“Leggo le dichiarazioni dell’assessora Aprile e resto basito - afferma Nunzio Angiola, consigliere comunale a Foggia e segretario provinciale del movimento Cambia -. Si arriva persino a dire che “si avvelena la città”. Ma davvero? È questo il livello del dibattito? La verità è molto più semplice: vietare è la scelta di chi non sa governare. Perché i falò dell’Immacolata non sono un atto criminale: sono tradizioni secolari, radicate nei quartieri e nella memoria di Foggia”.
“Quelle che un’amministrazione capace regola, organizza, accompagna. Non quelle che vieta in blocco con un’ordinanza e un comunicato indignato”.
“Il problema non è il falò: sono gli abusi, l’assenza di controlli, la mancata programmazione. E questi sono responsabilità di chi governa, non della tradizione. Si potevano fare aree autorizzate, materiali sicuri, vigilanza, coinvolgimento delle associazioni. Si poteva trasformare un rischio in un evento civile e partecipato. Ma serve capacità amministrativa, non proclami moralistici”.
“Invece si è preferito spegnere tutto: spegnere la tradizione, spegnere l’identità, spegnere il senso di comunità. Un divieto che dimostra più paura che visione”.
“Foggia non si governa a colpi di ordinanze e frasi ad effetto. Foggia si governa stando in mezzo alla gente, conoscendo le sue tradizioni e avendo il coraggio di gestirle”.
“Chi non sa farlo, sceglie la scorciatoia del divieto. Il risultato? Una città più povera, non più sicura”.
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