Sindaca ci dia risposte su abusivi, Borgo Mezzanone, Salice, dipendenti comunali imparentati con mafiosi e Amiu

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Non desta particolare sorpresa il fatto che la nuova Sindaca Episcopo ancora non abbia neppure abbozzato la formazione della nuova giunta assessorile a distanza di venti giorni dalla vittoria elettorale: infatti ritardi di questo tipo sono abbastanza consueti perché dipendono da complessi equilibri di forza fra le varie componenti della coalizione giunta alla vittoria, e in genere occorre circa un mese perché la situazione si stabilizzi generando la squadra dei nuovi assessori. Piuttosto desta una certa dose di preoccupazione il fatto che sia la Sindaca sia i consiglieri comunali della nuova maggioranza politico-amministrativa sono tutti, con rarissime eccezioni, persone di primissimo pelo nel campo dell’amministrazione della cosa pubblica: l’entusiasmo li ha indotti - e condotti - a candidarsi nella convinzione di andare a vincere una lotteria, e in effetti ci sono riusciti perché l’elettorato li ha premiati, ma ora dovranno cimentarsi con i problemi dell’amministrazione cittadina che sono cosa ben diversa dalle fumisterie ideologiche (o demagogiche) delle quali sinora essi si sono nutriti.

Mentre vi sono parecchie questioni che indubbiamente possono essere discusse in modo sufficientemente approssimativo e pressappochistico da poter prendere tempo e non decidere (esempio più evidente l’adozione del Piano Urbanistico Generale targato Benevolo, che campa cavallo...), viceversa vi sono poi alcune altre questioni assai più impattanti le quali non potranno essere eluse, nel senso che andranno risolte in un senso o nell’altro in modo chiaro, e abbastanza presto. Questa tipologia di problemi non potrà essere annegata in una nebbia di slogan senza riflessi concreti ruotanti attorno agli ormai logori mantra di “legalità”, “trasparenza”, “onestà” e altre coglionaggini retoriche che in definitiva non risolvono nulla e servono solo a spostare in avanti nel tempo il momento di affrontare le questioni - ma a un certo punto dovranno pur essere affrontati in modo dirimente: o di qua o di là.

Segnaliamo a solo scopo di esempi:

A) Amiu deve restare nell’attuale situazione di compartecipazione societaria a maggioranza barese, oppure no e mettersi in proprio attraverso una costituenda società cittadina di Foggia? Una risposta secca, prego. B) Le 235 case popolari occupate abusivamente (che hanno rappresentato a suo tempo uno degli addebiti maggiori per motivare lo sciaguratissimo provvedimento di scioglimento del Comune per mafia) debbono essere sgombrate oppure no, e quando? Oppure il solo fatto che sia cambiata l’amministrazione avrebbe del tutto miracolato quegli occupanti abusivi, nel senso che il problema adesso sarebbe messo sotto il tappeto sia dalla Sindaca che dal prefetto “per motivi di ordine pubblico”, salvo tirarlo fuori nuovamente tra cinque anni nella eventualità che alle prossime elezioni vincesse uno schieramento di centrodestra e quegli occupanti divenissero nuovamente “mafiosi” di colpo? C) I 101 dipendenti comunali imparentati con delinquenti (altro cavallo di battaglia del decreto di scioglimento del Comune) che fine debbono fare? Il futuro assessore al personale e il dirigente del ramo sono disposti a commettere la pazzia di licenziarli in blocco, così, tanto per fare contenti prefetti e ministri dell’Interno scioglitutto secondo i quali le colpe dei delinquenti ricadono sui parenti assunti nei Comuni e, a cascata, sul complesso degli apparati comunali, oppure ce li terremo tutti in servizio fino al prossimo decreto di scioglimento? Anche su questo problema sarebbe interessante conoscere la opinione della nuova Sindaca: o di qua o di là. D) In zona Salice vi sono circa 400 villette e caseggiati abusivi che attendono dall’anno 1997 una qualche forma di regolarizzazione urbanistica (delibera comunale del 9/4/97). Che si fa? Si cerca di approntare un programma urbanistico sanante, di intesa con la Regione Puglia, oppure si dice chiaramente ai 400 proprietari che è meglio metterci una pietra sopra e chi s’ è visto s’ è visto? E) A Borgo Mezzanone - agro di Manfredonia - il Comune di Foggia ha “parcheggiato” (ci si perdoni la brutalità della espressione) una trentina nuclei familiari di concittadini senza casa in alcuni stabili di proprietà privata corrispondendo un canone di affitto, cui ha fatto seguito - come da copione - l’occupazione abusiva da parte di un’altra settantina di famiglie di tutti gli altri stabili ubicati nel medesimo compendio, e attualmente la società proprietaria reclama la restituzione di tutti quegli alloggi ovvero chiede al Comune di acquistarli in blocco in modo da consolidare in termini formali la situazione di fatto della occupazione. Quegli immobili li compriamo o non li compriamo? E sulla base di quale motivazione sociogiuridica noi foggiani andremmo a spendere denaro nostro per divenire proprietari di immobili ubicati altrove in agro di Manfredonia, e peraltro occupati da gente che sicuramente non verserebbe alcun canone di locazione ma anzi sùbito dopo pretenderebbe anche lavori di manutenzione degli stabili occupati abusivamente? Anche qui una bella risposta chiara - si o no - sarebbe benvenuta.

