Ha provocato numerose e forti reazioni, come prevedibile, l’intervista a l’Attacco con cui il coordinatore provinciale M5S Mario Furore – sostenuto dall’assessora regionale Rosa Barone – annunciava di esser rimasto profondamente deluso dal comportamento degli alleati della maggioranza Episcopo a Foggia e dichiarava di non volersi più spendere per il campo largo nelle prossime competizioni elettorali, dalle provinciali (probabilmente a fine febbraio) alle comunali del 9 giugno. Colui che era stato il principale fautore del campo largo faceva così capire di voler lasciare ai territori la libertà di decidere. Non sarà più Furore la personalità che promuoverà il modello Foggia altrove, troppo grave la rottura col Pd sul caso Lia Azzarone per fare buon viso a cattivo gioco. Una presa di posizione che ha spinto il segretario provinciale dem Pierpaolo d’Arienzo a scrivere all’europarlamentare per tentare di intavolare una discussione, città per città, provinciali comprese. Silenzio con Furore, invece, da parte del presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti, che ha definito su queste colonne “un grave errore” l’idea di abbandonare il modello Foggia. Il futuro del campo largo in Capitanata è dunque legato alle specificità di ogni singola tornata, col risultato che si va verso uno scenario profondamente differente a seconda dei luoghi. Il fronte giallorosso nascerà a Manfredonia e Torremaggiore, dove dem e pentastellati – insieme ad altre forze del centrosinistra – da tempo lavorano e ragionano assieme. No, invece, al campo largo a San Severo e San Giovanni Rotondo, dove la base del M5S ha unanimemente espresso contrarietà all’alleanza.
Nel commissariato Golfo, dopo i due anni di opposizione congiunta, il M5S ha avuto tre incontri col centrosinistra in vista del ritorno alle urne. Il 2 gennaio scorso gli ex due consiglieri comunali pentastellati Raffaele Fatone e Gianluca Totaro hanno voluto parlare con Furore a Foggia per capire se, dopo le dichiarazioni irate contro il Pd, fosse a rischio il campo largo nella città sipontina. Furore ha ribadito che dovrà essere la base a scegliere, facendo al contempo comprendere che non ci sarà un’altra Episcopo, ovvero che non selezionerà una personalità della società civile da investire del ruolo di candidato sindaco. Un confronto che ha rasserenato i due manfredoniani, cautamente fiduciosi rispetto all’ipotesi che la coalizione vada in porto.
Il Pd di Paolo Campo, va detto, ha deciso saggiamente di astenersi dal proporre un proprio nome e di attendere che il M5S faccia la propria mossa. Stando ai beninformati, buona parte dello schieramento potrebbe accogliere il nome del M5S.
Finora l’unico trapelato è quello dello stesso Fatone, sul quale però non tutti si sono espressi. Intanto c’è chi sogna di riuscire a convincere nientemeno che il professor Andrea Prencipe, sipontino doc e rettore della romana Luiss. Ma, per quanto piaccia trasversalmente e resti in cima ai desiderata di tanti, appare del tutto improbabile che Prencipe possa mai accettare. Piuttosto, prende corpo nel M5S e tra gli alleati in pectore l’idea di una personalità politica, che abbia avuto già esperienze come amministratore pubblico ma che sia al contempo elemento di forte rottura rispetto al passato. Un identikit che sbarra la strada a tanti, ma non a Fatone.
Si va verso il campo largo pure nella Torremaggiore della senatrice M5S Gisella Naturale e del sindaco dem Emilio Di Pumpo.
Non si sono, invece, le condizioni a San Severo e San Giovanni Rotondo. Nella città di San Pio i contiani intendono creare una coalizione “aperta ad associazioni e movimenti civici che vorranno condividere temi e obiettivi propri del M5S, proponendosi come alternativa e in discontinuità rispetto all’attuale governo cittadino”, quello del sindaco Michele Crisetti, a capo di una maggioranza di centrosinistra guidata dal Pd. Mentre a San Severo il 24 novembre scorso il M5S si è riunito e, con votazione palese, tutti i 24 presenti si sono detti contrari al campo largo. “Pertanto il Gruppo, pur non escludendo il dialogo con le associazioni al fine di costituire un’alleanza civica, ha scelto di non proseguire il dialogo coi gruppi partitici dell’attuale maggioranza e di non aderire al campo largo”.
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