Si pensa al campo largo ma pochi ci credono per davvero. E se fosse Verderosa a mettere tutti d’accordo?

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Ci vorranno sette mesi – fino a giugno 2024 – prima che Manfredonia possa essere amministrata di nuovo dalla politica. Un arco temporale che non è breve, ma che tuttavia vede già movimenti di partiti e liste. Sono preamboli di un’attività che entrerà nel vivo soltanto nel 2024 e che fornisce le prime indicazioni. Il precedente del campo largo progressista che ha vinto le amministrative a Foggia è guardato da alcuni come esempio, mentre c’è anche chi, come Angelo Riccardi, eccepisce che “ogni realtà territoriale ha esigenze proprie”, perciò è da vedersi quanto possa essere valido un modello da replicare in contesti urbani differenti. CON Manfredonia stessa, la civica a cui è legato Riccardi, è collocata nell’alveo del centrosinistra, eppure alle scorse amministrative non ci fu nessuna unione e Maria Teresa Valente si presentò come candidata Sindaca, venendo eletta consigliera comunale.

Nemmeno stavolta è così tanto naturale che PD e CON Manfredonia stiano dalla stessa parte. In fin dei conti, Michele Emiliano non bada tanto a questi aspetti e, piuttosto, si fida dei propri riferimenti territoriali. I democratici sipontini, poi, non è che abbiano particolarmente a cuore il presidente della Regione Puglia, anzi. La civica CON potrebbe andarsene nello schieramento centrista che si sta creando con l’aspirazione di una partecipazione diffusa e trasversale. Nella stessa area potrebbero confluire anche pezzi di Forza Italia, con o senza Giandiego Gatta, il quale, prima o poi, dovrà regolare i conti con Rotice.

L’ex Sindaco è pronto a sfilargli la sedia, in senso figurato. Non è ancora esplosa, però c’è una fronda interna a Forza Italia che si prepara per disarcionare chiunque si opponga sulla loro strada. E chi già si trova su quella strada. Sono il consigliere regionale Paolo Dell’Erba, il Sindaco di Apricena Antonio Potenza e Gianni Rotice, appunto. Pronto, l’ex presidente di Confindustria Foggia, a prendersi il partito di Manfredonia se dovesse scegliere alla fine di candidarsi un’altra volta.

Probabilmente è proprio questo è uno dei dubbi più grossi: Rotice si candida o ha finito con la politica attiva? Lui continua a negare di tornare in campo e, piuttosto, preferisce rivolgere attenzioni verso il gruppo di ex assessori e consiglieri rimastigli fedeli per perorare una loro futura candidatura. E’ titubante, in realtà. Vorrebbe continuare ad occuparsi delle sue aziende, come faceva per tutto il giorno fino a prima dell’estate 2021. Sta prestando però orecchio anche a chi gli ha già anticipato che non esiste una proprietà transitiva nei cosiddetti pacchetti di voti. Cioè, un altro candidato, per quanto fidato e vicino a Rotice possa essere, non riceverebbe matematicamente i consensi che aveva riscosso l’ex Sindaco. Sarebbe quindi necessario rivedere Rotice candidato Sindaco. Un’ipotesi che sarebbe però certezza sullo schieramento di cui sarebbe l’alfiere: il centrodestra.

Dalla parte opposta, come detto, non è che ci sia molta intesa. Prima ancora che tra PD e MoVimento 5 Stelle – cioè gli attori principali dell’immaginato campo largo progressista -, ci sono difficoltà all’interno dei singoli gruppi.

Risulta del tutto priva di fondamento e credibilità, per esempio, la voce secondo la quale i democratici vorrebbero perorare la causa di Michele Bordo candidato Sindaco. E’ vero, invece, che all’interno del circolo PD è in corso una discussione ma si è ancora lontani dal fare scelte. Le proposte in campo sono due: una prima che porta ad un candidato fortemente identitario e non necessariamente giovane; l’altra preferirebbe che fossero gli eventuali alleati cinquestelle a scegliere, più che altro per una ragione di mera opportunità elettorale, nella consapevolezza che il PD non si è ancora liberato del tutto dello stigma successivo alla caduta del ‘Fattore M’.

Ci potrebbe essere una sorta di terza via, ma non solo per i democratici quanto per tutta la coalizione che potrebbe essere proposta agli elettori sipontini. Una strada che porterebbe dritta verso la diocesi, certamente avulsa dalle vicende partitiche ma comunque impegnata nella formazione di una coscienza civica, oltre che morale e religiosa.

Torna alla mente la persona di Massimo Verderosa – braccio destro dell’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, Franco Moscone, così come di molti altri presuli che lo hanno preceduto - che, stando alle confidenze raccolte da l’Attacco, era stato cercato non molto tempo fa dall’allora primo cittadino Gianni Rotice. Lo voleva come assessore nel periodo durante il quale mancava quello alla Transizione ecologica, prima che quella delega fosse affidata all’ingegnere Andrea Trotta.

Verderosa è un volto nuovo, una persona mite che gode della stima unanime di chiunque lo conosca. E sono tanti quelli che si è visto passare davanti nei venti e passa anni trascorsi in Curia. Gli manca ancora qualche anno per cessare il suo compito al servizio della Chiesa sipontina perciò, se fosse tentato con un progetto che vinca le sue resistenze, sarà costretto a terminare anticipatamente la sua esperienza professionale per dedicarsi a tempo pieno al nuovo compito. Che poi sarà davvero suo, o di chiunque altro, non sarà facile per nessuno.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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