A questo punto ci fermiamo perché il nostro intento non era quello di fare l’elenco dei problemi di Foggia, ovviamente, ma solo esprimere il concetto che vi sono alcune (decine) di questioni per le quali le decisioni dovranno essere prese in modo netto, lo si voglia o non lo si voglia, e quei pochi esempi servivano appunto a illustrare il fatto che, di fronte a problemi di quella natura dirimente, gli amministratori dovranno compiere delle scelte impegnative, divisive, fors’anche foriere di problemi personali nell’assumere responsabilità dirette. E qui veniamo al punto che realmente ci interessa.

Il nostro timore è che ora, posti di fronte a problemi del tipo che si è detto e non essendo attrezzati né professionalmente né psicologicamente ad assumere rischi di amministrazione attiva, tutti costoro - avventurosi pischelli impelagatisi in affari troppo più grandi di loro - pensino di cavarsela producendo esclusivamente cretinate demagogiche e parolaie da studentelli sessantottini (chi ha una certa può comprendere la espressione), cioè una bella manifestazione antimafia oggi, un convegno sulla legalità la settimana successiva fra i quattro gatti di intimi del giro, una bella sfilata per la vie cittadine gridando “onestà, onestà” la settimana dopo ancora, e così via : cioè ciurlare nel manico per i primi sette-otto mesi della prossima consiliatura senza combinare una mazza, ma in modo da evitare di operare scelte decise ma impegnative, almeno fin tanto che sarà possibile.

A quel punto, incancrenendosi le varie (decine) di situazioni e aumentando fatalmente le pressioni sociali, alcuni di costoro cominceranno a entrare nel panico mentre altri si lasceranno andare all’aggressività distruttiva all’ interno delle loro stesse formazioni politiche lanciandosi accuse reciproche, appunto come gli scolaretti i quali, terminato il quarto d’ora di intervallo e incombendo ormai l’ora di matematica durante la quale fioccheranno le interrogazioni assassine (cioè l’impatto con la realtà), si dividono in due sottogruppi: quelli che si fanno venire il mal di pancia per il panico e chiedono di uscire, e quelli che iniziano a dirsi parolacce reciprocamente per puro sfogo di aggressività dettata dalla paura. Quei comportamenti di fuga dalla realtà potrebbero determinare un quadro di ingovernabilità generalizzata, che a sua volta potrebbe innescare un ulteriore fenomeno di incanaglimento per il quale ciascun soggetto attore sosterrebbe di essere il solo e autentico rappresentante della “legalità” a Foggia mentre tutti - o la maggior parte degli altri - no, e anzi rinfacciare che qualcuno degli altri sarebbe addirittura colluso con “la mafia”: classica cannonata sparata per distruggere, incurante delle conseguenze. Il seguito non osiamo nemmeno immaginarlo.

Salvatore Russetti, ex giudice di Corte d’appello

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