M5S, Barone: “Non mi sento favorita, la lista non è costruita per me”. Naturale: “Progetto collettivo”

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Dopo che l’Attacco ha fotografato la competizione tra i principali candidati pentastellati nella circoscrizione di Foggia, sono arrivate le prime risposte, che respingono l’idea di una lista costruita a misura di Barone e rivendicano la natura aperta e competitiva del progetto. Rosa Barone, consigliera regionale uscente ed ex assessora al Welfare nella Giunta Emiliano, preferisce smontare con fermezza le ricostruzioni che vorrebbero il Movimento foggiano polarizzato sulla sua figura. “Non ho la sfera di cristallo per dire chi entrerà o meno in Consiglio regionale”, premette Barone. “Ognuno sta portando avanti la sua campagna elettorale, ed è giusto così. Sono contenta che ogni candidato del Movimento abbia la propria vetrina, i propri incontri, la propria identità. Questa è la ricchezza del M5S, non un limite. Il fatto che la lista sia costruita per mandare me in Consiglio non è vero per niente. Se così fosse, non ci sarebbero candidati forti e radicati come il vicesindaco di San Giovanni Rotondo Michele Longo, o come Angelo Masucci, che a San Severo per pochissimo non è diventato Sindaco. Sono presenze di peso, segno che il Movimento ha scelto di essere competitivo su tutto il territorio provinciale”. Barone insiste sul carattere equo e partecipato della lista, sottolineando che la competizione interna non è frutto di divisioni, ma di vitalità. “La nostra lista è competitiva, equilibrata e rispettosa. Non mi sento affatto favorita. Dopo dieci anni di esperienza in Consiglio regionale ho relazioni e competenze consolidate, ma questo non significa che la mia rielezione sia scontata o che esistano pacchetti di voti sicuri. Stiamo tutti lavorando, con spirito di squadra, per far crescere il Movimento, non le singole persone. L’importante è che vada bene il M5S. Io credo che la vera sfida sia riportare entusiasmo, spiegare cosa abbiamo fatto e cosa possiamo ancora costruire per la Puglia”. 

La consigliera foggiana, spesso indicata come il volto istituzionale del Movimento in Capitanata, riconosce che la fase attuale è diversa rispetto al passato, segnata da una maggiore frammentazione e da una competizione più aperta. “È una fase nuova, e va accettata con maturità. Oggi il Movimento 5 Stelle non è più quello del 2015 o del 2020. È cresciuto, si è evoluto, ha più anime, più sensibilità. Ma questa pluralità è un valore. Non dobbiamo aver paura del confronto, dobbiamo farne la nostra forza. In Capitanata il voto è spesso legato alle relazioni dirette, alle reti civiche e ai territori. Bene, è lì che dobbiamo stare, tra la gente, ascoltando e raccogliendo proposte. È quello che sto facendo da anni e che continuerò a fare”. 

Sulla stessa linea, ma con un tono più politico, interviene anche la senatrice Gisella Naturale, che invita a leggere il quadro complessivo con maggiore equilibrio. “La lista del Movimento 5 Stelle, a differenza di quello che si pensa, non è costruita intorno a Rosa Barone. Ci sono candidati forti e riconoscibili, come Masucci e Santangelo, ma anche altre donne su Foggia, amministratori e attivisti con un radicamento importante. Ognuno corre per entrare in Consiglio regionale, e questo è un bene. Non ci sono liste personali, ma un progetto collettivo. Poi è chiaro che, come in ogni competizione, qualcuno parte più conosciuto di altri, ma non per questo il risultato è scritto”. 

Naturale sottolinea anche un altro aspetto spesso taciuto, la presenza di un dibattito interno legato al tema del terzo mandato, che in alcuni casi potrebbe anche pesare sulle preferenze. “È vero che nella base ci sono sensibilità diverse. Alcuni non condividono il terzo mandato, ed è legittimo. Ma questo non deve diventare un fattore divisivo. Il Movimento nasce per dare spazio alle persone e alle idee, non per blindare o penalizzare nessuno. Io credo che in questa campagna elettorale emergerà la forza dei territori e la capacità di squadra dei nostri candidati. Sarà una bella sfida e sono convinta che il Movimento in Puglia, e in particolare in Capitanata, otterrà un risultato importante”. 

A unire Barone e Naturale è la stessa visione di fondo, quella di un Movimento più articolato, che ha superato la fase monolitica e oggi punta su pluralità, competenze e partecipazione. Per entrambe, la competizione interna non è segno di crisi ma di vitalità.  “L’unità non significa uniformità - conclude Barone - ma riconoscere che le differenze, se messe a sistema, rendono il Movimento più forte. Io credo che il 23 e 24 novembre il M5S potrà dimostrare di essere ancora protagonista, con un radicamento vero nei territori e con proposte concrete per la Puglia”. 

Con queste parole, la consigliera uscente e la senatrice cercano di riportare la discussione sul piano politico e programmatico, spostando l’attenzione dai personalismi alla missione collettiva. Un messaggio di compattezza, che arriva in una fase in cui la contesa per il seggio foggiano è più viva che mai, ma anche più carica di significati. La sfida non è solo tra candidati, ma tra modi di interpretare il futuro del M5S in Capitanata. 

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