Molto colorito – come al solito – ma estremamente efficace, l’intervento del consigliere dem Italo Pontone durante l’ultimo Consiglio comunale a Foggia, che ha messo in evidenza tutte le contraddizioni di questa maggioranza. “Faccio una doverosa premessa. Io sono e mi sento parte integrante di questa maggioranza, avendo contribuito con tutti i consiglieri del Partito democratico a sostenere la candidatura della Sindaca Episcopo. Mi sento e sono parte integrante del Partito democratico, non fosse altro che per esserne stato un socio fondatore. Qualcuno potrebbe chiedersi il perché di questa doverosa premessa. È molto semplice. Oggi vedo che un po' tutti si stanno divertendo ad allargare le maglie di questo bilancio trovando qualcosa per poter recriminare contro la nostra amministrazione. È evidente, però, che uno che fa parte della maggioranza quantomeno debba avere la sensibilità di incentivare, di stimolare, chi ha il potere decisionale a dare risposta alla nostra collettività”, ha detto. “Sindaca, lei è la mamma di questa amministrazione. La buonanima di mia madre teneva 7 figli. E sa, molte volte i figli discutono tra di loro, si prendono anche a parole, però la bontà di mia madre era quella di mettere in cerchio i figli, stabilire chi avesse ragione e chi non avesse ragione, e alla fine uscire da queste riunioni con la serenità di tutti. Questo è il suo compito, Sindaca. Per cui, cara Sindaca, io oggi sfrutto il bilancio come resoconto di ciò che la nostra amministrazione ha fatto e non ha fatto. Mentre venivo al Comune ho incontrato un vecchietto che raccoglieva delle margherite”, ha raccontato. “Ha fatto un bel mazzetto da consegnare alla sua consorte. Ieri, invece, ho visto in un'altra zona di Foggia che un ragazzino raccoglieva i papaveri (Gli sckattulle, così ci comprendiamo meglio). Io scherzo per dire che nella nostra città ci sono delle situazioni che meritano un'attenzione diversa”, ha spiegato.
“Non è più tollerabile che si possa continuare a fare degli interventi senza alcun senso pratico, senza dare quello che la nostra città ci chiede. Ricordiamoci che noi ci siamo candidati non per favorire Pasquale o Vincenzo, ma per dare risposte ai nostri concittadini. E, a maggior ragione quando sento parlare di questa liquidità, di fondi messi da parte, di una tassa che nel totale ha raggiunto 200 milioni di euro, allora mi preoccupo e mi chiedo: se fino a adesso siamo ancora in queste condizioni, come riusciremo a superare questa fase critica? Io parlo oggi anche in qualità di presidente di una commissione consiliare che, dai primi giorni del suo insediamento, ha cercato di verificare e di sensibilizzare molti dei nostri assessori, proprio perché il nostro compito è quello di dare risposte alla collettività”, ha ribadito Pontone.
“Sicuramente, anche tra i vari assessori c'è chi ha prodotto di più e chi ha prodotto di meno, ma non per incapacità. Per un insieme di situazioni. L'altro giorno un assessore ha scritto che tra qualche mese si potrebbe riaprire il Palmisano. Una nota dolente. Vi parla uno che dal primo giorno si è recato in quel posto. Sindaca, si ricorda che venne pure lei? Bene. Sembrava una cosa che si sarebbe risolta nell'arco di 15 giorni-1 mese, ma sono passati 18 mesi e stiamo ancora alla Ricerca del tempo perduto. Non voglio dare la colpa a nessuno, però il mio e il nostro compito di consiglieri è quello di dire: ragazzi, vogliamo fare di più? Vogliamo fare meglio? E quindi lo diciamo”, ha chiosato.
“Quando scherzo ma non troppo sui fiorellini, è evidente che questa città ha un problema col verde pubblico. Nel 2025 non ci possiamo permettere di essere ripresi, anche dalla stessa minoranza, su cose che per noi dovrebbero essere routine. Tante volte, come maggioranza, non sappiamo neanche a chi dobbiamo rivolgerci per risolvere il problema. Sapete quante volte mi è venuto in mente di prendere il decespugliatore che ho in campagna, andare in alcune aree, e in 10 minuti buttare a terra un chilometro di erbacce fetenti che servono solo a raccogliere escrementi di animali? Allora, diamoci una mossa. Perché questa benedetta commissione di cui mi onoro di fare il presidente, e dove mi ha messo il Pd - Non è che me lo sono inventato - crede che ci sia da fare un'inversione totale. E vi posso assicurare che la città è stanca. Allora, ripeto: diamoci una mossa”.
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