Dopo l’incredibile motivazione della seduta annullata “a causa di un comunicato stampa”, la precipitosa pezza messa dal presidente Pietro Di Carlo con una lettera inviata alla prefettura interessata dalla minoranza, rivelando in maniera postuma che non ci sarebbero stati alcuni pareri tecnici a supporto delle proposte di delibera, la nuova crisi al Comune di Lucera è almeno parzialmente rientrata dal punto vista istituzionale. Per l’aspetto politico si vedrà, anche se tutto lasciare intendere che il Sindaco Giuseppe Pitta anche stavolta sia riuscito ad assicurarsi il sesto panettone alla guida di Palazzo Mozzagrugno. In relazione agli aspetti strettamente procedurali, una nuova conferenza dei capigruppo ha scisso in due l’ordine del giorno saltato la scorsa settimana, inserendo per giovedì prossimo le questioni con scadenza, come gli adempimenti del nuovo programma comunale per il diritto allo studio, il cui termine ultimo è stato fissato dalla Regione al 15 dicembre. In un’altra seduta del 22 dicembre, invece, troveranno spazio e discussione i quattro dossier urbanistici oggetto dei distinguo del Partito Democratico locale che prima ha fatto scoppiare pubblicamente la divergenza e poi non ha ancora fatto capire come si comporterà in quella occasione, tanto più con l’intenzione affatto nascosta di buona parte della minoranza di approvare tutti gli argomenti. Sono giorni piuttosto delicati, quindi, in casa dem dove storicamente non si trova mai la quadra, situazione ancora più dirompente se un malcelato atteggiamento di rottura emerge dopo quattro anni di presenza in maggioranza. In realtà il Pd avrebbe aperto la crisi in ogni caso dopo le elezioni Regionali, solo che l’onda d’urto del voto a favore di Antonio Tutolo ha più che altro accelerato e allargato un intendimento che si inserisce in divisioni e divergenze già piuttosto visibili nella coalizione che spazia dai civici a Forza Italia. Chiaramente si affretteranno tutti a smentire, ma è fenomeno fisiologico in vista dei nuovi posizionamenti alla vigilia dell’apertura della campagna elettorale per le Comunali.
E quindi è difficile pensare che Pitta non sapesse, o perlomeno non immaginasse, quanto era in animo negli ambienti locali dem, sebbene non abbia fatto mistero di aver preso malissimo l’iniziativa di quel famoso comunicato stampa, ritenuta quasi un tradimento, peraltro proprio dal partito al quale ha spalancato le porte nella gestione di Lucera Capitale, lasciando praticamente carta bianca a chi gli è stato imposto dal livello provinciale, strategicamente silente ma perfettamente informato di quanto stesse accadendo a Lucera.
Il direttivo locale (che conta tre consiglieri comunali e il vice sindaco) ha posto una questione politica rilevante, chiedendo di rallentare a causa di una presunta “discussione affrettata di argomenti cruciali, capaci di incidere profondamente sull’assetto futuro e sull’identità stessa della nostra città”. Si tratta in particolare dell’adozione di una variante al Pug in zona anfiteatro con la riperimetrazione dei due comparti, l’avvio della procedura di altri due piani urbanistici esecutivi in zona Lucera 2 e al quartiere Pezza del Lago, e soprattutto la riduzione del vincolo di rispetto del cimitero, passando da 250 a 50 metri, con evidenti conseguenze edilizie.
E quindi adesso, considerata la “concessione” di circa una ventina di giorni per gli invocati approfondimenti, quale sarà l’atteggiamento da tenere in aula lo si potrà vedere solo quella sede, perché nel frattempo non viene esclusa alcuna ipotesi. Come parafulmine ci sarebbe sempre un’assemblea di iscritti appositamente convocata, ma è chiaro che la partita si stia giocando a un livello più ristretto, tutto interno, e soprattutto ancora una volta di evidente contrapposizione multipla appena iniziata tra chi cerca di dare un profilo diverso e magari più alto alle attività degli ultimi anni, furbastri e furbastre che sono in agguato per tornare in posti di comando con nuovi simboli e (auto)investiture, e i soliti questuanti di piccolo cabotaggio i cui nomi sono noti a tutti i muri delle sedi del partito dal decennio scorso, però potenzialmente capaci di condizionare scelte e direzioni da prendere a stretto giro di pochi mesi o forse settimane.
In realtà, fin dalla sua fondazione, il Pd di Lucera sia stato sempre caratterizzato da continue fibrillazioni, anche perché non ancora in grado di contemperare adeguati equilibri tra ex comunisti, ex socialisti ed ex democristiani. La conseguenza è che perfino quel comunicato sia stato il risultato di un tormentato compromesso tra chi invocava l’uscita completa dalla maggioranza e chi ha fatto prevalere l’idea di lasciare tutte le opzioni sul tavolo, comunque mandando un messaggio chiaro al Sindaco e ai suoi sempre meno sodali rimasti.
In tutto questo, Pitta da qualche giorno sembra più sollevato dopo lo spavento iniziale di quel documento, gli è subito tornata in volto e nelle parole la spocchia che lo contraddistingue, affrettandosi a dire che è “tutto ok, nessun problema, ho scalato montagne più alte di questa”. Difficile dargli torto se pure nella riunione di maggioranza tenutasi nella sala consiliare, all’indomani di una strategica delibera di Giunta in cui ha dato il via a numerose “progressioni verticali” di personale dell’ente, nessuno lo abbia messo in difficoltà o fatto domande particolari, rimanendo con il comprensibile dubbio di non aver capito dove volesse andare a parare il partito oggi guidato da Ivano Di Matto.
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