A cinque giorni dal voto per le regionali, la Capitanata continua a essere un laboratorio politico incandescente, dove nuove alleanze e vecchie ruggini stanno ridefinendo gli equilibri interni al campo progressista. Gli ultimi venti giorni sono stati un concentrato di entusiasmi, tensioni, rivendicazioni e scatti in avanti che hanno attraversato partiti e movimenti locali, a cominciare dalla galassia radicale di Alleanza Verdi e Sinistra, e in particolare dalla sezione foggiana di Sinistra Italiana, rinata ufficialmente solo poche settimane fa. Tutto parte dal congresso fondativo del circolo cittadino, celebrato a fine ottobre a Laltrocinema Cicolella. Un momento presentato come ricostituente, quasi una rifondazione identitaria dopo anni di assenza organizzata nel capoluogo. L’elezione dell’avvocato Bruno Colavita segna infatti il ritorno a una struttura riconoscibile - dopo l’esperienza segnata dalla guida di Mario Nobile -, capace di attrarre circa quaranta nuove adesioni, molte delle quali provenienti da Progetto Concittadino, la civica di Antonio de Sabato in Consiglio comunale. Un innesto numericamente molto consistente, accolto con favore dal segretario provinciale Fedele Cannerozzi, ma anche con una certa prudenza da parte del vecchio gruppo dirigente e delle componenti limitrofe dell’alleanza rosso-verde. Il congresso, ad ogni modo, ha portato un vento nuovo. Colavita l’aveva definito un momento importante per tutta la sinistra foggiana, parlando di lavoro, diritti civili, giustizia sociale e di un partito in crescita, capace di intercettare bisogni reali. De Sabato, consigliere comunale e candidato regionale, aveva parlato apertamente di rivoluzione dal basso e della necessità di una sinistra unita sui temi e non sulle sigle. Parole che, tuttavia, nei giorni successivi hanno incontrato una realtà politica più complessa. La prima crepa vera e propria si è manifestata infatti due settimane dopo, a margine della conferenza stampa del leader nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, giunto a Foggia per tirare la volata finale ai sette candidati foggiani di Avs. Un alterco improvviso, vistoso e rumoroso, è infatti esploso davanti a tutti tra due candidati della lista: l’avvocata sipontina Innocenza Starace, portavoce provinciale di Europa Verde, e lo stesso de Sabato. Lei lo ha accusato pubblicamente di averla derisa con un gesto. Inutili i tentativi di lui di stemperare toni e tensioni.
La discussione ha finito per bloccare addirittura la foto di rito col parlamentare, lasciando sul tavolo il sospetto concreto che l’ingresso massiccio del gruppo di Progetto Concittadino in Sinistra Italiana – e, di conseguenza, in Avs – abbia finito per agitare equilibri ancora troppo fragili. Nelle stesse ore, filtrava anche la notizia di rapporti politici complessi con l’altra candidata di punta, la fedelissima vendoliana Elena Gentile, arrivata circa un anno fa dal Pd.
Il giorno dopo, Avs ha provato a spegnere il caso. Selfie di riconciliazione tra Starace e de Sabato seguito da comunicato ufficiale per derubricare tutto a semplice incomprensione. Un’immagine di compattezza ristabilita, almeno formalmente, anche grazie all’annuncio di un evento congiunto, fissato nella giornata di ieri, con l’onorevole Elisabetta Piccolotti, compagna di Fratoianni. La sensazione, però, è che, almeno a Foggia, la convivenza politica tra Europa Verde e Sinistra Italiana debba ancora trovare un equilibrio stabile.
Intanto, da fuori ma non troppo, arriva un’altra scossa. Domenica scorsa, a una settimana esatta dal voto, l’ex segretario cittadino di Sinistra Italiana Mario Nobile ha pubblicato un lungo post su Facebook in cui definisce questa tornata regionale la più scialba e asfittica dal 2005, puntando il dito contro il decennio Emiliano e la qualità del ceto politico pugliese. Pizzicato alla presentazione della lista Decaro Presidente, e da tempo ormai fuori dai circuiti del suo vecchio partito, Nobile si è lasciato andare a un poderoso endorsement nei confronti del cerignolano Tommaso Sgarro, candidato nella civica decariana, e presentato dall’ex segretario rosso come vero rappresentante della sinistra radicale in Capitanata.
Ma c’è dell’altro. Nobile, infatti, è da sempre il volto riconosciuto della battaglia per la riapertura della biblioteca provinciale La Magna Capitana, e sabato prossimo, in pieno silenzio elettorale, prenderà parte alla manifestazione organizzata davanti alla struttura.
Probabilmente in risposta al suo post, che rischia di rosicchiare voti alla lista rosso-verde in favore di Sgarro, la mattina seguente Sinistra Italiana ha emanato un comunicato stampa in cui annunciava una conferenza davanti ai cancelli sbarrati della struttura per il giorno stesso con l’onorevole Piccolotti. Un tentativo last-minute, forse, per intestarsi una battaglia che, a onore del vero, anche de Sabato sostiene da tempo. Una mossa letta da molti come uno scatto in avanti dettato dall’urgenza elettorale e dalla necessità di segnare il campo.
A complicare ulteriormente il quadro, negli stessi giorni, è arrivato anche il caso del viestano Francesco Clemente, candidato nella lista foggiana di Avs, che la scorsa settimana ha annunciato la sospensione della sua campagna elettorale dopo aver ascoltato le parole del presidente Antonio Decaro sugli scappati di casa nel centrosinistra. Uno scivolone clamoroso da parte del sicuro presidente, che tuttavia ha fatto emergere un ulteriore nervo scoperto all’interno della coalizione progressista: il rapporto tra il futuro governatore e parte delle liste e dei candidati a suo sostegno.
La somma di questi episodi, dunque, ha offerto un quadro nitido della situazione che la sinistra rosso-verde sta attraversando in provincia di Foggia, in questa sua intensa fase di ridefinizione a livello locale. Una fase di certo promettente, perché segnata da un periodo di ricostruzione dopo stagioni di grande frammentazione, ma allo stesso tempo particolarmente fragile, perché caratterizzata da crescenti tensioni tra personalità politiche che intendono cooperare ma senza rinunciare al proprio perimetro.
I prossimi cinque giorni saranno decisivi non solo per il risultato elettorale, ma anche per capire se la convivenza tra Sinistra Italiana, Europa Verde e la nuova forza civica che orbita nell’area potrà diventare una struttura stabile o se resterà una somma provvisoria di percorsi individuali.
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