gli altri eletti di opposizione ma a patto che sia una condivisione sugli asset strategici, ad esempio su Amiu. Per me, com’è noto, va rifatto il piano industriale, va riscritto il contratto e vanno rianalizzati i conti perché ritengo che Amiu debba 15 milioni di euro al Comune di Foggia”.
Quanto alla richiesta di convocazione avanzata ad Episcopo da de Sabato, Mainiero scuote la testa: “La sindaca in questo momento non deve ascoltare i candidati sindaci civici ma deve provare a realizzare il proprio programma, che ci è apparso molto fumoso in campagna elettorale. Io ritengo che stia lavorando per rendere strutturali quanto visto negli oltre due anni di commissariamento, che sono stati amministrazione degli affari correnti. Ci sono tante questioni importantissime da decidere, dalle gare d'ambito in cui sono coinvolte le nostre società controllate al disagio abitativo. Ma questa amministrazione non sa cosa fare al riguardo. E, soprattutto, credo che la questione principale stia a monte, ovvero che sia connessa alla decisione di candidare lei, una decisione funzionale a un disegno di sistema finalizzato a rendere permanente il governo degli ultimi due anni e a collegarlo in un senso di assoluta continuità all'amministrazione Mongelli”, conclude Mainiero.
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