Con la sconfitta di Campo caduto l’ultimo baluardo del Fattore M che fu: e Manfredonia resta senza eletti

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La fine definitiva e ultima del Fattore M, che fece del Pd di Manfredonia il partito più potente della Puglia settentrionale, è nel tracollo di Paolo Campo, ma non solo. Il capogruppo uscente dei dem in consiglio regionale ha inseguito il sogno del terzo mandato ma, come era stato anticipato da l’Attacco già nelle scorse settimane, non aveva possibilità stavolta di essere rieletto, sia a causa della evidente disgregazione interna alla maggioranza comunale sipontina che sostiene il sindaco Domenico la Marca sia per via del sicuro seggio Pd per la viestana Rossella Falcone sostenuta da Raffaele Piemontese. E infatti non c’è stata storia: a livello provinciale Campo, fermatosi a 5.299 consensi totali, non solo si è visto doppiare da Falcone (10.615, seconda solo a Piemontese che come pronosticato su queste colonne ha sfondato quota 30mila, arrivando a 30.273 consensi) ma è stato superato addirittura da ben altri tre dem quali la dirigente scolastica sangiovannese Maria Fiore in Mangiacotti (7.882), l’assessora cerignolana Teresa Cicolella (6.644) e l’assessore di Torremaggiore Enzo Quaranta (6.038). Anche nella propria città, Manfredonia, i “traditori” sono stati più che mai numerosi: tra i 5.474 voti del Pd (32,67%) sono stati 3.062 quelli andati all’ex sindaco, mentre Piemontese ne ha ottenuti oltre la metà, ovvero 1.699. Peraltro, oltre al dominus Pd la città del Golfo è stata “invasa” anche da altri forestieri quali il foggiano Rosario Cusmai (1.165), un fatto impensabile fino a pochi anni fa. Il secondo partito cittadino è il M5S, che ha conquistato 1.865 voti di cui 1.253 per il trentenne consigliere comunale Gianluca Totaro. 

I dem sipontini provano a consolarsi rivendicando il primato partitico in città: “Si conferma prima forza politica della città, contribuendo in modo significativo all’affermazione del Pd regionale e alla netta vittoria di Decaro. Un ringraziamento, sincero e profondo prima ancora che formale, va ai 5.500 manfredoniani che hanno scelto il Pd: un elettore su tre ha rinnovato la fiducia nel nostro progetto politico. Un pensiero speciale e un abbraccio di gratitudine vanno a Paolo Campo: nonostante gli oltre 3.000 voti di preferenza raccolti a Manfredonia, non ottiene la riconferma in consiglio regionale. Il valore della sua esperienza, delle sue competenze e dell’etica con cui ha servito la nostra comunità resteranno un punto di riferimento imprescindibile per il percorso che il Pd cittadino continuerà a portare avanti. Forte del proprio primato e del risultato ottenuto, il Pd di Manfredonia guarda ora alla nuova stagione politica con rinnovato slancio. Le sfide che ci attendono sono chiare: consolidare l’onda lunga del buon governo del centrosinistra, che ha reso la Puglia una delle realtà più dinamiche del Paese, e lavorare per ricucire il rapporto con i tanti cittadini che non hanno partecipato al voto. L’astensionismo resta una ferita aperta della nostra democrazia: riportare le persone alla partecipazione attiva sarà una delle priorità del nostro impegno”.

Una doccia gelata per Campo, il quale già nella precedente tornata del 2020 aveva agguantato la riconferma per il rotto della cuffia, temendo fino all’ultimo di non avercela fatta: allora ottenne 4.299 voti, di cui 3.730 nella propria città.

Se l’avvocato piange e raggiunge l’amico ex deputato Michele Bordo tra gli ex big rimasti appiedati, non ridono nemmeno tutti coloro che pure del Fattore M e dei fasti aurei degli scorsi decenni furono protagonisti e che stavolta hanno sostenuto invano Cusmai. Si tratta dell’ex sindaco Angelo Riccardi, dell’ex vicesindaco e campione di consensi Salvatore Zingariello, dell’ex consigliere regionale Franco Ognissanti, tutti nomi transitati dal Pd nella civica emilianista CON e che oggi si ritrovano a bocca asciutta, insieme al foggiano.

Gli altri candidati sipontini erano Libero Palumbo, che nella civica Decaro Presidente è stato votato da 1.214 concittadini rendendola la terza più votata dopo Pd e M5S, e la co-portavoce provinciale di Europa Verde Innocenza Starace che con 432 preferenze ha rappresentato la quasi totalità dei 629 andati alla lista Alleanza Verdi Sinistra.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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