I coordinatori di Fratelli d’Italia e Lega, a San Severo, dopo aver dichiarato, come partiti e come simboli, il sostegno alla candidata Sindaca del progetto Alternativa Civica Lidya Colangelo si sono visti contestati da diversi tesserati e elettori, come dichiarato a l’Attacco da Emilio Gaeta, storica figura del centrodestra sanseverese e delegato ai rapporti con la stampa del circolo cittadino di FdI, che domani pomeriggio motiverà in una conferenza stampa. Il tutto seguito dai mal di pancia di Mario Miale, tesserato in Fratelli d’Italia che si era auto sospeso partito, con una nota stampa: “Una volta tramontata l’ipotesi Lallo e/o De Lallo candidato Sindaco, i vertici hanno scelto la candidata Lidya Colangelo, civica sì ma con una connotazione da sempre sinistroide, testimoniata dalla presenza di una moltitudine di soggetti di sinistra all’interno della sua coalizione. Non riconoscendomi nelle scelte e nella gestione provinciale e cittadina di FdI, che non riconosco affatto, ritengo opportuno autosospendermi dal partito, seguendo i tanti amici tesserati che stanno come me, manifestando il loro disappunto”.
Ma anche sulla sponda Alternativa Civica, c’è chi aveva dissentito, come Carmine Cannelonga: “In merito agli ultimissimi eventi per la decisione della coalizione Alternativa Civica e La Città che Vorrei di accogliere la richiesta di sostegno al candidato sindaco Lidya Colangelo da parte dei due schieramenti di centrodestra FdI e Lega, sono costretto mio malgrado a ritirare la candidatura con Alternativa Civica, in quanto non coerente con i valori che mi caratterizzano e con le prerogative iniziali”. Mel merito, l’Attacco ha chiesto, alla diretta interessata, come stanno le cose.
Così in anteprima, Lidya Colangelo: “Il tutto è assolutamente coerente con ciò che è stato detto nella conferenza stampa di presentazione del 16 febbraio, in cui s’è parlato del nostro progetto che restava aperto a tutte le altre forze politiche e civiche. Un progetto nato con gli altri consiglieri comunali: Alessandra Spada; Gigi Marino; Giuseppe Manzaro e Rosario Di Scioscio. Tutto ciò era stato detto e non era stato nascosto nulla. Un progetto vincente per realizzare la nuova visione di città. La sottoscritta e Alessandra Spada – ha continuato la professoressa Colangelo – l’abbiamo individuato fin dall’inizio e anche gli altri consiglieri si son dovuti interfacciare con i propri partiti”.
Ed entra nel merito sul sostegno ricevuto da FdI e Lega: “L’adesione dei due partiti è maturata sulla qualità del progetto e non sulle dinamiche o sulle convenienze di natura politica. Il mio nome era stato portato sui tavoli del centrodestra e, perciò, non è affatto una novità per quell’area. Anche i più distratti ne erano venuti a conoscenza”.
Sulla questione di vicinanza al centrosinistra, considerando alcuni nomi nelle liste di Alternativa Civica e La Città che Vorrei, così risponde Lidya Colangelo: “Non sono ideologicamente di centrosinistra e la mia presenza è in un contenitore civico e trasversale; inoltre non sarei mai una candidata Sindaca del centrodestra. Chi mi considera in un’area di centrosinistra si sbaglia, perché lo può confermare ulteriormente, l’onorevole Fabio Di Capua, tra i fondatori di Alternativa Civica, liberale e vicino a Forza Italia”. La rinuncia alla candidatura di Carmine Cannelonga, quindi, al di là che sia figlio di Severino, storico uomo di sinistra, del PCI, è un segnale dell’approdo di FdI e Lega: “Carmine Cannelonga sapeva qual era l’entità, la linea del progetto e, quindi, mai sarebbe stato un movimento di centrosinistra – ha precisato Colangelo a l’Attacco -. Deduco, quindi, che si tratti di un’ipotesi tutta personale quella che l’ha portato alla rinuncia della candidatura con noi”.
Da più parti, nel centrodestra, era stato notato che solo in modo unilaterale, c’era stato l’annuncio in Alternativa Civica, non vendendo corrisposto il “saluto” di benvenuto: “Il nostro comunicato di benvenuto alle altre forze politiche è pronto, era in aggiornamento, perché la compagine si sta allargando e intendevamo farne uno solo per tutti – ha detto Colangelo -. Perché dopo gli ingressi di FdI e Lega, ci sono anche quelli del Movimento 2.0, del PRI, e, poco fa, anche quello di Italia Viva. Noi rappresentiamo la trasversalità delle eccellenze umane e politiche di chi ha dato prova delle sue competenze in ambito cittadino”.
Le conclusioni sono su un potenziale accordo tra le “tre dame” al ballottaggio: “Il 23 giugno, nell’eventuale ballottaggio, credo che il vero motivo sia quello di evitare il prosieguo dell’Amministrazione Miglio, seppur con un altro nome. Il nostro progetto si sta allargando ancora con altre persone che credono di servire la comunità”.
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