“Avevamo ragione”, ha commentato l’opposizione di centrodestra dopo che la dirigente della cultura Silvia Siciliano ha avviato l’iter per la riconsegna di Parcocittà, entro un mese, a seguito dell’ennesima segnalazione del dirigente dei Servizi finanziari Carlo Dicesare. Claudio Amorese, capogruppo di Fratelli d’Italia, mesi fa fu protagonista di un duro scontro con l’assessora alla cultura Alice Amatore (Pd), che gli paventò una possibile querela. L’Attacco lo ha intervistato.
Come commenta quanto avvenuto nei giorni scorsi?
Quello che avevamo fermato come opposizione mesi fa si è avverato io. Io, in particolare, finii nel calderone per aver chiesto le dimissioni dell’assessora nel caso fosse stato vero che era presente, insieme ai propri familiari, nelle associazioni che gestiscono Parcocittà, così come è effettivamente risultato da atti pubblici. L'altro punto per cui fui attaccato fu l'affermazione relativa alla vicinanza economica. Non c'era nulla di querelabile in quanto dissi e difatti non mi è mai arrivata la querela annunciata da Amatore, né mai arriverà. Un altro elemento, però, da sottolineare e squisitamente politico è se sia opportuno che ci sia ancora l'assessora Amatore. Dopo un anno abbiamo scoperto che l'amministrazione Episcopo ha fatto finta di non vedere e non ha controllato.
Ma i controlli non si fanno a corrente alternata, si fanno sempre, specie se ci si proclama dalla parte della legalità e della trasparenza. Io sono sempre stato dell'idea che quello sia un luogo da tener vivo e che lodevoli siano le attività che vi si svolgono, tant'è che in passato fu sempre data una mano a Parcocittà da parte dell'amministrazione comunale precedente. Non ho nulla contro chi gestisce Parcocittà, ma visto che il leitmotiv di questa amministrazione è la legalità mi duole rilevare che i principi affermati sono stati disattesi e non applicati in questa vicenda.
Perché questo caso in particolare le appare come una cartina tornasole rispetto alla narrazione legalitaria?
Anche nelle procedure legate alle selezioni dei dirigenti a tempo determinato e alle nomine dei cda delle partecipate la condotta dell’amministrazione Episcopo ha prestato il fianco a letture di scarsa trasparenza. E non lo dico io, ma lo dicono soggetti estremamente competenti in materia come alcuni dirigenti e sindacati a cominciare dalla Direl, il principale sindacato della dirigenza pubblica, la quale si è esposta fortemente a livello mediatico, lamentando l'assenza di piena trasparenza e di criteri oggettivi e imparziali in alcuni avvisi pubblici. Ma è il caso di Parcocittà resta per me il più emblematico, giacchè gli interrogativi sono davvero troppi in quella vicenda.
Quali?
Ci sono parenti dell'assessora in quella ats, c'è lei stessa. Che poi svolgano attività meritorie io non lo metto in dubbio e non l'ho mai fatto. Ma sulla legalità, come hanno sempre detto loro, non si deve mai transigere. Rilevo, peraltro, che nessuna risposta è arrivata in risposta al nostro comunicato stampa come centrodestra.
E sui cda?
I cda sono stati nominati senza passare dal consiglio comunale. La delibera consiliare sugli indirizzi per le nomine non è mai stata fatta. Hanno solo preso atto del decreto legislativo che prevede la possibilità di inserire negli statuti delle partecipate fino a cinque consiglieri, dando adeguata motivazione. Ma ciò non significa che sia stato dato l'indirizzo, peraltro manca anche la motivazione formale richiesta dalla legge. Quindi per me si tratta di una violazione di legge, su cui il prefetto di Foggia dovrebbe intervenire. Tra l'altro, le persone nominate dovevano avere specifici requisiti di competenze ed esperienza in quella particolare materia. Ebbene, abbiamo analizzato i curriculum dei nominati e nessuno rispetta questi requisiti, tranne paradossalmente Colomba Mongiello che è la persona di cui si è più dibattuto. Trasparenza e competenza dove stanno, allora?
Che pensa dell’assunzione di una quarta persona nell'ufficio di staff della sindaca, un funzionario amministrativo?
Noto una smania di comunicazione e uno spreco di risorse pubbliche, in passato l'ufficio di staff aveva meno unità. Ma, soprattutto, a fronte di questa smania comunicativa manca il controllo effettivo del territorio: insicurezza ed abusivismo sono visibili ovunque, dalle periferie alle piazze, al quartiere Ferrovia. Noi come centrodestra abbiamo inutilmente chiesto il potenziamento delle telecamere in alcune zone come rione Candelaro, rione Martucci, quartiere Ferrovia, rione Biccari. Ci è stato bocciato. Inoltre, mesi fa consegnammo un'interrogazione sullo stato di degrado assoluto dell'ex mercato Ginnetto: ebbene, a mesi di distanza quel degrado è rimasto, nessuno è intervenuto. Abbiamo chiesto anche di attenzionare la vicenda di quei dipendenti Ataf - part time e non idonei - che meritano scatti stipendiali perché garantiscono mansioni cui non dovrebbero essere assegnati. Da 2-3 anni hanno fatto causa. Questi ricorsi possono creare un grosso contenzioso, noi abbiamo portato tale tema nella commissione ambiente e territorio ascoltando sia l'assessore Davide Emanuele, delegato alle partecipate, che i referenti di Ataf. Un lavoratore ha già vinto la causa presso il giudice del lavoro.
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