E’ guerra dentro Forza Italia in Capitanata, a poche settimane dal congresso provinciale indetto per il 21 gennaio a Foggia. La spaccatura interna è lampante ed ormai inevitabile la doppia mozione. Uno scenario molto più complesso rispetto a due mesi fa, quando il consigliere regionale Paolo Dell’Erba annunciò di volersi candidare per il dopo Raffaele di Mauro, lanciando una vera e propria opa. E come in ogni stagione congressuale è a suon di tessere che ci si fa largo e si ambisce a conquistare la leadership. Qualcosa, però, non è andato come previsto dal danaroso imprenditore apricenese e dal sindaco Antonio Potenza, suo sodale da sempre. Oggi i due si dicono in silenzio stampa, segno che i numeri non sono quelli sperati. Fonti ufficiali di Forza Italia rivelano a l’Attacco che le tessere sono 2.034 per la provincia di Foggia, rispetto alle 9.000 circa dell’intera Puglia. Pur essendo partiti prima di tutti, Dell’Erba e Potenza non hanno ad oggi la maggioranza del partito. Ci sarebbe una sostanziale parità col presumibile secondo candidato al ruolo di coordinatore provinciale, il consigliere regionale sammarchese Napoleone Cera, che da giorni sollecita il rinvio del congresso appellandosi ai vertici nazionali e regionali del partito azzurro.
Oltre al pacchetto di tessere riconducibili al duo di Apricena c’è dunque quello, corposo, raccolto nel natìo Gargano dai Cera. Il dato della città del marmo e della pietra è impressionante: 363 iscritti, secondo i beninformati più dei tesserati di Foggia città che supererebbero comunque quota 300 (con la differenza che il capoluogo conta circa 145mila abitanti, mentre Apricena circa 12.600).
Ci sono poi gli iscritti legati alla nomenclatura storica di FI, compresi i foggiani e quelli che a Manfredonia fanno parte del gruppo del deputato Giandiego Gatta. Se Apricena è protagonista di un exploit di tessere dalla ragione facilmente intuibile, nel Golfo la situazione nuova venutasi a creare dal divorzio tra Gatta e l’ex sindaco Gianni Rotice vede per la prima volta una Forza Italia non più incentrato sul solo parlamentare. Il numero è tutt’altro che eclatante: 130 iscritti. Ma va letto e interpretato.
“La sensazione è che Gatta continui a prevalere su Rotice”, confidano fonti foggiane interne al partito, e terze rispetto ai due, parlando con l’Attacco. “Il dato complessivo del tesseramento a Manfredonia è un po’ superiore rispetto agli scorsi anni, perché questo è l’anno del tesseramento. Non c’è stato, insomma, un boom di nuovi iscritti come qualcuno poteva immaginare, uno scenario insomma simile a quello di Apricena. Ma il fatto nuovo è che ora a Manfredonia c’è qualcun altro, oltre a Gatta, che fa le tessere. Il deputato ha, dunque, per la prima volta un contraltare”.
Non è questione di poco conto, tutt’altro: come anticipato su queste colonne nelle scorse settimane, Rotice annunciò di non volersi ricandidare quando fu mandato a casa mesi fa dopo soli due anni di mandato, ma poi si intuì che ci avrebbe ripensato qualora fosse riuscito a mettere le mani su Forza Italia. La ricandidatura passa, cioè, dalla capacità di ridimensionare l’ormai nemico Gatta – che ne era stato il principale sponsor politico alle comunali del 2021 – e di portare FI dalla propria parte.
“Ad oggi non c’è modo di capire quali siano gli iscritti di Manfredonia, verrà reso noto solo ai candidati ufficiali a ridosso del congresso. Al momento, peraltro, non è stata ancora presentata alcuna candidatura, né da parte di Dell’Erba né da parte di Cera jr”, evidenzia un beninformato garganico. Tutti sono d’accordo sul valore determinante che avrà l’appoggio dei tesserati storici all’una o all’altra parte.
Dalle parti di Cera c’è ottimismo al riguardo. “Gatta è con noi, siamo un gruppo unico. E se dal gruppo “storico” 150-200 persone stanno con Cera si vince”, dicono fonti legate al politico di San Marco in Lamis, città dove il tesseramento si è fermato a quota 150. “Una città, come Apricena, non può prendersi tutto il partito provinciale”, dicono. “E’ come se Dell’Erba e Potenza avessero il 40% delle proprie tessere nella sola Apricena”.
Pochi dubbi su quanto avverrà da adesso al 21 gennaio. “Ora si va alla conta. All’appello fatto da Cera al leader nazionale Antonio Tajani non è seguita alcuna risposta, anzi il partito ha detto che si va avanti così. Vuol dire che FI si schianterà contro la contrapposizione tra le due mozioni”.
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