Europee, da gennaio si inizia a fare sul serio per la rielezione. Chance e certezze degli uscenti

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Il 2024 vedrà numerosi appuntamenti elettorali in Capitanata: dalle provinciali per il rinnovo del consiglio (voto di secondo livello che potrebbe tenersi a fine febbraio) alle comunali del 9 giugno, che si svolgeranno contemporaneamente alle elezioni europee. L’esito che appare sin da adesso più scontato è la riconferma dei due europarlamentari uscenti, ovvero il pentastellato Mario Furore e il leghista Massimo Casanova. Entrambi appaiono sereni rispetto al secondo mandato e da gennaio inizieranno a mettersi in moto per attraversare le sei regioni della circoscrizione sud. In realtà mancano ancora diversi mesi, visto che le liste dovranno essere chiuse entro i 40 giorni precedenti le urne del 9 giugno ma attraversare un territorio tanto esteso richiede parecchio tempo. Il M5S stima di poter ottenere cinque seggi nella circoscrizione sud (rispetto ai sei del 2019) con numeri in linea con quelli delle elezioni politiche di settembre 2022. Il foggiano Furore è il solo ricandidabile degli europarlamentari contiani eletti al sud e non appare per nulla preoccupato dalla possibilità di ritrovarsi, schierato nella lista Pd, il sindaco uscente di Bari Antonio Decaro. “Alle europee”, evidenziano alcuni pentastellati, “i rivali sono quelli interni alla tua stessa lista”. La neo sindaca di Foggia Marida Episcopo ha annunciato alla propria maggioranza giallorossa l’intenzione di sostenere Furore, ovvero colui che mesi fa la scelse come candidata superando ogni resistenza interna al campo largo. 

Le parole di Episcopo non sono state, ovviamente, prese bene dai dem foggiani di Raffaele Piemontese, che al pari dei civici emilianisti di CON – guidati da Rosario Cusmai – porteranno voti alla causa di Decaro. Né poteva essere diversamente, dopo la guerra di Furore e della assessora regionale Rosa Barone a Lia Azzarone, presidente del consiglio comunale e numero uno dell’assemblea regionale del Pd. Il campo largo, dunque, si dividerà su Bruxelles.

Nel 2019 Furore, che fino ad allora era stato collaboratore della consigliera regionale Rosa Barone, arrivò sesto nella circoscrizione sud con 31.922 voti (dopo Gemma, Ferrara, Pedicini, D’Amato e Adinolfi); fu il terzo in Puglia nel M5S a quota 24.370, primissimo in Capitanata con 14.306 consensi, mentre a Foggia città fu scelto da 6.604 persone.

A detta dei 5Stelle, il leader Giuseppe Conte non ha ancora definito la strategia per le europee ma ha già anticipato che non sarà capolista, a differenza di quanto intende fare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che guiderà le liste di Fratelli d’Italia in ogni circoscrizione. FdI farà sicuramente un eccellente risultato raddoppiando i propri numeri, sono dati per certi i cinque seggi al sud. 

In grande difficoltà è, invece, la Lega di Matteo Salvini, che secondo alcuni analisti dimezzerà i propri seggi. Nel 2019 il Carroccio entrò in Europarlamento col 34,2% dei voti e 29 eletti, nel momento di massimo exploit di Salvini. Ne ha conservati, però, solo 22. Stando ai sondaggi oggi il partito non andrà oltre i 8-9 seggi, meno della metà di quelli che ha ancora conservato. 

Il ministro delle infrastrutture e trasporti potrebbe decidere di non correre come capolista per evitare il confronto diretto con Meloni, che punta a staccare di almeno dieci punti il Pd di Elly Schlein ma che soprattutto mira a egemonizzare il centrodestra, ai danni di Lega e Forza Italia. Del resto, Meloni sa bene che il voto di primavera sarà interpretato come la cartina tornasole dello stato di salute e dei rapporti di forza in seno al Governo. 

In questo scenario, se da un lato è chiara l’ambizione di Meloni di inglobare la Forza Italia orfana di Berlusconi, dall’altro appare lampante e costante la competizione interna con Salvini: per i beninformati, se la Lega alle europee ottenesse meno del 10% la leadership sarebbe seriamente a rischio, a vantaggio del governatore del Veneto Luca Zaia. Insomma, fase storica tutt’altro che semplice per la Lega ma non è sembra in discussione la rielezione di Casanova, il patron romagnolo del Papeete che ormai è un garganico d’adozione.

Salvini vuole la ricandidatura di tutti gli europarlamentari uscenti e Casanova, che ufficialmente sarà in campagna elettorale da fine aprile, in realtà è già attivo sui territori della propria circoscrizione.

Avrà, a quanto pare, un rivale in più: nei primi giorni del 2024, secondo indiscrezioni, la Lega ufficializzerà l’adesione al partito dell’attuale europarlamentare Aldo Patriciello, rieletto nel 2019 per la terza volta con Forza Italia ma, da tempo, in rotta di collisione con il partito campano degli azzurri. Il noto imprenditore del settore della sanità privata è un campione di consensi, ma Casanova – amico fraterno di Salvini, che spesso è ospite dell’europarlamentare nell’immensa tenuta di Bosco Isola, a Lesina – non teme sorprese. 

Nella scorsa tornata Casanova ottenne 64.721 voti, risultato che gli permise di staccare il salentino Andrea Caroppo, ex segretario regionale del partito (50.348) oggi in Forza Italia; in Capitanata ci furono 18.209 voti per Salvini, 8.825 per Casanova, terzo Caroppo con 3.309 voti.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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