L’indecisione di Antonio Decaro continua a frenare il campo largo progressista pugliese, in vista delle regionali d’autunno. L’ex sindaco di Bari ed europarlamentare del PD, forte di mezzo milione di preferenze alle Europee, ha incassato il sostegno di Giuseppe Conte, del M5S e di varie forze civiche, ma tentenna: a frenarlo sarebbero i timori legati al ruolo ancora attivo di Michele Emiliano e Nichi Vendola.
Il PD nazionale, con Elly Schlein e Francesco Boccia, sarebbe pronto a un ultimatum. E se Decaro non scioglierà la riserva, i malumori potrebbero spingere pezzi dell’area centrista e riformista verso il centrodestra.
Tra questi i civici di Con, legati a Raffaele Piemontese, e Azione, il cui gruppo regionale – rappresentato da Sergio Clemente – ha incontrato a Barletta la presidente Elena Bonetti, il vicesegretario Ettore Rosato e il segretario Ruggiero Mennea. Tutti hanno ribadito il favore a Decaro, ma senza escludere alternative: “Se il candidato non sarà lui, tutto andrà ridiscusso”, ha dichiarato Clemente.
Dall’incontro Puglia 2030 è emersa la richiesta di un programma che punti su giovani, aree interne, sviluppo sostenibile e lotta allo spopolamento.
Aperture tattiche anche verso il centrodestra, a patto di trovare un candidato moderato e non schiacciato su FdI, Lega o FI. “Azione - ribadiscono i suoi dirigenti - non ha preclusioni ideologiche”.
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