In Capitanata lo sanno tutti. La vera partita delle elezioni regionali in programma il prossimo fine settimana non è quella tra l’acclamatissimo candidato presidente del campo largo – a tratti larghissimo – Antonio Decaro, qualificato Sindaco di Bari e poi eurodeputato da record eletto con mezzo milione di voti a Bruxelles nel 2024 col Partito Democratico, e la vittima sacrificale indicata dal centrodestra e toccata a Forza Italia, l’imprenditore barese Luigi Lobuono, ma quella che si gioca internamente alle liste di entrambi gli schieramenti. Se a sinistra, infatti, ci sono sfide serratissime – per il secondo posto dopo Raffaele Piemontese nel Pd tra Rossella Falcone, Enzo Quaranta, Teresa Cicolella e Paolo Campo; per il seggio unico nel Movimento 5 Stelle tra l’uscente Rosa Barone e i nuovi Angelo Masucci, Stefano Santangelo e Giusy Albano; e per un posto in Consiglio regionale nelle civiche tra Rosario Cusmai e Antonio Tutolo in Per la Puglia e tra Sergio Clemente e Nunzio Angiola in Avanti Popolari –, a destra non mancano duelli altrettanto affascinanti. In Fratelli d’Italia, per esempio, oltre al seggio regionale, i gruppi rispettivamente a sostegno di Giannicola De Leonardis e Nicola Gatta si contendono infatti la guida stessa del partito. Da un lato c’è quello del deputato Giandonato La Salandra, convintamente schierato con il consigliere uscente; dall’altro la corrente centrista legata al commissario europeo Raffaele Fitto, guidata dalla senatrice Annamaria Fallucchi, dalla segretaria cittadina Daria Cascarano – che in primavera ha soffiato la segreteria all’ex commissario Mario Giampietro, quest’ultimo espressione di La Salandra – non direttamente ma nella persona del suo attivissimo compagno Potito Perruggini, fedeli all’ormai ex Sindaco di Candela. Proprio Perruggini, sabato mattina, ha organizzato al Bar Gambrinus di Foggia un incontro denominato Un caffè con Nicola, dove l’attuale presidente del Cis Capitanata ha incontrato una ventina di sostenitori.
“In questi giorni sto lavorando e girando tutta la provincia”, ha raccontato Gatta a l’Attacco proprio in quell’occasione. “Sto avendo un grande riscontro di consenso e mi fa un enorme piacere. La gente vuole conoscere e vuole sapere quelle che sono le mie proposte per il governo della Regione Puglia. Io non prometto nulla. Posso solo impegnarmi per ridare dignità a Foggia e a tutta la provincia, che con vent’anni di governo di centrosinistra in Regione ha visto aumentare il divario tra la Capitanata e il resto della Puglia. Io voglio colmare questo gap con delle proposte fattive dal punto di vista infrastrutturale, dell’occupazione giovanile, con proposte serie, anche con l’aiuto del governo nazionale. I sondaggi per Fratelli d’Italia sono positivi innanzitutto grazie al lavoro straordinario del governo nazionale e della nostra premier Giorgia Meloni. Il partito in Capitanata esprime candidati forti. Come gruppo lavoriamo insieme per ottenere un grande risultato, ma non nascondo che il mio obiettivo è quello di essere eletto come primo”.
Parole di circostanza, certo, ma che contengono un messaggio neanche troppo implicito rivolto all’uscente De Leonardis, fino a pochi giorni fa dato per favorito e che adesso inizia invece a sentire il fiato sul collo del suo diretto competitor. Secondo i beneinformati, infatti, quelli di Gatta sarebbero numeri tutt’altro che da sottovalutare.
Sui Monti Dauni, zona in cui l’ex presidente della Provincia detiene il maggior pacchetto di consensi, Gatta varrebbe tra i 2.500 e i 3.000 voti. Nel capoluogo, invece, dove per lui si stanno spendendo la senatrice Fallucchi e Perruggini, l’obiettivo sarebbe quello delle 1.000 preferenze. Nell’Alto Tavoliere, poi, Gatta ha raccolto l’appoggio dell’avvocato ed ex assessore di San Severo Bruno Savino, che potrebbe portare in dote – non da solo, naturalmente – un migliaio di consensi. Stesso discorso su Cerignola, dove parte della base che non sostiene la candidatura dell’ex primo cittadino Antonio Giannatempo – che cinque anni fa sfidò De Leonardis ottenendo 3.783 voti e mancando l’elezione in Consiglio – si sarebbe orientata proprio verso Gatta.
Sul Gargano, infine, si starebbero muovendo pezzi che non si sono ancora dichiarati, ma che, stando ai beneinformati, sarebbero pronti a convergere. In totale, Gatta potrebbe contare su un bacino di 6-7mila voti, sufficienti a rendere complicatissima la vita al consigliere uscente. Soprattutto alla luce del fatto che, dall’altra parte, De Leonardis sconta un fisiologico arretramento dopo vent’anni in Regione, e che difficilmente potrà confermare le 7.882 preferenze del 2020.
Il terzo incomodo, l’ex commissario di polizia Rita Montrone, moglie del consigliere comunale foggiano Gino Fusco, resta più defilata. Una candidatura dignitosa, ma senza la rete, senza la struttura, senza la potenza numerica che serve per competere. Nessuno, realisticamente, la vede in grado di inserirsi nel duello.
Insomma, come nel Partito Democratico e nel Movimento 5 Stelle a sinistra, anche in Fratelli d’Italia a destra queste elezioni regionali possono segnare un vero e proprio spartiacque. Una resa dei conti tra due anime inconciliabili interne al partito. Se Gatta e i suoi dovessero centrare il colpaccio e spodestare anche De Leonardis, i meloniani di Capitanata passerebbero, di fatto, definitivamente nelle mani della corrente fittiana.
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